Paul Goodwin, Erro - rock painting, 2018, olio su masonite, cm 15x19 con roccia

Lo sguardo verificato. Alla Fusion Art Gallery la pittura riafferma la propria natura

TORINO | Fusion Art Gallery | 20 maggio – 30 settembre 2026

La mostra Lo sguardo verificato. Pittura e natura contro la falsa visione riunisce quattro artisti – Paul Goodwin, Petra Kuptz, Robert Lang e Thomas Lange – per rivolgere un appello alla pittura in un’epoca in cui la percezione è sempre più mediata dalla tecnologia. La pittura viene chiamata a riaffermare la propria capacità di restituire allo sguardo una relazione diretta con il mondo, contro la smaterializzazione prodotta dalle immagini digitali e dai dispositivi che generano una visione senza esperienza.

Petra Kuptz, Winter 2, 2025, acrilico, gessetti a pastello su tela, cm 100×120

In questa cornice la pittura riafferma la propria natura di un sapere incarnato, continuo, non riducibile a dati. La sua forza non risiede nella capacità di rappresentare il mondo, ma nella possibilità di restituire allo sguardo la sua densità fisiologica, la misura del reale e dei suoi significati, la sua relazione con la materia. La pittura, in questo senso, non è solo un linguaggio espressivo, ma un agire critico che resiste alla “falsa visione”, quella che si produce quando la vista è trasformata in una mera funzione meccanica e la realtà viene tradotta in puro codice.

Seguendo una riflessione che attraversa la storia del medium e si confronta con la distinzione deleuziana tra manuale, tattile e digitale, la mostra mette in evidenza come il dipingere custodisca un tipo di conoscenza che non può essere delegata alla macchina. Il manuale è il gesto, la continuità del corpo; il tattile è la prossimità, la vibrazione della materia; il digitale è la scomposizione, la traduzione in unità discrete. La pittura appartiene ai primi due livelli: è un atto che implica presenza, e che per questo si oppone alla velocità e alla incorporeità delle immagini generate.

Robert Lang, Sugar Mountain, 2026. Acryl klebeb and pap, cm 95×73

Le opere esposte restituiscono un vedere che tocca, che misura la distanza, che si immerge nella materia del mondo e nella sua profondità simbolica, offrendo un’esperienza che richiede tempo, attenzione, disponibilità. La pittura diventa così un luogo in cui l’occhio ritrova la sua realtà fisiologica, la sua capacità di percepire volumi, temperature, densità, di verificare la realtà attraverso l’esperienza e di interpretarla attraverso l’immaginazione. È un invito a recuperare un rapporto diretto con ciò che vediamo, a riconoscere che la percezione non è un processo neutro, ma un atto che coinvolge il corpo e l’uomo nella sua interezza.

In questo senso, Lo sguardo verificato non propone un ritorno nostalgico alla pittura, ma un uso consapevole del medium come strumento affermativo e critico. La pittura ricorda che vedere non significa semplicemente ricevere immagini, ma abitare il mondo attraverso il corpo. Ricorda che la realtà non è un insieme di pixel, ma una materia che ci resiste e che possiamo toccare. Ricorda che lo sguardo, per essere vero, deve essere incarnato.

Gli artisti esplorano, ciascuno con il proprio linguaggio, la continuità tra sguardo, corpo e mondo. Le loro opere non si limitano a rappresentare, ma attivano un’esperienza percettiva che passa attraverso la materia, il gesto, la memoria e il paesaggio, restituendo alla visione una profondità che oggi rischia di essere smarrita.

Thomas Lange, PROMETEO, 2024, olio su tela, cm 45×35

Lo sguardo verificato. Pittura e natura contro la falsa visione
A cura di Michele Bramante

Catalogo edito da ReFRAME EDIZIONI

20 maggio – 30 settembre 2026

Inaugurazione mercoledì 20 maggio, ore 18.00

Fusion Art Gallery
Piazza Amedeo Peyron 9g, Torino

Orari: mercoledì e venerdì, 10.00–13.00;
giovedì e sabato, 16.00–19.00

Condividi su...