Giuseppe Stampone, L’Abecedario della Cooperazione

Società Dolce presenta La cooperazione attraverso l’arte per Art City Bologna 2026

BOLOGNA | Cooperativa sociale Società Dolce | 6 e 7 febbraio 2026

L’arte diventa linguaggio per raccontare i valori della cooperazione, attraverso opere straordinarie di artisti che hanno saputo tentare nuove strade ed esplorare territori inediti.
La cooperativa sociale Società Dolce, per Art City in occasione di Arte Fiera Bologna, apre le porte della sede in via Cristina da Pizzano 5 al grande pubblico, per un’esposizione libera e gratuita, venerdì 6 febbraio, dalle ore 10.00 alle 20.00, con vernissage alle ore 18.00 e sabato 7 febbraio dalle 10.00 alle 22.00, con Mixer: il finissage delle 19.00, con aperitivo e progetto musicale di Gianluca Gottardi.

Saranno visitabili le installazioni permanenti degli artisti Giuseppe Stampone, Stefano Arienti e Eugenio Tibaldi, quelle temporanee di Gabriele Picco e Davide Rivalta e la street art di Marco Réa e Daniele Tozzi.

Ogni opera esposta è stata realizzata negli ultimi dieci anni dagli artisti con i soci e le socie della cooperativa, partendo da una condivisione di idee, per dare voce e immagine ai valori simbolo della cooperazione, quali inclusione, partecipazione, solidarietà, ascolto.

Il nostro progetto artistico – spiega Pietro Segata, presidente di Società Dolce – è un laboratorio d’idee dal forte impatto sociale. Abbiamo scelto l’arte come strumento di lettura, capace di ridare voce ai valori della cooperazione del passato e del presente e raggiungere un’ampia platea. Un esperimento artistico che pensiamo ben riuscito e che s’inserisce perfettamente tra i modelli formali e relazionali dell’arte contemporanea, dove si sperimentano nuove dimensioni del possibile. Un momento per avvicinarsi o approfondire il mondo cooperativo. Che non si chiude qui, ma si rafforza: annunciamo infatti la nascita della prima Fondazione su Arte e Cooperazione, spin off di Società Dolce, attraverso la quale tanti artisti potranno sperimentare e creare sui temi del cooperare”.

Stefano Arienti, Puzzle

Tra le opere esposte, le 26 tavole de L’Abecedario della Cooperazione di Giuseppe Stampone, uno degli artisti più interessanti della sua generazione nel panorama internazionale, capace di rielaborare i concetti di autorialità e del ruolo dell’arte nella società, che attraverso le lettere dell’alfabeto rappresenta uno spaccato del mondo cooperativo di oggi, con pregi e difetti e, al tempo stesso, individua nuovi strumenti di orientamento, fiducia e cambiamento.

Un tempo – afferma Stampone – l’artista era decoratore, oggi è funzionale al messaggio che si vuole trasmettere. Sa sensibilizzare, cambia lo spettatore, che a sua volta, partecipando, modifica l’arte. Possiamo parlare di responsabilità critica dell’artista, oltre che estetica. L’Abecedario è simbolo dell’educazione, attraverso temi forti come la libertà, il potere, la condivisione. Le immagini realizzate, legate alle lettere dell’alfabeto, sono la forma creativa delle contraddizioni, dei pregi e difetti dei modelli cooperativi odierni e vogliono proporre nuovi strumenti di cambiamento e fiducia”.

Stefano Arienti, altro artista di fama, sarà presente con le opere del suo progetto di contaminazione artistica partecipata T-essere, 12 immagini fotografiche realizzate da soci e socie della cooperativa, scelte per la potenza comunicativa e sfondo visivo su cui egli, attraverso tessere di puzzle, compone un altro strato di forme e colori. Accostato secondo criteri personali, il singolo tassello del puzzle, che è anche il logo di Società Dolce, è capace di rovesciare la ricomposizione dell’immagine, dando alla singola unità un nuovo significato, in un gioco materico di profondità e tonalità in funzione del punto di vista.

Per una volta – precisa Arienti – l’artista non è il solo protagonista, ma c’è stata la partecipazione dei soci nel portare e scegliere le immagini con me. Non avevo mai fatto esperienza sulla cooperazione ed è stato un viaggio di stupore e scoperta, che ha portato a un risultato di grande interesse”.

Sarà possibile anche ammirare l’opera di Eugenio Tibaldi, Inclusio, 13 rappresentazioni selfie e un tavolo per la sala riunioni, realizzato da vari ripiani e banchi di diverse case, scuole, enti, per ricordare a chi vi siede per lavorare, che sta decidendo per tante persone. Tutte le opere invitano a una riflessione sul concetto di inclusione in antitesi all’integrazione, azione che arricchisce chi accoglie e chi è accolto, in una contaminazione nel rispetto delle differenze e per una rivincita degli esclusi, che ha l’arte come filo rosso, rappresentata anche dalla colonna esposta al secondo piano della sede, realizzata con materiale di scarto, dai ragazzi del quartiere Pilastro di Bologna.

A completare e approfondire il tema, il programma prevede due laboratori, condotti rispettivamente da Marco Réa, Giuseppe Stampone e Gabriele Picco con gli alunni di una scuola media di Zola Predosa e una quinta del liceo L. Da Vinci di Casalecchio di Reno e il talk ad inviti, “CO-ART, l’arte come processo collettivo”, con Giuseppe Stampone, Stefano Arienti, Gabriele Picco, Davide Rivalta, Pietro Segata e la critica d’arte Ilaria Bernardi, in un dialogo aperto tra arte e cooperazione, per riflettere sui valori dei processi collettivi nella costruzione di relazioni, comunità e nuovi immaginari condivisi.

 La cooperazione attraverso l’arte
Giuseppe Stampone, Stefano Arienti, Eugenio Tibaldi, Gabriele Picco, Davide Rivalta, Marco Réa, Daniele Tozzi

In occasione di Art City Bologna 2026

6 e 7 febbraio 2026
Vernissage: venerdì 6 febbraio dalle ore 18.00
Finissage: sabato 7 febbraio dalle ore 19.00

Cooperativa sociale Società Dolce
via Cristina da Pizzano 5, Bologna

Orari:
venerdì  06/02, 10.00 – 20.00
sabato 07/02, 10.00 – 22.00

Info: info@societadolce.it
www.societadolce.it

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