Veduta della mostra "Nunzio. In clamorosa quiete", courtesy l'artista e lorenzelli arte

Nunzio Faber. In clamorosa quiete da lorenzelli arte

MILANO | lorenzelli arte | Fino all’8 maggio 2026

di ILARIA BIGNOTTI 

È in corso da lorenzelli arte la grandiosa antologica dedicata a Nunzio, alchimista della materia: ideata da chi, l’artista, lo conosce da decenni, Matteo Lorenzelli, porta la curatela sua e di Luca Massimo Barbero che ne firma anche il testo critico in catalogo, fondamentale volume che si aggiunge agli oltre centosessanta già editati dalla linea editoriale della Galleria.
E la mostra parte forte: con un titolo ossimorico che riprende un testo magistrale di Barbero, scritto esattamente trent’anni fa e per l’occasione riprodotto in catalogo: in clamorosa quiete. Scriveva allora Barbero che le opere di Nunzio, oggi esposte dopo tanta attesa da lorenzelli arte, sono “mutazioni attraenti”, immerse “in un silenzio meravigliosamente raggiunto. Un silenzio “clamoroso” che è oggi difficile riscontrare altrove”.

Veduta della mostra “Nunzio. In clamorosa quiete”, courtesy l’artista e lorenzelli arte

Osserviamo il percorso in galleria. Le due grandi sale accolgono in tutto una dozzina di lavori di straordinaria monumentalità, realizzati con i materiali d’elezione del Maestro: gesso, legno, piombo. Su ognuno di questi, si scatena nel tempo la mano-mente dell’artista, dimostrando come “la sua opera non chiede di essere ordinata in modo necessariamente retrospettivo o filologico per risultare evidente; chiede, invece, di essere attraversata. Procede per cicli, per metamorfosi lente, e tuttavia conserva una temperatura costante. Ogni opera sembra richiedere e audire le precedenti e, nello stesso momento, aprire un varco ulteriore“, scrive Barbero nel saggio oggi appositamente firmato in catalogo. E prosegue riflettendo che l’intera opera di Nunzio non è da considerare come semplice “massa, ma come evento e confine, talvolta non attraversabile”. Egli infatti “dà vita e sostanza a una presenza che si misura con l’aria e con la distanza tra due corpi, o tra due scarti anche otticamente tattili della materia”.

Veduta della mostra “Nunzio. In clamorosa quiete”, courtesy l’artista e lorenzelli arte

Assolutamente da vedere e dunque la mostra, anche perché rappresenta un importante momento di riflessione sulla ricerca trentennale di Nunzio, ed è il risultato di una lenta ideazione e di una continua collaborazione tra artista e gallerista: “il valore assoluto di questa mostra è stata la sua genesi: è nata sin da subito e fino all’ultimo è stata allestita in dialogo strettissimo con Nunzio – ci racconta Matteo Lorenzelli: “per questo è come se fosse un distillato purissimo, lentamente atteso e lavorato attraverso scelte e pensieri che fanno risaltare oltre trent’anni del suo lavoro, ma anche di mia ricerca da gallerista. Non c’è solo mercato, ma sguardo, attenzione, selezione. E la mostra, così pulita e sintetica, riesce a raccontare in modo fulmineo e intenso una vita all’opera. E anche una vita, la mia, di scelte vere… Tutte queste opere sono state raccolte negli anni, scegliendole sempre e in modo accurato, senza mai accontentarmi”. Gli abbiamo allora chiesto di evidenziare qualche lavoro esposto particolarmente importante: “partiamo da un’opera che proviene dal Barone Franchetti, ad una esposta nel 1985 da Nina Osei a New York, la prima mostra in assoluto di Nunzio negli USA, dal titolo Il Re dei Re; per non parlare dei potentissimi lavori in piombo, alcuni davvero cruciali nella sua ricerca, come Oblio, di dimensioni monumentali… Abbiamo scelto di allestire una mostra con una dozzina di opere in tutto, a fronte delle oltre quaranta, quasi interamente di proprietà mia, che saranno pubblicate in catalogo: volume che sarà trilingue, italiano, inglese e cinese. Vorrei infatti esportare il progetto in Estremo Oriente”.

Veduta della mostra “Nunzio. In clamorosa quiete”, courtesy l’artista e lorenzelli arte

Ma il valore di questa esposizione è anche nel suo porsi come metafora assolutamente attuale di una condizione esistenziale dell’Occidente, oggi: in un panorama dominato da mutamenti repentini e violenti che stravolgono ogni giorno la nostra percezione di equilibrio sociale e geo-politico, “la deformazione coerente che Nunzio dà ai suoi “composti” esprime un giudizio particolare sul mondo, attraverso emozioni altrimenti inesprimibili. Pensieri di un corpo situato nello spazio e nella luce. Per l’artista autentico la percezione fissa è come le idee fisse: quindi destinata a cambiare”, ha scritto di lui Paolo Fabbri nel 2013. Gliene diamo ragione.

Veduta della mostra “Nunzio. In clamorosa quiete”, courtesy l’artista e lorenzelli arte

Nunzio. In clamorosa quiete
a cura di Luca Massimo Barbero e Matteo Lorenzelli

Fino all’8 maggio 2026

lorenzelli arte
Corso Buenos Aires 2, Milano

Info: www.lorenzelliarte.it

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