BFF Gallery, installation view. Ph. Giancarlo Pradelli, 2025

Tra estetica e politica della libertà. Baj + Milton da BFF Gallery

MILANO | BFF Gallery | Fino al 17 ottobre 2025

di FRANCESCA DI GIORGIO

Con la mostra Baj + Milton Paradiso perduto. I paradossi della libertà, BFF Gallery ha inaugurato, a Milano lo scorso aprile, il suo nuovo spazio espositivo con un dialogo inedito tra linguaggi e secoli: quello di Enrico Baj (1924-2003), protagonista dell’avanguardia italiana e maestro del collage, e quello di John Milton (1608-1674), autore del poema epico Paradiso perduto. A cura di Maria Alicata e Giovanni Carrada, l’esposizione presenta la serie completa delle quaranta acqueforti realizzate da Enrico Baj per illustrare il Paradiso perduto di John Milton, pubblicate nel 1987 in un libro d’artista con l’introduzione, la selezione e le traduzioni di alcuni versi a cura di Roberto Sanesi.

Veduta esterna di Casa BFF, credits Giancarlo Pradelli 2025

Perché un tale dialogo abbia preso vita proprio qui si spiega nel ricordare che BFF Gallery è lo spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea sorto all’interno della sede centrale di BFF Bank gruppo bancario che, dagli Anni ’80, ha avviato la sua pratica di collezionismo che attualmente ha come nucleo circa 250 opere, realizzate da artisti quali Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Alik Cavaliere, Hsiao Chin, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Mario Schifano, Emilio Tadini, Joe Tilson e molti altri. Tra questi, proprio nella piazza antistante Casa BFF – disegnata da Paolo Brescia e Tommaso Principi di Open Building Research (OBR) in un’ottica di sostenibilità, trasparenza e dialogo strutturali e concettuali – si trova l’opera di Giò Pomodoro, Grande Radiale Tondo (1968), oggetto di un recente restauro, aperto e visibile al pubblico per tutta la sua durata, realizzato nei mesi scorsi da Open Care.

Giò Pomodoro, Grande Radiale ph Fabrizio Gatti Courtesy BFF Gallery

Paradiso perduto. I paradossi della libertà, visitabile gratuitamente in Casa BFF fino al prossimo 17 ottobre, è un intreccio tra arte visiva e letteratura che si interroga sul significato della libertà e sui paradossi che ne minano costantemente l’essenza.
Se Baj è conosciuto soprattutto per le sue dame, i generali e le composizioni combinatorie, meno nota è la sua produzione di incisioni e libri d’artista, spesso realizzati in collaborazione con figure di primo piano della cultura novecentesca – da Umberto Eco ad Alda Merini, da Breton a Sanguineti. La sua ricerca è stata sempre aperta all’incontro con la parola scritta, al punto che nel 1986, su invito del poeta e critico Roberto Sanesi, l’artista si confronta con Milton, creando un ciclo di acqueforti che accompagna la traduzione italiana del poema.

BFF Gallery, installation view. Ph. Giancarlo Pradelli, 2025

Paradiso perduto è per il mondo anglosassone ciò che la Divina Commedia rappresenta per l’Italia: un testo fondativo in cui l’autore, in 10.000 versi sciolti, narra la ribellione degli angeli, la caduta di Satana, la creazione e l’espulsione di Adamo ed Eva dall’Eden. Ma soprattutto è un’opera sulla libertà, sulla sua duplice lettura di destino e condanna: Dio concede agli uomini il libero arbitrio, e proprio in questo spazio di scelta nasce la possibilità del male. Milton costruisce così un poema atemporale che è allo stesso tempo teologico e profondamente umano, perché mette in scena le contraddizioni della condizione terrena.
La mostra in BFF Gallery accoglie anche opere come l’Apocalisse (1978-2001), il monumentale montaggio di teli e sagome di legno che Enrico Baj concepiva come un work in progress in mostra grazie alla collaborazione con l’Archivio Baj di Vergiate. Un “puzzle aperto”, come la definiva Baj, in cui pittura e collage si mescolano a riflessioni politiche e filosofiche e dove l’arte diventa paradigma di un’estetica che rifiuta la chiusura e che concepisce l’arte come campo di continua negoziazione fra visione e realtà.

BFF Gallery, installation view, Apocalisse di Enrico Baj. © dotdotdot

Il percorso espositivo è organizzato attorno a otto “paradossi”, corrispondenti ad altrettanti nuclei del poema miltoniano. La libertà assoluta, che si trasforma in prigionia dell’orgoglio; il libero arbitrio, dono che porta con sé la possibilità del male; la perfezione, fragile proprio perché inconsapevole del bene e del male; l’obbedienza, che non coincide con la sottomissione cieca ma con la capacità di distinguere il vero dal falso; la conoscenza, che richiede l’umiltà di accettarne i limiti; l’amore, vincolo che può diventare la forma più alta di libertà; la responsabilità, perché ogni scelta ha conseguenze che si estendono oltre noi stessi; infine la crescita, che nasce dalla caduta e dall’esperienza.
In questo intreccio, Baj e Milton ci ricordano che la libertà non è mai assoluta, ma si esercita sempre in un campo minato di contraddizioni, compromessi e rischi.

Enrico Baj, Il Paradiso Perduto, 1987, E Adamo mangiò il frutto
(IX, 1004-1009), Acquaforte. Courtesy BFF Bank. Foto Paolo Vandrasc

Che cosa può dirci oggi un simile incontro tra un poeta del Seicento e un artista del secondo Novecento? Entrambi ci mostrano come le grandi questioni dell’esistenza – il potere, il male, l’amore, la conoscenza, la responsabilità – siano tutt’altro che risolte. La loro attualità non sta soltanto nei temi, ma nella capacità di proporre un linguaggio visionario, capace di aprire possibilità di pensiero e di immaginazione.
Una mostra che supera l’operazione didattico-erudita, rilancia nel presente e mette in relazione due prospettive attorno ad un punto fermo: la libertà non è mai un dato acquisito, ma un processo ininterrotto, fragile e insieme necessario.
Baj e Milton si incontrano in quest’occasione per stimolare una riflessione necessaria sul nostro tempo, dove la libertà è continuamente invocata a volte ridotta a semplificati slogan e raramente compresa nella sua complessità. Restiamo in attesa di un nuova mostra in arrivo a fine ottobre, ancora un dialogo attivo tra arti visive e letteratura, tra passato e presente.

Enrico Baj, Il Paradiso Perduto, 1987, La fine del concilio in Pandemonium (II, 514
-520), Acquaforte. Courtesy BFF Bank. Foto Paolo Vandrasch

Baj + Milton “Paradiso Perduto” i paradossi della libertà
a cura di Maria Alicata e Giovanni Carrada
progetto di allestimento a cura di Dotdotdot

Fino al 17 ottobre 2025

BFF Gallery
viale Lodovico Scarampo 15, Milano

Orari: lunedì-venerdì | sabato e domenica chiuso

Info: gallery@bff.com
https://www.bffgallery.com/

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