Mark Francis. Sea of Sound, view of the San Marino Pavilion, Biennale Arte 2026. Daniele Cortese Photography

Quando l’arte ascolta: le infinite frequenze nel colore di Mark Francis

VENEZIA | Tana Art Space | Fino al 22 novembre 2026

di MATTEO GALBIATI

Abbiamo trovato grande interesse nella proposta, tanto coinvolgente nella sua semplice classicità contemporanea, del Padiglione nazionale della Repubblica di San Marino che si presenta sul palcoscenico della 61.Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con un’inedita personale dell’artista Mark Francis (Newtownards, Irlanda del Nord, 1962) curata con entusiasmo autentico e conoscenza puntuale da Luca Tommasi.
In un contesto dove prevalgono ormai le installazioni multimediali o immersive, gli interventi site-specific e sovrabbondanti dispositivi visivi, con Francis si ha un momento di pace e riflessione ammirando – stupendosi per le naturali emozioni derivate – la sua pittura, definita in una peculiare intonazione astratta. Per questo ci piace parlare di classicità contemporanea.

Mark Francis. Sea of Sound, view of the San Marino Pavilion, Biennale Arte 2026. Daniele Cortese Photography

Noi non abbiamo mai ricusato o pensato al declino della pittura, anzi ne abbiamo sempre celebrato la bellezza in quegli autori che, con le loro opere fieramente dipinte, hanno saputo e sanno ribadire la liricità più poetica di questo linguaggio attraverso raffinati cromatismi i cui significati vanno impercettibilmente uditi mettendosi letteralmente in ascolto con lo sguardo.
In un’epoca come l’attuale in cui la percezione è sempre più mutuata, se non controllata, dai new media tecnologici o, in tempi più recenti, addirittura da algoritmi o dall’A.I., Sea of Sound propone una solida ricerca che, maturata nel tempo, ha voluto mettere in dialogo la scienza, i fenomeni percettivi e l’arte con la misura estetica di dipinti che sono una ribadita variazione pulsante dove la bellezza non è mai scontata o rimandata.
Francis, infatti, ha rinunciato a rappresentare il mondo in ogni forma veridica che, aderente al reale, lo riproduce in misura di una parallela lettura personalizzata, ma ha lasciato che prendesse il sopravvento una sorta di scrittura automatica polifonica, in cui le sue forme, incontrando una sfumata consistenza cromatica fatta di linee e pennellate dai segni multicromatici, si producessero in un linguaggio dalle infinite modulazioni e variazioni possibili.

Mark Francis, Oscillator I and II, 2025, oil on canvas, 183 x 153 cm each. Daniele Cortese Photography. Copyright and Courtesy of Mark Francis

Interessante è quanto emerge osservando le sue opere che ci appaiono come evocazione, come ricordo e memoria di qualcosa che intimamente già conosciamo e ora riconosciamo in filigrana. I suoi colori, ricchi di sfumature e tonalità, si collocano in opere dalle grandi dimensioni e accentuano questa sensazione mnemonica di un qualcosa di pregresso mettendone a nudo le percepibili strutture invisibili. Il colore è spazio d’ascolto in cui resta attiva e dinamica una tensione peculiare di quanto conserviamo come ricordo di visioni, sensazioni che trovano qui modo di moltiplicarsi nel ritmo intenso e alternato delle raffinate cromie dell’artista nordirlandese.
Sea of Sound ci guida a un’inevitabile riflessione sulla natura del colore inteso non come valore formale o espressivo, ma come fenomeno dinamico che attua frequenze, vibrazioni e processi energetici. Nel quadro non c’è una realtà esterna, perché è campo percettivo in cui i sensi si attivano e nel quale vedere significa, al tempo stesso, ascoltare. L’artista in questa mostra, con grande sensibilità, non si limita a tradurre il suono in immagine, ma indaga il modo in cui frequenze, memoria visiva e soggettività si intrecciano nella costruzione di una nuova esperienza estetica.
Se da sempre, come abbiamo detto, Francis è interessato al dialogo tra arte e scienza, in questo senso evita ogni trasposizione che descrive tout court il dato scientifico: nelle sue opere, infatti, l’immagine che affiora sulla superficie dipinta assume la complessità dei fenomeni naturali come paradigma di una pittura capace di osservare, ascoltare e riportare la verità delle cose ben oltre il dato sensibile stesso.

Mark Francis, Dubtronica Field, 2023, oil on aluminium, 153×122 cm (detail). Daniele Cortese Photography. Copyright and Courtesy of Mark Francis

