FABRIANO (AN) | Zona Conce | 21 giugno – 19 ottobre 2025
di VALERIA CARNEVALI
Per chi conosce separatamente e separatamente apprezza le poetiche dei due autori, accomunati per la prima volta sotto lo stesso titolo, la mostra Passaggi, allestita nello spazio polivalente Zona Conce di Fabriano, a cura di Gianluigi Colin e Galliano Crinella, è un’esperienza di fruizione di grande interesse: nell’anno del centenario di Mario Giacomelli (Senigallia 1925-2025), celebrato in questa estate da due importanti mostre (presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al 3 agosto e a Palazzo Reale, Milano, fino al 7 settembre), anticipate in primavera nella sua Senigallia con La Camera Oscura di Giacomelli, si può già godere di una generosa ricognizione del suo lavoro portato avanti in decenni di ricerca fotografica; proprio per questo, il percorso condiviso con Simone Massi (Pergola, 1970) autore di eccellenza che parla un linguaggio diverso, quello del disegno e dell’animazione, e che appartiene alla generazione presente, è un modo per averne una visione divergente ed una chiave di lettura rinnovata e originale. Potremmo anche dire che questa doppia personale metta a confronto, senza sorprese, due autori di due diverse generazioni che si misurano sulle stesse tematiche, ma non è questa la chiave di lettura che rivela la novità del progetto.

L’allestimento, che conta una settantina di opere in tutto, prevede la disposizione speculare dei due autori su due lunghe pareti, una di fronte all’altra come binari paralleli e simmetrici: nella naturalezza del percorso, si affronta un viaggio di andata attraverso i paesaggi di Giacomelli (dalle Storie di Terra degli anni Sessanta alle vedute paesistiche di Sassoferrato ed Arcevia degli anni Novanta, passando anche per celebri scatti, come Il bambino di Scanno, o come quelli della celebre a amata serie Io non ho mani che mi accarezzino il volto) e si compie poi il viaggio di ritorno guardando “dal finestrino” l’umanità di Simone Massi, che non è universalistica e stilizzata, ma è figlia, affaticata ed orgogliosa, della stessa campagna vista in foto appena prima. L’appartenenza a un territorio è il primo, fondamentale e imprescindibile dato che accomuna le due firme: l’entourage collinare che si estende tra l’Adriatico e gli Appennini, nella Valle del Cesano e zone limitrofe, tra la provincia di Ancona e quella di Pesaro Urbino.

È un’appartenenza collocata nel luogo, che porta ad occhi di realismo sulla natura e sull’umanità, prima nelle fotografie e poi nei disegni. Giacomelli ci parla del rapporto tra il pianeta e l’essere umano, in quegli scatti dei campi arati più simili a ritratti che a panorami: la pelle della terra, solcata dai segni millenari della presenza antropica, racconta le sue storie lasciando fuori il cielo, il grande assente nelle inquadrature, e rivela tutta se stessa e la sua convivenza pacifica con l’umanità, che ne è custode.

L’umanità “custode della terra”, qui come stirpe marchigiana che ha modellato i paesaggi rendendoli come sono e ciò che sono, fino al tramonto di un millenario modello agricolo, diventa esplicita e rappresentata dalla gente contadina che prende forma nei disegni di Simone Massi. Chi ha familiarità con le sue animazioni, cortometraggi proiettati in festival, ma di tanto in tanto presenti in mostre di arti visive, e il film Invelle, in dialetto pergolese, uscito nelle sale nel 2023 (ma anche alle sigle e le locandine di edizioni passate della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia), ne conosce stile, contenuti e messaggi: un segno forte, color del carbone, dal tratto morbido ma dal timbro aspro, che si moltiplica e si contorce, si sviluppa da se stesso e si evolve, nell’atmosfera sonora ovattata, nei racconti dal secolo scorso, passato recente e archetipico, in cui il lavoro, la terra, le relazioni generazionali, la resistenza sono i valori alle radici di un mondo senza caos, lontano, concluso, narrabile.

I paesaggi di Mario Giacomelli, filtrati da una tecnica fotografica personale e inconfondibile, che accentua drammaticamente i contrasti intervenendo sui rapporti tra bianco e nero, sono gli stessi che accolgono l’umanità nella scabra matita di Simone Massi: una specie di spontaneo passaggio del testimone, chiaro per una mostra che si propone di unire i due nomi e che spiega quanto il secondo scaturisca dal primo, condividendone il patrimonio e la necessità.

Passaggi. Mario Giacomelli Simone Massi
a cura di Gianluigi Colin e Galliano Crinella
In occasione del centenario della nascita del Maestro della fotografia del Novecento Mario Giacomelli
Premio nazionale Gentile da Fabriano
21 giugno – 19 ottobre 2025
Zona Conce, Fabriano (AN)
Orari: dal lunedì al venerdì: 16.00/19.00 Sabato e domenica: 10.00/13.00-16.00/19.00. Festivi: 10.00/13.00
Info: +39 0732 880883 – 328 1030132



