VENEZIA | Olivolo | 9 maggio – 22 novembre 2026
Dai castelli scozzesi ai cimiteri filippini, il duo di Glasgow Bugarin + Castle esplora geografie e periodi storici sovrapposti in una rivisitazione contemporanea queer e trans dei rituali di pubblica umiliazione. Per gli artisti la narrazione non si sviluppa in una singola scena, ma in una processione carnevalesca di sovversione e sfida. Lavorando tra architettura, immagini in movimento, scultura e performance, la loro pratica traccia vivaci connessioni tra vite queer e trans in Scozia e a livello internazionale, compresi i collegamenti diasporici con le Filippine. Il loro lavoro si concentra sulle risonanze condivise e sulle differenze, plasmate dalle storie personali e culturali. Selezionandoli, Scotland + Venice abbraccia una visione della Scozia rivolta all’esterno, interconnessa e in sintonia con le complessità di un mondo in continua evoluzione, oltre a sostenere due artisti nella realizzazione del loro corpus di opere più significativo fino ad oggi.
Attraverso numerose opere d’arte, la mostra Shame Parade reinterpreta i rituali europei secolari di umiliazione pubblica, noti come musica ruvida, charivari e scampanate, in cui spettacolo, suoni e costumi venivano utilizzati per punire i trasgressori sociali. Il duo trasforma queste usanze in un linguaggio contemporaneo, riunendo trascrizioni di corte del XIV secolo, incisioni satiriche del XVIII secolo, ballate karaoke, armature medievali e arte filippina sui veicoli. Attraverso questo processo, costruiscono un mondo stratificato in cui voci storiche e cultura contemporanea si intrecciano in scene che sono allo stesso tempo provocatorie e tenere. La scultura At Certayne Tymes fonde elementi meccanici, anatomici e vocali, mentre Submit to Sound, un’opera di immagini in movimento, sovrappone esercizi di femminilizzazione della voce e canzoni realizzate con la band di Manila Kalye Teresa. Attraversando entrambi gli spazi della galleria, l’intervento scultoreo Nocturnal Amusements pone la domanda “Sei discreto?”, una provocazione consapevole rivolta allo spettatore. Qui la vergogna non viene bandita, ma estesa a nuovi registri emotivi in cui coesistono sfida, gioco e intimità. Bugarin + Castle non offrono alcuna soluzione morale. Mappando la vergogna e la trasformazione attraverso i continenti e nel tempo, creano uno spazio politicamente carico in cui potere e identità rimangono in movimento.

Il Mount Stuart Trust, con sede sull’isola di Bute, è curatore del progetto, guidato dalla dott.ssa Morven Gregor, in collaborazione con gli artisti e una serie di partner. Dal 2001 l’istituzione presenta un ambizioso programma di arti visive contemporanee con artisti del calibro di Alberta Whittle, Abbas Akhavan, Linder, Martin Boyce, Thomas Abercromby e Ilana Halperin. Dopo Venezia, la mostra tornerà al Mount Stuart nell’estate del 2027, prima di fare tappa in tutta la Scozia. Il tour nel Regno Unito è stato sostenuto dall’Art Fund. Forma, un’organizzazione di arte contemporanea attiva nel Regno Unito e a livello internazionale, è produttrice della parte cinematografica del progetto e collabora con Mount Stuart come responsabile di produzione della mostra a Venezia.
Il progetto è stato scelto per rappresentare la Scozia da una giuria composta da Sepake Angiama, Direttore, Iniva, Norah Campbell, Responsabile di Arts Scotland, British Council, Simon Groom, Direttore, Partnership internazionali e nazionali, National Galleries of Scotland, Emma Nicolson, Responsabile delle arti visive, Creative Scotland e Lucia Pietroiusti, Responsabile della ricerca e dell’emergenza presso la Hartwig Art Foundation, Amsterdam.
«Per chi è inquieto e appassionato, da un duo inquieto e appassionato – spiega il duo Bugarin + Castle – la donna ribelle, il cornuto, la prostituta, il sodomita e altri trasgressori sociali venivano un tempo esposti al pubblico ludibrio in parate di umiliazione. Ci interessa indagare come tanto il suono quanto il travestitismo siano stati impiegati non per esprimere un’essenza, ma come strumenti di controllo. Questi eventi all’apparenza divertenti costituiscono la matrice della nostra mostra, che attraversa passato e presente, dalla Scozia alle Filippine. Il nostro lavoro si inserisce in un contesto contemporaneo in cui le vite di persone trans e di sex worker continuano a essere oggetto di dibattito pubblico e di decisioni istituzionali — nei tribunali e nei parlamenti — spesso senza che queste persone abbiano un reale spazio di parola o di rappresentanza. L’opera non cancella la vergogna, né vi si aggrappa: si concentra piuttosto sulla sua complessità, sulla sua viscosità, sulla collisione tra suono, voce e vergogna».
Morven Gregor, Curatrice del Mount Stuart Trust, e Sophie Crichton Stuart, Presidente del Mount Stuart Trust, che hanno fondato il programma di arti visive contemporanee del Mount Stuart nel 2001, sottolineano:
«Siamo entusiaste di curare il lavoro di Bugarin + Castle per Scotland + Venice nel 2026. “Scotland + Venice: Bugarin + Castle” sarà la presentazione più ambiziosa finora realizzata dagli artisti, che rifletterà la loro visione globale e le loro pratiche attraverso performance, film, architettura, scultura e design. La loro abilità nell’animare la ricerca storica per mettere in primo piano questioni contemporanee esemplifica l’approccio del programma di arti visive contemporanee del Mount Stuart. Mentre il programma celebra il suo 25° anniversario nel 2026 presentando Bugarin + Castle a Venezia, non vediamo l’ora di portare “Scotland + Venice: Bugarin + Castle” a Bute nel 2027».
Scotland + Venice: Bugarin + Castle | Shame Parade
a cura di Mount Stuart Trust
Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
9 maggio – 22 novembre 2026
Olivolo
Castello 59/C, Venezia
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00



