PIACENZA | XNL Piacenza | Fino al 25 novembre 2025
di MATTEO GALBIATI
Puntualmente lo scorso mese di settembre luoghi diversi – istituzionali e non – di Piacenza hanno fatto rete per accogliere le nuove proposte e idee di XNL Aperto, progetto diffuso di arte contemporanea che, giunto alla quarta edizione, attiva il capoluogo emiliano con un ricco palinsesto di mostre, performance, eventi, incontri attraverso i quali valorizzare il patrimonio culturale e artistico locale. In questo senso, secondo le intenzioni di XNL Arte, è proprio grazie a una fruizione anche inconsueta o inattesa delle proposte contemporanee che può avvenire una nuova mappatura “emotiva” del territorio e delle sue eccellenza più o meno conosciute. Con XNL Aperto Piacenza, così, si apre e accoglie sguardi, umori, emozioni, narrazioni che garantiscono imprevedibili connessioni utili a determinare un’estesa produzione culturale dislocata e disseminata, dove non solo ambienti centrali sono richiamo del pubblico, ma anche spazi periferici e secondari aiutano a migliorare lo sguardo sul nostro patrimonio culturale e sul nostro presente.

Dell’ancor più ricca edizione di quest’anno – che abbiamo visitato con interesse – abbiamo trovato davvero straordinaria la proposta di Manifesto di Julian Rosefeldt (1965) che è ancora possibile visitare nella sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’artista e regista tedesco ripropone qui la sua celeberrima opera in cui il cinema e le sue modalità si ibridano con la videoarte per raccontare, attualizzandoli, la sintesi di 50 manifesti d’avanguardia dell’intero Novecento.
Rosefeldt, con un’imponente video-installazione a 13 canali, obbliga il visitatore ad affrontare un vero e proprio viaggio emozionale attraverso il quale ricollocare il valore utopistico di questi manifesti ormai consegnati alla storia, rilanciandoli distopicamente in contesti “inopportuni” come quelli della nostra quotidianità. Se può sembrare disarmante cercare di contestualizzare parole e discorsi il cui senso diventa contrastante rispetto al luogo e al personaggio che lo pronuncia, è proprio la “trasgressione del racconto” che costringe a porre ancor più attenzione a quanto avviene e si dice davanti a noi.

Ha, quindi, poca importanza per Rosefeldt se un funerale, la quotidianità di una cena di famiglia, una lezione scolastica o il luogo di produzione di una fabbrica – per citarne solo alcuni – sono quei contesti inusuali dove far tornare vivere e risuonare i contenuti propositivi e i visionari dei manifesti del Novecento, anzi è proprio la frizione e la contrapposizione visiva, percettiva, semantica ed emotiva a produrre quell’effetto che il registra vuole cercare: arrivare a uno scarto tale che, tra ironia e poesia, tra verità e paradosso, fa sì che possa trovare ragion d’essere una significativa interrogazione su quanto resti, come eredità sopravvissuta, della sferzante carica utopica che aveva accompagnato il sorgere di quei linguaggi.
La superba video-installazione, ripensata appositamente per gli spazi di XNL Piacenza, a dieci anni dalla prima presentazione all’ACMI – Australian Centre for the Moving Image di Melbourne, acquisisce cuore e anima grazie alle magistrali interpretazioni di Cate Blanchett. La capacità dell’attrice di trasformarsi e di decifrare caratteri e caratteristiche di personaggi diversi rende, infatti, possibile la definizione di identità singolari che appartengono in modo disarmante all’ambiente in cui vivono e, in definitiva, riescono a catalizzare il peso del collage di parole e di significazioni che a loro “tocca” dire. L’attrice, due volte Premio Oscar, modella e regola attitudini umane che, unitamente ai modi caratteristici della regia di Julian Rosefeldt, a una precisa scelta dei luoghi in cui le vicende possono svilupparsi, una minuziosa lavorazione nel montaggio, danno occasione allo spettatore di ritrovarsi nel pieno del suo presente.

La credibilità veridica con cui Blanchett declama, discorre, enfatizza, drammatizza, bisbiglia, vive e sente parole che sintetizzano “umori” distanti nella storia obbliga il messaggio che Rosefeldt vuole darci a farsi plausibile e, soprattutto, empiricamente comprensibile: avvicinare il passato facendo detonare nel presente la validità eventuale di quei principi che avevano animato le menti di artisti e intellettuali è, allora, il traguardo più importante di quest’opera. Non solo omaggio attualizzato alla storia, Manifesto è, di più, la possibilità di conferire in un’opera corale e performativa, che attraverso la narrazione cinematografica trova complessa unitarietà abbattendo la programmaticità, la vis polemica e l’eccesso utopico propio dei manifesti culturali, artistici e politici, per favorire una nuova call to action come la intende lo stesso Rosefeldt, una chiamata all’azione che arriva allo spettatore il quale, accogliendo la singolarità di ciascuna proiezione e riassumendola nella coralità complessiva unica finale, può trovare il tempo per rispondere a quelle domande che l’opera solleva, senza mai essere costretto a piegarsi a dogmatismi imposti e calati dall’alto. In definitiva ciascun monologo poetico indirizza il pensiero riflessivo ultimo sul ruolo dell’artista e sulla funzione – sia politica che sociale – dell’arte oggi, rimettendo al centro del dibattito lo sguardo immerso, critico e attivo, di ogni singolo spettatore. Di chi, come noi tutti, si rispecchia nelle diverse anime e personalità così intensamente restituite dall’energica alchimia di Rosefeldt e Blanchett.
Manifesto di Julian Rosefeldt
opera commissionata da ACMI – Australian Centre for the Moving Image di Melbourne, Art Gallery of New South Wales di Sydney, Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin e Sprengel Museum di Hannover
co-prodotta dalla Burger Collection di Hong Kong e dalla Ruhrtriennale
realizzata con il generoso supporto di Medienboard Berlin-Brandenburg in collaborazione con Bayerischer Rundfunk
a cura di Paola Nicolin
nell’ambito di XNL Arte
promosso da Rete Cultura Piacenza (Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio)
catalogo Electa
18 settembre – 25 novembre 2025
XNL Piacenza – Centro per l’arte contemporanea, il cinema, il teatro e la musica
Fondazione di Piacenza e Vigevano
via Santa Franca, 36, 29121 Piacenza
Orari: da martedì a venerdì 10.00-19.00; sabato, domenica e festivi 10.00-20.00
Ingresso intero €10.00; ridotto €8.00 destinato a visitatori dai 6 ai 17 anni, over 65, insegnanti in attività, studenti universitari con tesserino in corso di validità, forze dell’ordine in servizio, dipendenti delle Soprintendenze e del MiC (Ministero della Cultura); biglietto pausa pranzo €6.00 dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) dalle ore 12 alle 15; biglietto speciale scuole €3.00 tariffa speciale riservata alle scuole; biglietto famiglia €22.00 valido per due adulti e fino a tre minori (fino a 14 anni); biglietto gruppi (max 25 persone) €8.00 a persona; gratuito bambini fino ai 5 anni, alunni scuole d’infanzia che partecipano ai laboratori, accompagnatore scolaresche, persone con disabilità + 1 accompagnatore, guide turistiche con patentino e gruppo al seguito, giornalisti con tesserino, possessori tessera ICOM Italia
Info: www.xnlpiacenza.it



