ROMA | RICHARD SALTOUN GALLERY | FINO AL 28 MARZO 2025
di NICOLETTA PROVENZANO
Il viaggio nei territori dell’onirico, del fantastico e del surreale inizia con passi sospesi che abbandonano le coordinate spaziali e temporali, fluttuando e rifluendo in un accadere unico, in una emersione e contemporanea immersione di simboli, penetranti una dimensione senza confini, nelle profondità dell’inconscio: la mostra Embryonic Journey di Claudia Di Francesco, Cleo Fariselli, Armida Gandini e Flaminia Veronesi presso la Richard Saltoun Gallery, con testo critico di Gianlorenzo Chiaraluce, è un itinerario randomico tra fantasia e natura, metamorfosi e mito, sogno e realtà materica, che conduce in una terra originaria, incantata ed enigmatica, traversando il mistero della forma, la res extensa e primordiale dell’interiorità.

Trovandosi e perdendosi lungo il percorso ritmato tra le ricerche delle quattro artiste, si varcano le soglie della veglia per inoltrarsi in quello che Freud chiamava l’ombelico del sogno, il punto in cui esso affonda nell’ignoto[1], diventato luogo di un’altra esperienza del sé, tracciato in questa peregrinazione visiva come un paesaggio selvatico, una storia fiabesca, un teatro animalesco, una fervida e dolorosa immagine della trascendenza.

Le opere di Claudia Di Francesco compongono un mondo surreale e immaginativo, trans-temporale e a-spaziale, dispiegato in simboli e metamorfismi tra l’umano e il naturale, frammenti e memorie, figurazioni arcane e ancestrali in costante divenire. Tra pittura immaginifica e giardini scultorei, l’artista esplora l’inconscio personale e collettivo immergendosi nel regno dell’ambiguo e delle infinite possibilità, componendo in un gioco pittorico traslucido narrazioni acrobatiche e poetiche, mentre la materia scultorea si fa leggera come le nubi e diviene nido germinale di corpi vegetali.

Flaminia Veronesi nell’incanto di un vivace colorismo favolistico rappresenta creature appartenenti ai mondi della fiaba, della leggenda e dell’invisibile e irreale.

Protagonisti magici e mitici – sirene, draghi, paguri, insieme ad un lascivo Lucifero – danno vita a un’armonia di movimento pari al quieto rimescolio delle onde del mare, infrante sul bordo della risacca, intrecciano un rigoglio di linee morbide, sinuose, avvolgenti, che nel racconto cambiano il volto del possibile schiudendo i ricordi dell’infanzia, libera sognatrice e coraggiosa viaggiatrice di universi in tras-formazione.

Nelle opere scultoree di Cleo Fariselli, il corpo umano e la natura si uniscono e compenetrano annullando le proprie frontiere fisiche e spirituali, dando forma ad entità dalla forza ctonia, epidermica, portatrici di segreti e misteri viscerali e crudeli, ma anche fertili e sensuali, solenni come l’enigma dell’esistenza.

Nella travolgente vorticosità acquatica della sua pittura, l’artista conduce lo sguardo nello scorrere tattile di un elemento che vive tra la vitalità della superficie e la potenza del fondo: l’acqua, nel suo costante e inarrestabile flusso, si fa immagine del tempo e delle corrispondenze più intime tra il corpo e la mente di una umanità organicamente connessa.

Armida Gandini nell’opera installativa Gustose e dolcissime, tra collages fotografici e sculture, conferisce alle lacrime della Mater Dolorosa del Trittico dei sette Sacramenti di Rogier van der Weyden una limpida e sedimentaria solidità, le riscopre tangibili e infinite come i sospiri di un dolore che non grida, ma silenzioso scorre e si adagia sul fondo di un patire divenuto preghiera.

Riflettendo su un passo dei Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes dedicato a San Luigi a cui le lacrime “parvero gustose e dolcissime, non solo al cuore ma anche alla bocca”, l’artista isola il volto della Vergine nel dipinto fiammingo, dove otto stille condensano il dramma della morte in attesa di una resurrezione, esaltandone il simbolismo imperituro e la dualità tra tormento e liberazione.

Nella mostra Embryonic Journey le soglie di questo viaggio immaginale percorso ad occhi aperti ed esperito come avvolti nell’intimità di un sogno, saranno le porte di corno, rivelatrici e premonitrici del futuro, o le porte d’avorio[2], ammalianti e menzognere? Varcarle apre per certo alla molteplicità dell’immagine e alla sua significanza più profonda.
[1] Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni, a cura di Danila Moro, Giunti, Firenze 2003
[2] Omero, Odissea, trad. It. Ippolito Pindemonte, Barbera, Firenze 1918
Embryonic Journey
Claudia Di Francesco, Cleo Fariselli, Armida Gandini, Flaminia Veronesi
19 febbraio – 28 marzo 2025
Richard Saltoun Gallery
via Margutta 48a – 48b, Roma
Info: www.richardsaltoun.com



