Levi van Veluw, Erosion of memory, installation view, SECCI, Milano, 2026. Courtesy the Artist and SECCI

La poetica sisifica e caduca di Levi van Veluw

MILANO | SECCI | 28 GENNAIO – 11 APRILE 2026

di GABRIELE CORDÌ

Fino all’11 aprile 2026, SECCI presenta negli spazi milanesi della galleria Erosion of Memory, mostra personale dell’artista olandese Levi van Veluw. In continuità con In the Depths of Memory, il progetto prosegue la sua ricerca sulla memoria come struttura simbolica fragile, esposta al tempo e al decadimento. Il lavoro prende forma in un universo di terracotta, superfici screpolate e forme che sembrano emergere da un tempo remoto. Il materiale diventa parte integrante del discorso. L’argilla, una volta modellata e cotta, perde elasticità e si irrigidisce. Le superfici appaiono friabili, segnate da crepe e discontinuità. La stabilità dell’immagine si incrina insieme alla materia. La memoria non appare più come un sistema solido, ma come una struttura inevitabilmente esposta all’erosione.

Levi van Veluw, Erosion of memory, installation view, SECCI, Milano, 2026. Courtesy the Artist and SECCI

Entrando nello spazio espositivo si ha la sensazione di varcare la soglia di una corte barocca. Al centro della sala emerge una grande struttura a forma di fontana, tradizionalmente simbolo di vita, dove l’acqua che scorre indica movimento, rinnovamento e continuità. Qui, invece, l’acqua è assente. La struttura appare secca, quasi prosciugata dal tempo. Al posto dell’acqua, le vasche sono colme di teste scolpite, modellate a partire dal volto dell’artista stesso. Circa duecentocinquanta volti emergono dalla struttura, creando un’immagine al tempo stesso monumentale e perturbante. La moltiplicazione dell’identità produce una visione quasi rituale, sospesa tra memoria e reliquia. Il processo creativo di van Veluw si comprende soprattutto nel film che accompagna l’installazione. L’artista è ripreso mentre modella ripetutamente la propria testa in argilla fresca. Il gesto è rapido, quasi nervoso. Le mani lavorano la materia con un movimento fisico e diretto. Dietro di lui si intravedono scaffali che lentamente si riempiono delle stesse effigi. Ogni volta che sembra aver completato l’ultimo ripiano, un nuovo blocco di argilla è già pronto ad attenderlo.  Il processo ricomincia. La scena richiama il mito greco di Sisifo, condannato a spingere eternamente un masso fino alla cima di una montagna. Ogni volta che raggiunge la vetta, il masso rotola di nuovo a valle e il lavoro deve ricominciare. Un gesto infinito, privo di conclusione. Più che una semplice moltiplicazione di sosia, queste teste rimandano a una serie di doppelgänger, il doppio inquietante dell’individuo: una figura che replica l’identità ma allo stesso tempo la destabilizza. Non è una copia neutra, ma un’immagine che mette in crisi l’idea stessa di unità del soggetto.

Levi van Veluw, Erosion of memory, installation view, SECCI, Milano, 2026. Courtesy the Artist and SECCI

All’ingresso della mostra un grande rilievo circolare richiama la forma dei rosoni delle architetture sacre. Nella tradizione cristiana, il rosone è un elemento decorativo ma anche simbolico: la sua struttura radiale rimanda all’ordine cosmico, alla perfezione divina e alla ciclicità della vita. Non a caso la sua geometria ricorda spesso una forma floreale, una pietra che si apre come un fiore nella facciata delle chiese. Un legame tra sacralità e mondo vegetale che riemerge in un’opera appartenente alla serie Remnant of Bloom, dove il motivo floreale si trasforma in un rilievo quasi sedimentario. I fiori – tradizionalmente associati alla vitalità e alla bellezza effimera – appaiono come tracce fossili: cavità e margini impressi su una superficie che ha perso la propria umidità e dunque la propria capacità di germinare. Anche in queste opere la terracotta essiccata diventa metafora del tempo. La crescita lascia spazio a resti fragili, come se la memoria stessa fosse ridotta a un deposito di forme residue. Una condizione che sembra riecheggiare le parole di Eugenio Montale: «Restò così questa scorza la vera mia sostanza».


Levi van Veluw. Erosion of Memory

28 gennaio – 11 aprile 2026

SECCI
Via Olmetto 1, Milano

Orari: da martedì a sabat0, 10:00–13:00 | 14:00–18:00

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