MESSINA | Torri Morandi e Villa Pace | Da ottobre 2026
di MATTEO GALBIATI
Nasce con i più buoni e propositivi auspici il MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts / Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti che, grazie a una collaborazione tra Ministero della Cultura, Università degli Studi di Messina e Comune di Messina, vuole trasformare il capoluogo siciliano in un centro culturale di ricerca votato alla sperimentazione contemporanea su diversi fronti e ambiti, senza essere, quindi, un solo contenitore espositivo.
Due saranno le sedi fisiche dell’operatività dell’Istituto – una già ampiamente recuperata, l’altra ancora in corso di ultimazione – Villa Pace e le Torri Morandi che, luoghi emblematici del tessuto cittadino, trovano in questo modo la possibilità di rivivere attraverso le nuove funzionalità e destinazioni d’uso, specifiche per quelle diverse attività che MIRA punta a promuovere come: residenze, mostre, convegni, formazione e produzione artistica a vari livelli.

Interessante questa proposta che, come emerso dalle parole dei relatori – presenti lo scorso 2 luglio nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca a Messina erano Alessandro Giuli (Ministro della Cultura), Giovanna Spatari (rettrice Università degli Studi di Messina), Angelo Piero (direttore generale dell’Unità di Missione per la Cooperazione Culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura) e Chiara Ianeselli (dirigente della medesima Unità di Missione), moderati da Federico Basile (sindaco di Messina) –, vuole diventare un’eccellenza nell’ambito della cooperazione internazionale e dare a Messina il ruolo di crocevia di un flusso di idee e energie che faranno rete in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre. Un ponte – tangibile, anche se immateriale – che ha come fine proprio quello di unire Europa, Africa e Mediterraneo nel complesso delle differenti identità di paesi e popoli che hanno, però, molte affinità e corrispondenze utili a predisporre un dialogo ravvicinato.

Un supporto incoraggiante è definito soprattutto da Fondazione MAXXI, la cui presenza sottolinea e rimarca la volontà di quella cooperazione istituzionale extra-regionale che vorremmo più frequentemente messa in campo e che, qui, prova a proseguire il lavoro di MAXXI Med, avviato nel 2023 e di cui raccoglie il testimone, e che dà al MIRA, attivo nel Piano Mattei, un’adeguata e rilevante spinta propulsiva rispetto a progetti su cui la Fondazione stessa già vanta un’esperienza importante.
MIRA – il cui nome, al di là del contenuto dell’acrostico, viene preso significativamente da una stella visibile da ogni latitudine e che lascia al suo passaggio un’incredibile scia di 13 anni luce capace di generare nuovi sistemi solari – ci restituisce il senso di un ottimismo fiducioso, soprattutto, in quest’ottica di rigenerazione e formazione che, soprattutto nel territorio in cui opera, diventa atto di responsabilità. Vuol dire costruire un circuito virtuoso che tenga in conto, anche e soprattutto, del territorio stesso, delle piccole-grandi realtà che stanno da tempo, magari nel silenzio, compiendo sforzi per misurarsi con il significato profondo della prospettiva data dalla cultura contemporanea. Artistica e non solo.

MIRA, quindi, avrà il successo che merita, oltre l’entusiasmo e la puntualità della presentazione inaugurale – abbiamo molto apprezzato l’efficacia della comunicazione, la struttura data al sito, la prospettiva di azione a breve termine, le professionalità coinvolte tutte di altro profilo e comprovata esperinza nel rispettivo settore, … –, se, come crediamo, ha forza nel partire da quel contesto in cui si appresta ad accendere la sua luce e che deve essere il primo ad essere illuminato. Prima di accogliere chi arriva da fuori che deve, come è stato detto e più volte sottolineato, trovare un punto di connessione maturo, un terminale di scambi reali, un hub di pari opportunità di dialogo, partner predisposti, dove si respira forte la reciprocità di un confronto/incontro multilaterale autentico. E non deve assolutamente avere solo i riflettori di un palcoscenico facile e opportunisticamente sfruttato. Messina e il suo distretto sono e devono restare al centro di tutto, devono essere compresi dal suo interno, magari rompendo anche pregiudizi e diffidenze radicate, ma senza doversi scontrare con croniche, obsolete e anacronistiche, mentalità e ritualità stereotipate.

Rigenerazione e rilancio sono e devono essere l’essenza di questo progetto che, sulla carta, ci piace e verso il quale abbiamo una grande fiducia e molte aspettative. Del resto la prova più grande è quella della responsabilità cui si faceva cenno e che è stata pubblicamente assunta: non badiamo solo all’aspetto economico – anzi è eccellente investire tanto e bene in cultura – quanto alla continuità di una programmazione che deve aspirare a diventare modello esportabile. In questo modo potremmo farci vanto di MIRA con più forte e comprovato orgoglio.
Va detto che, a lavori ancora in corso, questa programmazione si sta già mettendo in moto e non dovremo aspettare troppo a lungo per i primi appuntamenti: già dal prossimo mese di ottobre, infatti, si apre concretamente il calendario di iniziative voluto proprio per definire i termini identitari dell’azione del nascente polo culturale, avviando le prime collaborazioni con artisti, studiosi e ricercatori. In questo senso è prevista la performance del collettivo POLISONUM che presenterà Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere: commissionato appositamente per le Torri Morandi, quest’intervento pone attenzione sullo Stretto come luogo di attraversamento, trasformazione e incontro, con un’esperienza immersiva di forte immaginazione legata al paesaggio e alle sue presenze.

Segue poi nell’autunno un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina che sarà articolato in una diverse sessioni in differenti paesi del Mediterraneo, a definire il punto essenziale di quella geografia ad assetto variabile di cui MIRA vuole essere espressione tangibile. I temi verteranno sullo “Stretto di Messina come crocevia storico e contemporaneo”.
Ricordiamo, infine, che il giorno della presentazione è stato anche occasione per inaugurare – con una doppia cerimonia sulle due sponde dello Stretto, a Messina nell’area della ex Fiera nel rigenerato Parco Urbano e Reggio Calabria a Piazza De Nava – dell’opera Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella che, idealmente, uniscono due lembi di terra separati, ma che diventano un solo epicentro sorgivo di quella (nuova) comune identità mediterranea che ci auguriamo diventi mezzo efficace di relazioni e non opposizioni come attualmente è.
MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts / Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti
promosso da Ministero della Cultura – per il tramite della Direzione Generale Creatività Contemporanea e dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato; Comune di Messina; Università degli Studi di Messina
con il supporto della Fondazione MAXXI
Da ottobre 2026
Torri Morandi
Via Pozzo Giudeo 43, Località Torre Faro, Messina
Villa Pace
Contrada Porticatello 29, Messina
Info: www.miramessina.art



