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Tre giovani e l’Apocalisse: i vincitori del San Fedele

Avatar photoRedazione·12 Marzo 2013
ARTEMostre/EventiNEWS IN EVIDENZAPremi/Concorsi
MILANO| Galleria San Fedele

di KEVIN McMANUS

Con la mostra a tema riservata ai vincitori, la Galleria San Fedele conclude il percorso relativo all’edizione 2011-2012 dell’omonimo premio per le arti visive. Tema della rassegna l’Apocalisse, e scelta degli artisti differente rispetto agli anni passati: non ci sono più, infatti, il secondo e terzo classificato del San Fedele, mentre rimangono, oltre al vincitore del premio, il segnalato speciale dei curatori e il vincitore del Premio Rigamonti. La soluzione consente di lasciare un maggior respiro alle opere esposte, le quali, realizzate appositamente per l’occasione, ne traggono sicuro giovamento.

L’Apocalisse è tema complesso, disponibile a peregrinazioni simboliche e passibile di fraintendimenti e banalizzazioni. I tre artisti vi si accostano con atteggiamenti (e a partire da percorsi) ben diversi: ciononostante, la mostra non manca, fin dal primo sguardo, di una propria particolare unità, anche grazie alla dimensione installativa di tutti e tre i lavori, che scandisce dinamicamente gli spazi della galleria. Giorgio Tentolini, vincitore del Rigamonti, presenta una doppia riflessione sul tema dell’“albero della vita”, abbinato a quello della scrittura, qui rappresentata sotto la formaparadigmatica di due “rotoli” che mostrano in modi diversi due dettagli dell’Albero della vita di Albrecht Dürer.

Ayumi Kudo, segnalata speciale dei curatori, ripropone il proprio immaginario fatto di personaggi solo apparentemente infantili, impegnati in una serie di situazioni legate al tema del “misurare”, essenziale, per l’artista giapponese, alla lettura del testo apocalittico. Il piano superiore della galleria, infine, è occupato interamente dal vincitore del San Fedele, Marco La Rosa, che prosegue nella sua ricerca dedicata ai solidi platonici: oltre a Dasein, già visto in altre recenti occasioni espositive, c’è Ecce Homo, un’installazione scultorea che radicalizza l’uso dello spazio proposto dall’artista con l’opera vincitrice la scorsa primavera. Non più un display da “museo”, ma una folla di solidi platonici che abita il nostro spazio, e che sembra correre verso un punto (un fine o una fine?). Appare evidente il percorso di maturazione compiuto dagli artisti a contatto con il San Fedele, in particolare nel caso di Tentolini, che sembra aver individuato e notevolmente approfondito il meglio della propria produzione precedente, puntando deciso sul tema, attualissimo, della difficoltà e precarietà del segno-immagine, della sfida percettiva e interpretativa (senza possibilità di scindere le due componenti) posta al fruitore. Anche i compagni di viaggio mostrano progressi, La Rosa intensificando la problematica relazione tra astrazione intellettuale e presenza fisica della forma, la Kudo giocando sempre di più sullo scarto tra un’apparenza naïf e una complessità di pensiero che si palesa attraverso piccole, gustose intuizioni.

Alle soglie dell’Apocalisse. Marco La Rosa, Ayumi Kudo, Giorgio Tentolini
a cura di Andrea Dall’Asta, Daniele Astrologo Abadal, Ilaria Bignotti e Matteo Galbiati

Galleria San Fedele
Via Hoepli 3 A-B, Milano

Info: +39 02 86352233
www.centrosanfedele.net
sanfedelearte@sanfedele.net

Marco La Rosa, Ecce homo, 2012, 100 poliedri regolari in gesso alabastrino, omega in metallo ricoperta da foglia oro, installazione dimensioni ambientali (particolare)
Giorgio Tentolini, Dendromorfismi 1, 2012, rotolo di carta, disegno a grafite, diametro 50 cm, profondità 10 cm
Ayumi Kudo, Misurare le cose in-misurabili, 2012, inchiostro e matita colorata su tavola, 21 x 21 cm ciascun elemento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Redazione

L'articolo è stato inserito dalla Redazione di Espoarte.

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