Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

Pertini e l’arte della democrazia. Dalle collezioni civiche di Savona all’M9 di Mestre

MESTRE (VE) | M9 – Museo del ’900 | Fino al 31 agosto 2026

Intervista a SERENA BERTOLUCCI di Livia Savorelli

In un perfetto equilibrio tra la sua forza (intesa nel significato più puro come capacità di essere sempre fedele a valori incrollabili, anche a scapito della sua stessa vita) e il suo essere uomo del popolo (spontaneo, in grado di comunicare ai più e come tale capace di rimanere impresso indelebilmente nella memoria e nel cuore degli italiani), la grande mostra che l’M9 – Museo del ’900 di Mestre tributa al grande Sandro Pertini – collocandosi nel biennio 2025/2026 che celebra l’80° anniversario della Resistenza e della fondazione della Repubblica e il 130° della nascita di Sandro Pertini – sviscera i suoi molti volti (quelli più conosciuti legati al Pertini partigiano, al politico, quelli più popolari che emergono dal mondo dello sport, della musica e della satira) sviluppandosi però da uno degli aspetti più inediti legati alla vita di Pertini: il suo essere collezionista e sostenitore di un’arte attivatrice di coscienze. «I veri politici siete voi artisti. Poiché vi inserite con autorità nella storia, ne rappresentate l’attimo migliore. […] Il fascino dell’arte, della musica, pur misterioso, arriva prima della nostra idea a stimolare le coscienze» è, infatti, una testimonianza di quanto affermato da Pertini in una conversazione con lo scultore Umberto Mastroianni, che ben testimonia il fulcro centrale da cui si sviluppa l’intero progetto espositivo, a partire proprio dalla collezione privata di Sandro Pertini, donata alla sua morte ai Musei Civici di Savona dalla moglie Carla Voltolina e ospitata, dal novembre 1991, nel Museo a lui tributato sulla Fortezza del Priamàr di Savona.
La mia analisi della mostra si sviluppa in un doppio intervento che parte con l’intervista che trovate a seguire a Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900, per poi concludersi nel doppio dialogo con Valentina Frascarolo, Direttrice dei Musei Civici di Savona, e Luca Bochicchio – curatore della mostra insieme a Serena Bertolucci, Michelangelo Di Giacomo, Livio Karrer, Giuseppe Saccà.

Pertini arringa la folla all’indomani della Liberazione di Milano, 1945 © Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, Firenze

Quanto è importante ospitare in un museo quale l’M9, dedicato alla storia dell’Italia del ‘900, una mostra che restituisca le diverse anime di Sandro Pertini, indubbiamente il Presidente della Repubblica più amato dal popolo italiano: quella umana a partire proprio dal suo essere collezionista e conservatore di memoria, quella del partigiano che lotta per la libertà e quella del politico integerrimo e dai valori inossidabili?
Ospitare Sandro Pertini all’M9 è un atto di coerenza storica: significa dare un volto al “secolo lungo” attraverso l’uomo che più di tutti ne ha incarnato le fratture e i riscatti. La mostra è fondamentale perché restituisce la tridimensionalità di un’icona: il collezionista rivela l’uomo, il partigiano la lotta per la libertà, e il politico l’etica e l’idea di patria.
La parte riservata al Pertini collezionista, quella più inedita e sorprendente, apre poi ad una narrazione dove le opere d’arte accolgono al pieno il ruolo di essere portatrici di messaggi e memorie: capolavori come quelli di Morandi, Sironi, Guttuso, Manzù e molti altri aprono uno spaccato sull’arte del Novecento osservata e vissuta attraverso gli occhi di chi di quel 900 è stato attivo protagonista.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

In un momento come l’attuale, in cui la democrazia appare sotto attacco anche nei regimi democratici, intitolare l’esposizione L’arte della democrazia cosa vuole restituire, soprattutto alle nuove generazioni che non hanno una memoria a lui legata, e a partire da quale coordinate avete previsto il suo sviluppo?
In un museo dedicato alla storia italiana, la mostra su Pertini contribuisce in modo importante alla condivisione di memorie determinanti, ricordando alle nuove generazioni che la democrazia non è solo un sistema, ma un impegno civile alimentato dalla coerenza e dal rispetto. La vita di Pertini incrocia momenti importanti, spesso non trattati nei programmi scolastici per mancanza di tempo; qui quel vuoto viene colmato: il percorso suggerisce riflessioni, spiega eventi, apre le finestre su un tempo in cui arte e società erano strettamente legati e dipendenti. Non è una mostra di una parte politica, è una mostra sul Paese, sulle sue mutazioni e necessità viste attraverso gli occhi degli artisti e attraverso quelli di Pertini che riconosceva proprio agli artisti quella sensibilità necessaria per coglierle.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

