BOLOGNA | STUDIO LA LINEA VERTICALE | FINO ALL’11 OTTOBRE 2025
di AURORA SECCHIA
La mostra Objectifiction presso Studio La Linea Verticale nasce da uno dei progetti proposti per il Premio Kappa_Nöun per la giovane curatela, ideato da Marco Ghigi – collezionista e proprietario dello spazio Kappa_Nöun – e Marinella Paderni – docente Ababo, storica dell’arte, critica e curatrice – ed è curata dal Collettivo Cumarina.
Objectifiction è un termine coniato da Hito Steyerl che ci porta non tanto verso la reificazione dell’oggetto, quanto verso la sua reinfinzione, una fusione tra il reale e il non reale. La mostra si pone come riflessione verso la vita degli oggetti: viviamo nell’era dell’usa e getta, nella cultura dell’accumulo e del consumo, che considerazione abbiamo degli oggetti che ci circondano? La cura e l’attenzione hanno lasciato il posto all’effimero. Le opere esposte ci mettono di fronte alla possibilità di una resistenza poetica alla logica dell’usa e getta; ci offrono uno sguardo alternativo sulla vita delle cose.
Il display espositivo è stato pensato per mettere in relazione le opere della collezione Ghigi con quelle degli studenti e studentesse dell’Accademia dando vita ad un dialogo a più voci.
Thieves Remains #23 (2009) di Jonathan Monk – ispirata al film “Ladri di bicilette” di Vittorio De Sica – si pone subito in dialogo con Dittico di Bici (2022) di Marco Sisto. Monk ci presenta un residuo: un telaio vero, spoglio. Ci mostra che quello che non c’è più dona valore aggiunto a ciò che rimane, facendogli assumere un nuovo senso. Sisto ci rimanda ad un ricordo: l’oggetto in questo caso non è più materiale ma è frutto di pensiero, di una presenza nella mente.

Il percorso espositivo è un vero e proprio processo di trasformazione dell’idea-oggetto e dell’oggetto stesso. Con In-attese (2025) di Ilaria Pulcini si entra all’interno della dimensione materica: ogni elemento è frutto di una sperimentazione – ancora in corso – da parte dell’artista che attraverso la combinazione di alcuni materiali organici porta alla creazione di bioplastiche. Qui il materiale si apre alle sperimentazioni del possibile.
These things happen (2017) di Giulio Delvè mette in bilico il confine tra reale e non reale, piegando un oggetto quotidiano fino a farlo diventare qualcos’altro e provocando un senso di straniamento, che però apre ad un nuovo ordine di idee.

Il Collettivo Cumarina racconta come, all’interno dello spazio, Propagazioni #2 (2024) di Andrea Mirra e Ruspa (2024) di Luca Angeloni entrino subito in dialogo: sembra quasi che i segni ripetitivi di Mirra raccolgano le scosse del peso – fisico e simbolico – della distruzione-ricostruzione di Angeloni. La Ruspa (2024), infatti, si staglia nello spazio caricandosi della potenza della distruzione e della ricostruzione contemporaneamente. Propagazioni #2 (2024), invece, ci porta all’interno di un oggetto intimo – il taccuino – sul quale l’artista ha registrato il propagarsi dei segni del suo ignoto, di un pensiero inconscio.

Amnesiac Beach Fire (2021) di 0303 è un fuoco impossibile e allo stesso tempo un fuoco perenne, sempre acceso. La scultura è composta da materiali di scarto, tronchi d’albero e plastica accumunati da quello che rappresentano: una combustione passata.
L’oggetto in Objectifiction viene decostruito, smontato, manipolato, distorto, ricostruito.
Viene restituito allo sguardo e ripensato di continuo.
Objectifiction
A cura di Collettivo Cumarina
25 settembre – 11 ottobre 2025
Studio La Linea Verticale
Via dell’Oro 4B, Bologna
Orari: da martedì a sabato 16-19.30
Le mattine su appuntamento
Info: +39 392 0829558 | +39 335 6045420
info@studiolalineaverticale.it
www.studiolalineaverticale.it



