BOLOGNA | sedi varie | 24 giugno – 30 luglio 2025
di AURORA SECCHIA
Il 24 giugno 2025 ha inaugurato l’undicesima edizione di OPENTOUR, evento che coinvolge i giovani artisti e artiste dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e gli spazi espositivi della città. La rassegna Giovani talenti in galleria, curata da Carmen Lorenzetti e Giuseppe Lufrano – organizzata da Ababo con la collaborazione dell’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Confcommercio Ascom Bologna – quest’anno conta 29 spazi espositivi, tra gallerie e spazi privati, dove gli studenti e le studentesse vivono una vera e propria esperienza di mostra.
OPENTOUR nasce con lo scopo di attivare connessioni, creare relazioni, confrontarsi con la realtà. È ricerca, sperimentazione, mettersi alla prova.

La manifestazione ha due anime, una all’interno di Ababo con Openshow, dove i dipartimenti e le cattedre si aprono mostrando il lavoro degli studenti e delle studentesse, da Pittura a Design del prodotto, da Scultura a Scenografia, da Fumetto e Illustrazione a Grafica d’arte. L’altra invece, come anticipato prima, è Giovani talenti in galleria che quest’anno presenta più di 500 lavori.
Ci sono inoltre diversi eventi speciali e premi, uno tra questi è il Premio Kappa_Nöun per la giovane curatela, ideato da Marco Ghigi – collezionista e proprietario dello spazio Kappa_Nöun – e Marinella Paderni – docente Ababo, storica dell’arte, critica e curatrice – quest’anno vinto dalla collettiva Saturnalia. La mostra Le spiegazioni che si danno sono tutte un po’ incerte mette in dialogo alcune opere della collezione Ghigi, quali Francis Alÿs, Thea Djordjadze, Trevor Paglen e Franz Erhard Walther, con lavori di artisti e artiste emergenti, ovvero Agnese Oprandi, Antonio Pio Paldino, Flavia Andrea Pili, Giorgia Polverini e Ismaele Soraperra. Il dialogo tra le opere si struttura attraverso una narrazione che parla di contemporaneità mediante il tema del denialism, una reazione psicologica che porta l’essere umano a ridimensionare il mondo quando sembra troppo grande e insormontabile, portandolo su una scala comprensibile. Il display espositivo incarna l’essenza del denialism, le sue diverse forme e stratificazioni, anche grazie all’eterogeneità dei linguaggi artistici scelti per raccontare un mondo che è in continuo cambiamento. Il percorso stimola domande, pensieri scomodi che tendiamo a nascondere, a negare appunto.

All’interno di Giovani talenti in galleria, a vincere la menzione speciale per la curatela è il collettivo Urano – per il secondo anno consecutivo – con la mostra Inazioni. Solido Intenso Nulla presso la AF Gallery. La mostra si presenta come uno spazio che richiama la sosta, l’attesa, l’atto di riprendere il respiro. Le opere di Alessia Abbenante, Giulia Casciaro, Tobia Corradin, Chiara Niccoli, Syria Roveto e Rodolfo Valentini, creano diverse atmosfere di sospensione, diversi attimi di leggerezza e distensione. Il collettivo riprende questa necessità di rallentare dal filosofo Byung-Chul Han, per il quale l’inazione è indugio, un fare qualcosa per il niente, portando l’attenzione a quanto sia fondamentale fermarsi e respirare in un mondo che corre sempre più veloce. L’invito è quello di viversi la pausa, di cogliere le epifanie e tornare ad ascoltare – e non solo a sentire – ciò che ci circonda.

La mostra The Image-Thinking. Sulle possibili interpretazioni dell’immagine, a cura di Giovanna Caimmi e Leonardo Regano con il coordinamento di Maria Rosa Cuccitto alla Galleria studio G7, è traccia e restituzione del workshop tenuto dai curatori con il Biennio magistrale di Pittura Arti visive, selezionando poi alcuni lavori. Il workshop e, di riflesso, i lavori gravitano attorno al concetto di Image-Thinking di Mieke Bal, che si propone come motore generativo e produttore di pensiero critico. Le opere di Marco Mandorlini, Chiara Niccoli, Agnese Oprandi, Yunru Quan ed Enrico Scapinelli riescono a creare un dialogo carico di stimoli e tensioni, facendosi eco e contrasto vicendevolmente e nello stesso momento. Il dispositivo espositivo chiama il fruitore ad avvicinarsi e ad allontanarsi, ad alzare lo sguardo, ad attivare l’opera stessa, permettendo così di entrare in un rapporto a tu per tu con i lavori esposti e lo spazio della galleria.

A cura di Artierranti nell’ambito di Opentour25
Un giorno qualunque, prima del 2060 è la personale di Iacopo Cotalini nello spazio di Officina Artierranti, curata magistralmente da Laura Brambilla e Giorgia Casadei. La mostra non presenta solo delle opere, ma racconta pensieri, ci immerge in un immaginario e in un’esperienza. «Come immagini il cielo il tuo ultimo giorno di vita sulla terra?» è stata la domanda che Cotalini ha posto alla sua piccola comunità durante un momento di festa, di convivialità. Nello spazio espositivo le parole si fanno orizzonte, il buio si trasforma in culla e il pensiero prende forma attraverso voci che raccontano. I vari sguardi, i diversi frammenti di cielo tessono insieme una mappa celeste che apre a futuri possibili e impossibili. Il display espositivo accompagna il fruitore a seguire il percorso, a entrare nella dimensione poetica, a non vedere più la fine come termine, ma come possibilità e a domandarsi come ci si immagina il cielo durante quel nostro ultimo giorno sulla terra.
OPENTOUR è un periodo denso, vivo. È incontro, apertura al futuro, a ciò che verrà.

A cura di Artierranti nell’ambito di Opentour25
Le spiegazioni che si danno sono tutte un pò incerte, a cura di collettiva Saturnalia
Kappa_Nöun, via Imelda Lambertini 5
23 giugno – 20 luglio 2025
Inazioni. Solido Intenso Nulla, a cura di collettivo Urano
AF Gallery, via dei Bersaglieri 5/e
26 giugno – 4 luglio 2025
The Image-Thinking. Sulle possibili interpretazioni dell’immagine, a cura di Giovanni Caimmi e Leonardo Regano, con il coordinamento di Maria Rosa Cuccitto
Galleria Studio G7, via Val D’Aposa 4/a
26 giugno – 30 luglio 2025
Un giorno qualunque, prima del 2060, a cura di Laura Brambilla e Giorgia Casadei
Officina Artierranti, via Sant’Isaia 56/a
26 giugno – 6 luglio 2025



