Lida Abdul, White House, 2005, Photographic still from the artwork. © Lida Abdul. Courtesy the artist and Galleria Giorgio Persano

TURANDOT: To the Daughters of the East per La 61ª Biennale Arte

VENEZIA | ACP-Palazzo Franchetti | 9 maggio – 31 ottobre 2026

Parasol unit Foundation for Contemporary Art presenta l’Evento Collaterale TURANDOT: To the Daughters of the East alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, una mostra collettiva di undici importanti artiste provenienti dall’Asia centrale e dalle più ampie regioni orientali. L’Evento Collaterale, curato dalla dott.ssa Ziba Ardalan, sarà presentato nello storico ACP-Palazzo Franchetti dal 9 maggio al 31 ottobre 2026. L’esposizione, la terza di Parasol unit a Venezia, segna l’inizio di una nuova era nella programmazione internazionale della fondazione, incentrata sulla presentazione delle opere dei principali artisti contemporanei al pubblico di diverse località in tutto il mondo.

Hera Büyüktaşciyan, The Dream of a Falling Star, 2019–2023, Photographic still from the artwork. Courtesy the artist and the Green Art Gallery, Dubai

La mostra presenta opere nuove ed iconiche che spaziano tra diversi linguaggi artistici, dai lavori video di Lida Abdul, Hera Büyüktașcıyan, Daria Kim e Tala Madani, alle installazioni di Afruz Amighi, Saodat Ismailova e Nazira Karimi, alle sculture di Huma Bhabha e Mona Hatoum, ai dipinti, ai video e alle registrazioni di Farideh Lashai, ai lavori tessili e sonori di Madina Joldybek. Queste undici artiste si occupano in modo approfondito di questioni umane, sociali e globali, affrontando temi diversi come l’esistenza, il mito e la storia.

Afruz Amighi, Opium House Tears, 2024, Photo by Genevieve Hanson. Courtesy the artist

Turandot è sicuramente uno dei personaggi più complessi ed enigmatici della mitologia, della letteratura e dell’opera lirica mondiali. La sua storia attraversa secoli, lingue e forme artistiche, riflettendo al contempo una costante ibridazione e reinterpretazione interculturale. Le prime versioni conosciute della storia di Turandot apparvero nella letteratura persiana, in particolare nell’opera epica del XII secolo Haft Paykar (Sette bellezze) di Nezami Ganjavi. In uno dei suoi racconti, il poeta scrive di una principessa lontana, Nasrin Nush, di origine slava/russa, la cui saggezza e inaccessibilità la fanno sembrare fredda e distaccata. Il nome Turandot apparve per la prima volta in una rivisitazione del 1710 dei racconti di Nezami da parte di François Pétis de la Croix che, dopo averli tradotti dal farsi al francese, scelse di raffigurarla come una principessa cinese. Il suo nome e il suo carattere sembrano essere stati modificati per adattarsi al fascino dell’Occidente illuminista per l’Oriente “esotico”. Due secoli dopo, Giacomo Puccini fuse abilmente la storia di Turandot con la tradizione del dramma all’italiana per presentare al pubblico mondiale una delle opere più drammatiche della musica.

Madina Joldybek, Milk Road, 2025-2026, Photo by the artist, Courtesy the artist

Turandokht è un nome femminile molto comune in Persia e in farsi significa “figlia di Turan”, una regione storica e geografica situata a nord-est dell’Iran. Conosciuta oggi come Asia centrale, Turan comprende Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, che insieme ad altre regioni come l’Afghanistan e parti del Pakistan, della Turchia e dell’Iran, sono state a volte parte integrante dell’Impero persiano. Sebbene considerati acerrimi rivali nell’antichità e nella memoria mitologica, l’Iran (sedentario) e Turan (nomade) erano intimamente intrecciati nella loro storia e cultura.

L’Evento Collaterale TURANDOT: To the Daughters of the East rende omaggio alle artiste provenienti da quelle regioni geografiche, le cui storie e opere individuali e collettive rivelano la loro forza, le loro convinzioni e la loro creatività. Insieme, rendono onore alla voce di Turandot come donne straordinarie, intelligenti e sicure di sé.

La mostra sarà accompagnata da un’importante pubblicazione che conterrà saggi commissionati appositamente per l’occasione, nonché da un programma in continua evoluzione di conferenze e spettacoli a Venezia.

Nazira Karimi, Return Policy, 2019, Photo by TSE Art Destination

La dott.ssa Ziba Ardalan, direttrice fondatrice e curatrice della Parasol unit Foundation for Contemporary Art, ha dichiarato: “In quanto città chiave nello sviluppo delle rotte commerciali storiche dall’Oriente verso l’Europa, Venezia è il luogo perfetto per presentare una mostra in omaggio alle artiste dell’Asia occidentale e centrale per fornire una piattaforma alle loro preoccupazioni e idee sul mondo. Questa mostra coincide anche con la celebrazione del centenario della prima assoluta della Turandot alla Scala nel 1926. Siamo entusiasti di rilanciare il nostro programma con questo straordinario gruppo di artiste e non vediamo l’ora di inaugurare altre mostre internazionali in qualsiasi parte del mondo sia necessario un dialogo“.

TURANDOT: To the Daughters of the East
a cura dalla dott.ssa Ziba Ardalan

Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

9 maggio – 31 ottobre 2026

ACP–Palazzo Franchetti
San Marco 2847, Venezia

parasolunit.org

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