BARI | Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” | 21 febbraio – 21 aprile 2026
di TOMMASO EVANGELISTA
La mostra Le invisibili. Esistenze radicali di Pamela Diamante, a cura di Roberto Lacarbonara, è un dispositivo estetico-politico che assume la forma dell’installazione ambientale per interrogare strutture profonde di sfruttamento, invisibilità e costruzione simbolica dell’inferiorità sociale nel contesto del lavoro agricolo nel Sud Italia. Promossa dalla Città Metropolitana di Bari e sostenuta dal PAC2025, l’esposizione nasce da un processo di ricerca fondato sull’ascolto diretto: l’artista ha lavorato a stretto contatto con braccianti agricole, in gran parte migranti, raccogliendo testimonianze che vengono integrate nell’opera come materia viva, trasformando il lavoro artistico in uno spazio di parola e di restituzione.

L’intervento occupa la Sala del Colonnato, instaurando un dialogo con l’architettura istituzionale e con la memoria della collezione, presentandosi come una macchina simbolica: sedici aste verticali in ferro sorreggono dischi metallici e zappette in ceramica, evocando utensili agricoli e dispositivi produttivi. Tale configurazione introduce una tensione tra organismo e meccanismo: i corpi delle lavoratrici, a cui le aste rimandano, risultano simultaneamente amplificati e ridotti, resi visibili attraverso una sovradimensione che rovescia la loro condizione storica di marginalità. L’altezza delle strutture, superiore alla statura reale delle donne coinvolte, opera invece una traslazione percettiva che restituisce centralità a soggetti altrimenti relegati ai margini. Le basi esagonali, simili a favi, introducono una dimensione comunitaria: la fatica individuale si inscrive in una trama collettiva, suggerendo una possibile agency condivisa.

Il nucleo concettuale del progetto si sviluppa attorno alla relazione tra ruralità e costruzione linguistica della subordinazione. Termini storicamente dispregiativi, legati al lavoro agricolo e all’identità meridionale, vengono riattivati come meccanismi di potere, capaci di naturalizzare gerarchie sociali e di genere. L’opera assume così una dimensione semiotica, in cui corpo, terra e lavoro si articolano quali elementi di una stessa costellazione segnica, attraversata da tensioni tra sfruttamento e possibilità di risignificazione.

L’installazione insiste su una dialettica centrale: quella tra corpo e macchina. Le zappette in ceramica, fragili e insieme archetipiche, introducono una frizione tra manualità e industrializzazione, mentre la struttura metallica richiama un sistema produttivo oppressivo, quasi distopico, che assorbe e consuma energia vitale. Emerge una visione della fatica che evita ogni retorica vittimistica e che colloca il corpo delle braccianti in un’entità ibrida, insieme materna e produttiva, vulnerabile e resistente, inscritto in un regime economico che lo trasforma in ingranaggio.
Le invisibili costruisce allora un organismo formale in cui la dimensione plastica si intreccia con una tensione etica precisa, evitando tanto l’estetizzazione del dolore quanto la didascalia militante. Il lavoro di Diamante collocandosi in una zona intermedia, dove la scultura si fa dispositivo relazionale e il campo visivo diviene spazio di negoziazione simbolica, genera un processo di riappropriazione, in cui ciò che era stato relegato ai margini riemerge come struttura portante del discorso contemporaneo.
La mostra, a cura di Roberto Lacarbonara, viene affiancata da un catalogo con testi di Claudia Attimonelli, Vincenzo Susca e fotografie di Michele Alberto Sereni, oltre che da alcune giornate di studio e progetti organizzate nell’Università Carla Lonzi di Bari e l’Università Paul-Valéry di Montpellier.
Pamela Diamante. Le invisibili. Esistenze radicali
a cura di Roberto Lacarbonara
Progetto sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Mostra promossa e coordinata dalla Città Metropolitana di Bari.
Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19, Bari
Orari: dal martedì al sabato 9:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:30). Domenica 9:00 – 13:00 (ultimo ingresso 12:30). Lunedì chiuso
Info: +39 080 5412420
pinacoteca@cittametropolitana.ba.it



