Remo Salvadori, Verticale, 1991 (2004). "Remo Salvadori", Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

Remo Salvadori, reiterando pensieri alchemici

MILANO | Palazzo Reale | Fino al 14 settembre 2025
MILANO | Chiesa di San Gottardo in Corte | Fino al 31 agosto 2025
MILANO | Museo del Novecento | In permanenza

di MATTEO GALBIATI

Con un grande progetto “diffuso”, firmato nella curatela da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, Milano rende omaggio a Remo Salvadori (Cerreto Guidi, 1947) accogliendo la sua mostra in tre sedi prestigiose: Palazzo Reale (con una grande antologica), il Museo del Novecento (con due opere di cui una destinata a restare in permanenza) e la chiesa di San Gottardo in Corte (con due opere site-specific temporanee). Dopo aver calcato il palcoscenico delle più prestigiose rassegne – ricordiamo che la sua ricerca è stata celebrata in diverse occasioni sia alla Biennale di Venezia (tre volte) sia a documenta di Kassel (due volte) e pure in numerosi musei e istituzioni internazionali – finalmente anche la città di Milano accoglie, in questa circostanza, una lettura approfondita e potente che, pur nella sobrietà del suo linguaggio, traccia le coordinate dell’intera complessità esistenziale di Salvadori.

Remo Salvadori, Germoglio, dodici pietre, 1988 (2000), Nel momento, 1974 (2025), Lente Liquida, 1998 (2024), Germoglio, 1988. “Remo Salvadori”, Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

Risulta, così, davvero ampio il panorama offerto sulla poetica del maestro che viene raccontato attraverso una selezione di poco meno di una sessantina di opere che, ispirate tanto dall’Arte Povera quanto dall’Arte Concettuale di cui è generazionalmente successivo, evidenziano la totale autonomia di riflessione, di pensiero e di poetica che lo hanno contraddistinto nel corso dei decenni e che ancor oggi continuano a connotarlo.
Nelle sedi milanesi Salvadori concede allo spettatore non solo la possibilità di attraversare le fasi salienti della sua storia artistica, ma soprattutto lo introduce a una vera e propria riflessione coinvolgente, multisensoriale, dinamica ed effettiva di cui i capolavori esposti diventano elementi minimi di connessione tra l’artista stesso e il suo pubblico. In ciascuno di questi luoghi diventa evidente la tensione dialettica con cui le sue opere hanno sempre identificato uno stato mutevole e trasformativo della materia che, sollecitata con minime risonanze, in lui acquisisce una suggestione peculiare nella moltiplicazione infinitamente ripetuta delle forme.

Remo Salvadori, Continuo Infinito Presente, 1985 (2007). “Remo Salvadori”, Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

Le geometrie di Salvadori, cariche di iconografie e simbologie, includono, proprio in quanto forma partecipata, le sostanze stesse che, di volta in volta, le interpretano e le proiettano attraverso uno statuto di coscienza la cui ricorrenza diventa timbro di una certa sonorità musicale che attiene all’animo dell’artista e, per riverbero, tocca e arriva alla nostra esperienza interiore. Opera dopo opera, installazione dopo installazione i suoi processi creativi si fanno testimonianza, sono sviluppi comprovanti di come i materiali, le figure, il loro più intimo spunto e contenuto arricchiscano, con la loro meditata mutevolezza, una serie di variazioni che delineano un processo di adattamento continuo con il luogo e il suo momento. Interessante è, infatti, il procedere per temi e non per cronologie: non è il tempo a fissare il valore di leggibilità della sua visione, ma è l’analiticità dei processi, del metodo, dei soggetti quali costante osservazione di una simultaneità identitaria di cui l’artista rinnova il proprio determinante hic et nunc continuo.

Remo Salvadori, Verticale, 1991 (2007), Verticale, 1991 (1995), Verticale, 1991 (2001), Verticale, 1991 (1992), Verticale, 1991 (1992) e Verticale, 1991 (1992). “Remo Salvadori”, Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

La mostra di Palazzo Reale, epicentro effettivo del progetto, con la sua sequenza di stanze, distribuisce questa caratteristica reiterazione dei sui pensieri alchemici: sono questi ad assolvere, in definitiva, quelle sostanze materiali – rame, piombo, acqua, mercurio, argento e oro per citare alcune – che non sono mai casuali ma che, unite al segno e al gesto, diventano testimonianza di un verificarsi ineluttabile delle invisibili connessioni trasformative del multiforme. Opere come processi in atto, oltre le leggi fisiche, al limite della del reale, certezze dello spirito inventivo del pensiero. Sono poesia, sono considerazioni filosofiche, sono presenze di accertamento di dimensioni  laminali insondabili che devono sempre interrogare l’uomo.
Lavori come Nel momento (1974/2025), Continuo Infinito Presente (1985), Stanza delle tazze (1986) o No’ si volta chi a stella è fisso (2004/2025) sono davvero paradigmatiche dell’universo di Salvadori e del suo lessico che, esito di una lunga meditazione e di severe riflessioni, mira a cogliere l’esattezza essenziale delle sue liriche conversazioni.

Remo Salvadori, Alveare, 1996 (2024), Museo del Novecento. Foto © Agostino Osio

Contribuisco a definire la natura del suo erudito racconto anche i pronunciamenti disposti al Museo del Novecento – con Alveare (1996/2024), destinato a rimanere permanente e Nel momento (1974/2025) e alla Chiesa di San Gottardo in Corte10 frecce nei colori di minerali (1969-1970) e Stella (2025), opera inedita realizzata appositamente – i quali aiutano a enfatizzare quell’aspetto di apertura risonante di cui ogni sua opera è incredibilmente sempre capace: nel primo caso sono gli ambienti specifici offerti dal Museo a ri-collocare i due interventi, mentre nella chiesa si esaurisce il desiderio di confronto con gli aspetti contemplativi che muovono lo sguardo alla trascendenza.
La mostra diffusa nei tre luoghi milanesi, in definitiva, accetta come esperienza di bellezza la complessità di un artista che, sfuggendo logiche di appartenza o etichette convenzionali, con il suo lavoro obbliga a una riconversione continua, ci costringe a rideterminare quanto vediamo in termini di incessante scambio reciproco. Solo in questo modo ciascuna opera resta una continua rivelazione di là dal tempo e dallo spazio.

Remo Salvadori
a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini
promossa da Comune di Milano – Cultura
prodotta da Palazzo Reale e Eight Art Project
in collaborazione con Museo del Novecento e Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
con il patrocinio del Ministero della Cultura
catalogo in due volumi in un cofanetto Silvana Editoriale

16 luglio – 14 settembre 2025

Piano Nobile
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.30; giovedì 10.00-22.30; lunedì chiuso
Ingresso libero alla mostra

18 luglio – 31 agosto 2025

Chiesa di San Gottardo in Corte
Via Francesco Pecorari 2, Milano

Orari: da giovedì a martedì 10.00-19.00, ultimo ingresso alle 18.10; mercoledì chiuso
Ingresso a pagamento per la Chiesa di San Gottardo in Corte con biglietto del Museo del Duomo di Milano

In permanenza

Museo del Novecento
Piazza del Duomo 8, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.30; giovedì 10.00-22.30; lunedì chiuso
Ingresso a pagamento con il biglietto del Museo del Novecento

Info: www.palazzorealemilano.it
www.eightartproject.it
www.museodelnovecento.org
www.duomomilano.it

Condividi su...