La mostra si avvale della collaborazione di importanti istituzioni del territorio ligure (ricordiamo che Pertini è nato nell’entroterra savonese a Stella San Giovanni) quali il Comune di Savona, i Musei Civici e l’Associazione Sandro Pertini di Stella (avente sede proprio nella sua casa natale) alle quali si uniscono altre importanti istituzioni, come ad esempio la Fondazione di Studi Storici F. Turati di Firenze, il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, la Direzione Regionale Musei Nazionali del Veneto… Come nasce l’idea di questa mostra?
L’idea della mostra nasce dall’esigenza di trasformare la biografia di un singolo uomo in un racconto corale della nazione, capace di collegare le radici profonde del territorio ligure alla proiezione istituzionale italiana. Questa sinergia tra istituzioni come il Comune di Savona, la Fondazione Turati e la Direzione Musei del Veneto permette di intrecciare per la prima volta l’intimità della casa natale di Stella con il rigore della ricerca storica e la potenza delle arti. Il progetto prende vita come un vero mosaico della memoria, dove ogni partner apporta un tassello fondamentale per restituire la complessità di Pertini, trasformando il percorso espositivo in un ponte tra arte e storia.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

Il legame con Filippo Turati è una costante nella vita di Pertini, venuta a consolidarsi con l’avventurosa fuga in Corsica che i due condivisero, insieme ad altri antifascisti come Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Italo Oxilia e Lorenzo Dabbove. Come questo legame è evoluto e quale è stato il ruolo di Pertini nella Fondazione di Studi Storici Filippo Turati?
Il legame tra Pertini e Turati nasce come un rapporto tra discepolo e maestro, forgiato nel fuoco dell’antifascismo e consacrato dalla leggendaria fuga del 1926. Per Pertini, Turati non era solo un leader politico, ma un riferimento morale assoluto: l’evoluzione di questo rapporto portò il futuro Presidente a farsi custode instancabile della memoria del socialismo riformista, culminando proprio nella nascita della Fondazione di Studi Storici Filippo Turati a Firenze nel 1985, di cui Pertini fu Presidente e che fu poi scelta come erede dell’archivio Pertini, una miniera inesauribile di documenti e reperti.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

Quale testimonianza è presente in mostra che restituisce un’altra faccia di Pertini, quella del collezionista?
Sono presenti ben 28 opere provenienti dalla collezione personale di Pertini; dipinti e sculture sono di grande qualità e interesse e costituiscono il cuore dell’esposizione; esse manifestano il profondo legame del Presidente con l’arte contemporanea, testimoniato dalla presenza di opere di grandi maestri del Novecento come Giorgio de Chirico, Massimo Campigli, Renato Guttuso e Ottone Rosai.
Attraverso queste opere, la mostra restituisce un Pertini inedito, capace di dialogare con le avanguardie e di trovare nell’arte quel medesimo anelito alla libertà che aveva caratterizzato la sua intera vita politica.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

Parliamo del Mito di Pertini e come avete deciso di restituirne la portata nella mostra…
Il mito di Pertini è un fenomeno unico nella storia repubblicana: è l’alchimia perfetta tra l’inflessibilità del combattente e la spontaneità dell’uomo comune. Per restituirne la portata all’M9, abbiamo deciso di lavorare sul concetto di umanità istituzionale. Abbiamo scelto di mettere in dialogo i grandi gesti pubblici con la dimensione privata, mostrando come la sua coerenza non fosse una maschera politica, ma un tratto del carattere che emergeva con la stessa forza sia davanti ai Grandi della Terra sia tra la gente comune.
In mostra, questo mito viene decostruito e ricostruito attraverso un percorso che sfrutta la potenza del linguaggio pop e dell’immagine. Pertini è stato il primo vero “comunicatore universale” della Repubblica: dalla pipa iconica alle esultanze allo stadio; era inoltre raccoglitore attento di tutte le vignette che gli venivano dedicate.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

Il rapporto tra Sandro Pertini e la vignetta satirica rappresenta un caso unico di intelligenza politica e autoironia. In un’epoca in cui il potere era ancora percepito come distante e solenne, Pertini fu il primo Presidente a comprendere che la satira, lungi dallo sminuire la sua figura, ne alimentava il mito pop e la vicinanza al popolo.
Non solo accettava le caricature, ma instaurò un vero e proprio dialogo con i disegnatori dell’epoca, come il celebre Andrea Pazienza, che lo rese protagonista di strisce iconiche trasformandolo in una sorta di nonno coraggioso e irascibile. Pertini, invece di offendersi, ammirava il genio dei vignettisti: è noto che amasse collezionare le caricature che lo riguardavano, vedendo in esse una forma di libertà d’espressione per la quale aveva combattuto come partigiano. In mostra, questa connessione emerge chiaramente, evidenziando come la sua immagine – dalla pipa agli occhiali spessi – sia diventata un codice visivo universale, capace di unire critica politica e profondo affetto popolare attraverso il tratto della matita.

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona, installation view, M9, Mestre

 

Pertini. L’arte della democrazia – Dalle collezioni civiche di Savona
a cura di Serena Bertolucci, Luca Bochicchio, Michelangelo Di Giacomo, Livio Karrer, Giuseppe Saccà
in collaborazione con: Comune di Savona, Musa – Civici Musei Savona | Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, Firenze | Ministero della Cultura – Direzione regionale musei nazionali Veneto | Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso | Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana | Università di Verona, Dipartimento di Culture e Civiltà

20 novembre 2025 – 31 agosto 2026

M9 – Museo del ’900
via Giovanni Pascoli 11, Mestre (VE)

Orari di apertura: ore 10.00 – 18.00 dal mercoledì al venerdì; ore 10.00 – 19.00 sabato e domenica
Chiuso: lunedì e martedì. La biglietteria chiude un’ora prima del Museo

Info: +39 041 099 59 41
info@m9museum.it
www.m9museum.it

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