Premio Lissone 2025, MAC - Museo d’arte contemporanea di Lissone, allestimento, foto Roberto Marossi

Premio Lissone, nessun vinto e nessun vincitore!

LISSONE (MB) | MAC Museo d’Arte Contemporanea | Fino al 18 gennaio 2026

di SERENA PADERNO

In un’epoca come la nostra, in cui la competizione fa da padrona, l’arte deve distinguersi, deve cioè asservire a uno scopo ben più intimo, quello di favorire il dialogo tra gli artisti e permettere così alle opere di vivere. È ciò che Stefano Raimondi, direttore del MAC, si propone di fare con l’edizione 2025 del Premio Lissone, uno degli appuntamenti più importanti nel panorama dell’arte contemporanea in Italia che si tiene proprio al Museo di Arte Contemporanea di Lissone.
Ideato nel 1946 dalla Famiglia Artistica Lissonese, un gruppo di artisti e pittori locali che sentiva la necessità di rilanciare l’arte italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale, il format riscosse un notevole successo, fino al 1967, quando terminò a causa della contestazione giovanile. Riportato in auge nel 1999, viene oggi riproposto come l’occasione per mettere a confronto le opere di 6 artisti internazionali: Viola Leddi e Valerio Nicolai invitati da Lorenzo Balbi, direttore del Museo di Arte Moderna di Bologna; Cecilia Granara e Giuliana Rosso selezionate da Hanne Mugaas, direttrice di Kunsthall Stavanger e Head of Programme OCA (Office of Contemporary Art Norway); Landon Metz e Ariel Schlesinger scelti, infine, da Raimondi.

Premio Lissone 2025, MAC – Museo d’arte contemporanea di Lissone, allestimento, foto Roberto Marossi

Sebbene ci sia un’analogia tra i temi affrontati dagli artisti, le modalità con cui ognuno di loro li esprime, sono tutte diverse e personali.
La mostra ha inizio al piano terra, dove lo spettatore incontra in primis i lavori di Ariel Schlesinger (Gerusalemme, 1980) e Landon Metz (Phoenix, Arizona, 1985). Ciò che accomuna il lavoro dei due artisti è l’attenzione verso lo spazio e la necessità di contemplazione, ma le narrazioni sono estremamente diverse. Schlesinger scardina il concetto stesso di pittura agendo in modo irreversibile su oggetti di uso comune come forbici, tele e tappeti per esaltarne le potenzialità pericolose, ma anche il loro carattere impermanente. A ciò fa da sfondo il fuoco, un fuoco che è insieme distruttore e costruttore, che contemporaneamente può consumare e rilasciare energia, dunque vita. L’opera che più risente di questa doppia valenza è Untitled (Burned Carpet), ispirata a un episodio ben preciso che ha come protagonista un tappeto turkmeno che l’artista ha visto nel museo di Pergamo. Durante la Seconda Guerra Mondiale questo tappeto venne bombardato, anni dopo restaurato e nuovamente esposto nello stesso museo. In questo modo la catastrofe ha dato nuova vita al tappeto, che si è caricato di implicazioni storiche nascoste, andando oltre la sua quotidiana funzione di mero tappeto.

Premio Lissone 2025, MAC – Museo d’arte contemporanea di Lissone, allestimento, foto Roberto Marossi

L’artista, cosciente di questo potere dell’arte, sceglie di bruciare tappeti con la fiamma ossidrica con lo scopo di rivitalizzare un pezzo di stoffa che altrimenti andrebbe gettato via. Secondo Schlesinger tutto ciò che vive subisce una trasformazione, e le sue opere ne sono effettiva dimostrazione. Landon Metz, al contrario, nei suoi dittici ripetibili all’infinito, mostra una pittura atmosferica vivace e musicale, meno inquieta ma contemplativa in ugual modo. Si tratta di una ripetizione che non si sofferma al mero atto meccanico, ma invita lo spettatore a fermarsi e a contemplarla.
Salendo le scale del museo, al primo piano, ci si immerge nell’universo di Valerio Nicolai (Gorizia, 1988) e Viola Leddi (Milano, 1993), fatto di ambiguità, paradosso e lati grotteschi. Davanti all’osservatore, un divano. Un grande divano giallo, simbolo del comfort quotidiano, su cui Nicolai immagina una frivola conversazione borghese, caricatura dell’intellettuale contemporaneo. Questi discorsi svuotati sono un fattore di denuncia, che prende vita insolitamente, da un oggetto che racchiude in sé pittura, scultura e installazione. La stessa vocazione alla denuncia si fa sentire in Ritorneremo, un insieme di tele dipinte e ripiegate a formare dei portafogli, come se l’arte fosse al giorno d’oggi tramutata in merce.

Premio Lissone 2025, MAC – Museo d’arte contemporanea di Lissone, allestimento, foto Roberto Marossi

Accanto alla denuncia, la riflessione. Leddi conduce lo spettatore a ragionare su temi come la natura, le donne, i disturbi psichiatrici e l’adolescenza e lo fa creando atmosfere inquietanti e distopiche, ma mai giudicanti. Si crea così uno spazio più che pittorico, in cui l’osservatore non viene rassicurato, ma condotto alla riflessione.
Giunto al secondo e ultimo piano del museo, il visitatore viene travolto da un’ondata di colore. Sono i colori esuberanti di Cecilia Granara (Jeddah, 1991), che abbraccia la mitologia, la spiritualità, ma anche la fragilità e la gioia dello stare insieme. Condivide questa vividezza del colore con Giuliana Rosso (Chivasso, 1992), le cui opere, però, suggeriscono ben altre intenzioni pittoriche. Il suo è un tratto rabbioso e ribelle che, accostato a corpi non completi, specchi rotti e schermi, ben simboleggia la situazione transitoria e complessa dell’adolescenza.

Premio Lissone 2025, MAC – Museo d’arte contemporanea di Lissone, allestimento, foto Roberto Marossi

In questo spazio si legge e si respira proprio la contraddizione che vive l’essere umano in quanto tale: speranzoso ma inquieto, fragile ma vivo, solo ma legato agli altri. Granara e Rosso aderiscono entrambe alla vivacità del colore, ma solo visivamente, perché in realtà esprimono sentimenti opposti.
Arrivato alla fine del percorso, l’osservatore converrà che il Premio Lissone 2025 non ha nessun vinto e nessun vincitore, ma che la vera vittoria risiede nell’aver avuto l’occasione di riflettere su temi estremamente contemporanei e di guardare le opere vivere del confronto sinergico con le altre.

Premio Lissone 2025
a cura di: Stefano Raimondi (Direttore del MAC Lissone), Hanne Mugaas (Direttrice Kunsthall Stavanger), Lorenzo Balbi (Direttore MaMbo Bologna)
promosso da Comune di Lissone

Artisti: Viola Leddi, Valerio Nicolai, Cecilia Granara, Giuliana Rosso, Landon Metz, Ariel Schleisinger

19 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

MAC Museo d’Arte Contemporanea
Viale Elisa Ancona 6, Lissone (MB)

Orari: mercoledì, giovedì, venerdì 16.00-19.00; sabato e domenica 11.00-19.00
Ingresso gratuito

Info: www.museolissone.it

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