Le sue caratteristiche bande cromatiche non sono elementi preconfezionati in serie e neppure decorativismi facili, ma sono onde che interferiscono tra loro, si addensano e si rarefanno, riportando sulla superficie l’impressione di un ritmo originario dello spazio-tempo. Qui si manifesta la natura della dimensione musicale della sua ricerca: il colore non è solo costruzione compositiva, ma diventa una vera materia sonora. Ogni variazione tonale  equivale a una specifica risonanza e le grandi tele, presenti nelle spazio Tana Art Space di Venezia, sono partiture dalle musicalità silenziose in cui il gesto pittorico si definisce per la gamma delle sue intensità.
La musicalità di Mark Francis non nasce da una qualche rappresentazione del suono, ma dalla capacità della pittura di produrne l’esperienza ritmica, dove sono il corpo e tutti i sensi di chi osserva a essere coinvolti. Del resto l’osservazione dei dipinti richiede un continuo movimento, uno spostamento – da lontano a vicino e viceversa – necessario a non far dissolvere queste intense vibrazioni ottiche che sfuggono alla fissità dello sguardo.
Le sue immagini non si lasciano conquistare con un solo sguardo distratto, ma ci obbligano a una sorta di regolazione percettiva continuata che, così, come si diceva, modifica la visione in un processo spazio-temporale. Esattamente come avviene in musica in cui l’ascolto dà il proprio significato attraverso la durata e la profondità dei suoni. Dobbiamo menzionare anche Listening Field – video-film che vede la collaborazione di Ian Cross e di Marco Genovesi per le sonorità – che ribadisce questa riflessione: il movimento delle immagini, non è sussidiario alla pittura, ma ne afferma la natura processuale, mostrando come forma, ritmo e suono condividano un medesimo principio generativo.

Mark Francis. Sea of Sound, view of the San Marino Pavilion, Biennale Arte 2026. Daniele Cortese Photography

Anche l’attenzione al significato del titolo – Sea of Sound, “mare del suono” – ha una dimensione concettuale, indica la condizione invisibile in cui tutti noi siamo costantemente immersi e di cui la pittura diventa strumento, di modo e di metodo, per ri-ascoltare il visibile, rendendo accessibile, sensibile e tangibile quello che, di norma, non è contemplabile dallo sguardo.
Se oggi siamo avidi consumatori di immagini, ci piace il modo con cui Mark Francis riafferma il valore della lentezza percettiva e, senza cercare alcuna spettacolarizzazione, ci riporta a considerare l’ascolto della risonanza interiore che permane dentro di noi – come memorie, emozioni e non solo – ben oltre il tempo della visione. Ritroviamo nel Padiglione nazionale della Repubblica di San Marino un colore che è esperienza e si ridà in una materia cromatica complessa e articolata tesa a recuperare la propria funzione conoscitiva: non spiega la realtà, ma ne rende udibili le complessità poetiche delle vibrazioni residue di ogni ricordo emotivo. Anche quando è il silenzio stesso a non esimersi dal trasformarsi in materia cromatica.

Mark Francis. Sea of Sound
Padiglione nazionale della Repubblica di San Marino alla 61.Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
commissario Valentina Garavini
curatore Luca Tommasi
comitato scientifico Vincenzo Rotondo, Roberto Felicetti, Alessandro Bianchini, Alessandro Gea
progettato e realizzato da FR Istituto d’Arte Contemporanea s.p.a.

9 maggio – 22 novembre 2026

Tana Art Space
Fondamenta de la Tana 2111, Venezia

Orario estivo: 11.00-19.00 (dal 9 maggio al 27 settembre); orario autunnale: 10.00-18.00 (dal 29 settembre al 22 novembre); Chiuso il lunedì ad eccezione di 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre
Ingresso libero

Info: www.biennaleveneziasanmarino.com

Mark Francis è un pittore nordirlandese che vive e lavora a Londra. Nato nel 1962 a Newtownards, nella contea di Down, ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la St. Martin’s School of Art tra il 1981 e il 1985, seguita da una specializzazione in Belle Arti presso la Chelsea School of Art nel 1986. Mark Francis ha sviluppato una vasta pratica prevalentemente incentrata sulla pittura astratta. Le sue influenze e i suoi interessi sono in continua evoluzione, focalizzando la propria indagine sul rapporto arte e scienza. Francis ha esposto in istituzioni e gallerie del Regno Unito e in tutto il mondo, tra cui alla Hugh Lane Municipal Gallery di Dublino, alla Milton Keynes Gallery, alla City Art Gallery di Manchester e alla Royal Academy nella celebre mostra di Saatchi, Sensation, nel 1997. Nel 2022 ha allestito la personale Re-Echo a Palazzo Collicola, una mostra curata da Marco Tonelli che ha rappresentato la sua prima esposizione personale in un museo pubblico italiano. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni, tra cui la Tate Gallery, l’IMMA Ireland e l’Arts Council England.

Luca Tommasi nasce a Monza nel 1972 e inizia il suo viaggio pluriventennale nel mondo dell’arte nel 2002 a Finarte Casa d’aste, diventandone prima banditore e poi direttore, maturando una profonda esperienza del mercato e della scena artistica. Dal 2008 al 2012 assume la curatela delle mostre della Galleria civica di Seregno e nel frattempo apre una propria galleria prima a Monza e poi a Milano. Ha operato come curatore di mostre in spazi sia pubblici che privati e come personaggio televisivo, dedicandosi principalmente alla promozione di artisti britannici e internazionali, contribuendo attivamente alla diffusione della loro conoscenza in Italia. Ha all’attivo 25 mostre curate presso istituzioni pubbliche in Italia e all’estero (tra cui New York, Dubai e Sofia) e altrettanti titoli in catalogo con primarie case editrici nazionali. Si è specializzato nella pittura inglese della fine del XX secolo e nel 2025 ha dato alle stampe il suo saggio Young British Artists: da Frieze a Sensation, edito da Silvana Editoriale.

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