Mistiche introspezioni, veduta della mostra, Ticinese Art Gallery, Milano, 2026

Rachele: citazioni e aggrovigliamenti tra idolatria e iconoclastia

MILANO | Ticinese Art Gallery | Fino al 30 maggio 2026

di ELEONORA BIANCHI

Le immagini, a furia di essere amate, finiscono per consumarsi.
Corpi, panneggi, dettagli anatomici, figure sacre, citazioni pittoriche, frammenti di memoria visiva si stratificano fino a saturare completamente la superficie. Tutto è compresso sullo stesso piano, senza gerarchie, senza tregua. Il collage assume l’aspetto di un aggrovigliarsi di frammenti iconografici, citazioni, anatomie e reliquie visive che continuano a rincorrersi, sovrapporsi e collassare gli uni negli altri. Ogni immagine sembra attirarne un’altra, e poi un’altra ancora, in una crescita quasi incontrollata che finisce per trasformare l’opera in una massa visiva densa, eccessiva, ferma eppure continuamente mobile.

Rachele, La sofferenza dell’estasi, 2025, collage su tavola, cm 70 diametro

Dentro la forma chiusa del tondo e dell’ovale lo sguardo non trova mai un punto stabile. Gira. Torna indietro. Si perde. Cerca ostinatamente un centro, un soggetto dominante, una gerarchia, qualcosa che organizzi la visione. Invece, ogni figura emerge solo per essere immediatamente riassorbita dal resto. L’occhio inciampa continuamente in dettagli riconoscibili, posture già viste, immagini che appartengono alla storia dell’arte e insieme alla memoria collettiva, senza però riuscire mai a fermarle davvero. Più proviamo a mettere ordine, più l’immagine ci sfugge.
La memoria evocata da Rachele, nella sua prima mostra personale ospitata da Ticinese Art Gallery, Mistiche Introspezioni, non ha niente di nostalgico né di pacificato. È una memoria febbrile, ossessiva, quasi bulimica. Le immagini vengono raccolte, amate, replicate, sovrapposte fino al loro stesso consumo. Proprio nel metodo, il lavoro di Rachele produce la sua tensione più interessante: nel tentativo di salvare l’immagine, finisce per distruggerne la stabilità. C’è qualcosa di profondamente idolatrico in questo accumulo, ma anche qualcosa di inevitabilmente iconoclasta. L’immagine viene venerata al punto da essere svuotata, trascinata dentro un flusso continuo dove perde inesorabile la sua autonomia, centralità, persino identità.

Mistiche introspezioni, veduta della mostra, Ticinese Art Gallery, Milano, 2026

Il soggetto, allora, non coincide mai davvero con ciò che vediamo. Non è il corpo, non è il simbolo, non è la citazione. Il vero soggetto è il movimento stesso dello sguardo dentro una superficie chiusa, satura, senza vie d’uscita o appigli di sorta. Un continuo tentativo di ricomporre qualcosa che, probabilmente, non esiste più. Come cercare un’immagine definitiva in mezzo a tutte le altre immagini del mondo. Operazione discretamente fallimentare e, proprio per questa sua natura, decisamente contemporanea.

Rachele. Mistiche introspezioni

18 aprile – 30 maggio 2026

Ticinese Art Gallery
Corso San Gottardo 37, Milano

Orari: 10.00-13.00 e 15.00-19.30
Chiuso lunedì mattina e festivi

Info: +39 02 35991412
+39 347 0514664
info@ticineseartgallery.com
www.ticineseartgallery.com

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