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SEREGNO (MB) | Artesilva | 18 settembre – 10 ottobre 2018

di MATTEO GALBIATI

Abbiamo potuto visitare in anteprima la personale di Karin Radoy (1957) intitolata The balance of opposites, mostra con cui Artesilva di Seregno (MB) ha scelto di inaugurare domani la propria nuova stagione espositiva; qui dell’artista tedesca abbiamo potuto apprezzare il doppio registro espressivo su cui si fonda tutto il suo lavoro di ricerca: da una parte si osservano, infatti, la forza e la concretezza del colore che diviene forma e struttura, mentre dall’altra quello stesso “spessore”, impresso al colore in senso quasi scultoreo, sa alleggerirsi in una poetica e sensibile impermanenza.

Karin Radoy, Sgewogen Blau, 2002, 140x140x17 cm Courtesy Artesilva, Seregno (MB)

Nelle sue opere la dimensione del supporto “quadro” viene completamente sovvertita e, agendo su forme la cui geometria resta un morbido fluttuare di spessori e superfici, porta il fattore cromatico e pittorico ad accrescersi e ad assumere un valore di tangibilità fisica che oltrepassa il senso stesso dell’atto fondativo (quello dell’azione del dipingere) da cui si genera: gli impasto di colori e di linee, che sfiorano la sordità di una monocromia assoluta alla cui silenziosa perfezione paiono aspirare, agiscono come una tavola di accertamento e di verifica dell’impossibilità, da parte dello sguardo, di registrare l’immobilismo totale del colore.
I lavori dell’artista, strutturati con pannelli di MDF, si costituiscono attraverso l’accostamento di due elementi che, presentandosi come dittici, definiscono superfici morbide, incurvate, spezzate, quasi la consistenza stessa assunta dal lavoro finito tradisse l’originale fisicità del supporto da cui è composta: ancora una volta Radoy pare, quindi, smentire i suoi stessi strumenti, mettendoci nella condizione di ripensare sempre ciò che lo sguardo definisce, andando a concentrarsi su altri valori, altri temi, altre risultanze dell’immagine. I due elementi, spesso opposti o in contraddizione tra loro, agiscono in virtù della mobilità vibrante del fattore pittorico che diventa l’elemento agente, per tutta la visione, e unico fattore determinante, capace di ritrovare, nella loro duale unità, il tratto aggregante della dimensione di senso ulteriore che ne emerge.

Karin Radoy, 1707 Sommerrost, 2017, 125x60x9cm Courtesy Artesilva, Seregno (MB)

Radoy predispone sulle pareti elementi fisici, rilievi consistenti che elevano il supporto al rango di immagine definitiva la cui verità accertata coinvolge e si allarga al fattore ambientale del luogo in cui si inseriscono; i “dittici”, nella permutante ripetibilità costante, conferiscono allora un ritmo alle composizioni interagendo con gli sviluppi della luce, delle ombre, dei piani di superficie e di sfondo, diventando strutture mai definibili a priori e mai concluse, ma sempre dinamicamente legate all’attimo, alla circostanza incidentale del momento.
La permutabile frequenza delle sue opere, dopo aver “parlato” attraverso un codice visivo fatto di consistenze tattili, di forze appena intuibili, ma reali nell’evidenza, sa ritrovare anche la bellezza di una delicata poesia che si legge proprio nel fluttuare languido dei suoi contrasti, delle sue tramature appena visibili, del diverso spessore dei piani, della sensuale morbidezza delle forme capaci di superare il carattere della loro solida geometrica apparenza.
La sua estetica pone sempre l’osservazione in bilico tra due diverse letture, tra due registri interpretativi, spesso all’opposto, che nel connubio della loro esclusiva unicità sanno rinnovare la lettura di una bellezza insita nel profondo divenire di un dialogo tra elementi, confronto con cui si afferma, in ultima analisi, la dimensione di un assoluto possibile, di una universalità che tutto abbraccia e tutto definisce.

Karin Radoy. The balance of opposites

18 settembre – 10 ottobre 2018
Inaugurazione sabato 15 settembre 2018 ore 17.00

Artesilva
via San Rocco 64/66, Seregno (MB)

Orari: da martedì a venerdì 15.00-18.00

Info: + 39 0362231648
info@artesilva.com
www.artesilva.com

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