Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra (Il Giudizio Universale, 2023-24, olio su lino, 1500 x 1200 cm), Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

Jorge R. Pombo, il riscatto nella dissolvenza

MILANO | Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore | Fino al 18 settembre 2025

di MATTEO GALBIATI

Si ritiene con una certa convinzione che l’utilizzo delle immagini di opere del passato, celebrate come capolavori assoluti della storia dell’arte, sia un atto che in sé contenga quasi una sorta di iconoclastia sacrilega. Che siano utilizzate dagli artisti o, peggio, se scalfite o offese dai pubblicitari, quelle opere sono percepite come intoccabili. Eppure la loro valenza di “simbolo” – forte, identitario, rappresentativo – se impiegata secondo la misura di altre ponderate riflessioni, a prescindere dal contesto, non innesca un pensiero di lesa maestà, ma favorisce una sintesi tra valori consolidati nei secoli e necessità e urgenze del presente. Diventa un produttivo dialogo di là dal tempo che osserva contenuti e valori e li rimette in discussione.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra (Il Giudizio Universale, 2023-24, olio su lino, 1500 x 1200 cm), Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

Anzi, in taluni casi, la messa in crisi di certezze e sicurezze che la storia ci ha dato è, di fatto, la migliore risposta, in termini di pensiero estetico, alle tribolazioni dell’uomo di oggi e alla sua, spesso superficiale e svelta, osservazione categorica e omologata del mondo. Questo, se fatto sempre in termini di consapevolezza, coscienza e intelligenza, aiuta a comprendere e preservare quello che è stato e, soprattutto, a puntualizzare aspetti dell’etica che sono innervate nella società di oggi.
Sono virtù che troviamo proprio nella ricerca di Jorge R. Pombo (Barcellona, Spagna, 1973) che non teme di citare e rivolgersi ai maestri rinascimentali per mutuare connessioni e reciprocità risolte in seno ai valori della pittura stessa.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra, Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

Già da qualche anno, ad esempio, è seriamente impegnato nella ri-costruzione e ri-proposizione dei cicli pittorici dell’intera Cappella Sistina che, secondo le sue intenzioni – ma in questo senso i lavori del suo ambizioso progetto sono già ampiamente avviati avendone realizzato poco più di un sesto – deve essere replicata riportandola non solo in pittura ad olio su tela, ma addirittura mantenendone le stesse proporzioni. La scala 1:1, però, non è affatto voluta per un senso di grandeur, ma è fatto di sostanza: la dimensione reale di quella pittura così ampiamente nota, impone allo spettatore un confronto dialettico alla pari, speculare, immersivo e detonante tra quello che si pensa di conoscere e quello su cui ex novo ci si rapporta.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra (Variazione del ‘Passaggio del Mar Rosso’ di Biagio d’Antonio Tucci, 2025, olio su lino, 300 x 480 cm), Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

La pittura squillante di Pombo ci mette in uno stato di tensione vibrante e lo sguardo non si distrae nell’assidua ricerca di corrispondenze, che detterebbero solo una riconoscibilità di appartenenza, ma tale riconoscibilità è già insita in quella monumentalità esatta.
La sua pittura è così solo un altro spazio, un luogo nuovo di contenimento di considerazioni differenti, innesco di processi creativi e introspettivi, destinazione di pensieri che, nel tentativo di decifrare e di desumere, corrispondono con il già visto e lo identificano. Ciò permette una ragionevole estrapolazione di qualcosa di più che è effettivamente consegnata in termini inaspettatamente più accessibili.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra (Il Giudizio Universale, 2023, olio su lino, 410 x 400 cm), Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

L’oscillazione tra passato e presente in cui vive e dibatte la pittura di Pombo non può fare a meno di confrontarsi con la sua tecnica esclusiva e personalissima che prevede che, dopo una meticolosa deferenza alla qualità dettagliata della figurazione ad olio, si agisca con solventi per dissolvere quella puntualità descrittiva propria, secondo il sentire comune, del saper dipingere.
Curiosamente e significativamente Pombo diventa doppiamente iconoclasta: lo è quando trasfigura le opere dei maestri e lo diventa in modo più compiuto quando trasfigura fisicamente se stesso mettendo la sua pittura al limite della sparizione nella macchia liquida del colore. Lasciando agire i solventi scompone ciò che ha fatto e ridipinge “distruggendo”, scolorando rigenera la virtù di nuove forme che, ombre di quello che è stato o potrebbe essere, coinvolgono la visone con un meccanismo perturbante di attrazione più che di allontanamento, spingendola nella direzione di una dettagliata ricognizione che cerca, forse pretende, un’im-possibile messa a fuoco. Qui l’artista ci regala la bellezza del suo lavoro, perché disgregando, eliminato dettagli e differenze, emancipa l’immagine in possibili conseguenze nuove del vedere. Avvicindando le  differenze, che in questo modo non sono più un fattore discriminante, evoca memorie che diventano sostanziali; l’eco e il riflesso sfumati sono effettiva rigenerazione di contenuti universali. Come per le identità umane.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra (Variazione di ‘La consegna delle chiavi’ di Perugino, 2025, olio su lino, 300 x 480 cm), Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

La volontà ultima, destinazione finale della sua estetica e della fenomenologia della sua pittura è tentare di dare la possibilità di ritrovare unione – evitando qualsiasi conformismo prevaricante – tra i pensieri degli uomini. È una pittura che insegna il soccorso delle idee, che non prevarica o dissacra la storia, ma da quella prende spunto per rimandare ad un’attualità che vede sempre più chiara la debolezza delle differenze, dei confini, delle culture quando sono baluardo di esclusione.
La costante rimessa a fuoco dell’immagine, cui ci obbliga Pombo, ci chiede tempo per riflettere asservendo un vero e proprio riscatto delle identità dell’uomo che trovano riflesso corrisposto nella forza di questa sua praticata dissolvenza.
Nello Spazio Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano – progetto ottimamente curato da Vera Agosti Matteo Pacini, autore di un validissimo testo critico di cui si condividono ampiamente le osservazioni – la mostra dell’artista catalano consegna gli esiti di questo lavoro che, qui, trova modo di esprimersi in tutta la sua forza espressiva. Nonostante il Giudizio Universale non riesca ad essere contenuto come si dovrebbe nell’ambiente a conquista di una verticalità piena ed esatta, la scelta di tenerlo al massimo grado di inclinazione possibile consente di mantenere comunque viva quella tensione di cui la pittura di Pombo si carica e si fa forza. Anzi, potremmo quasi dire che, in questa scelta di allestimento riesca ad essere ancor più significante, perché a noi si impone una visione che pare essere sospesa e bloccata per essere conservata. Questo “tentativo” di preservare una certa memoria della grandiosa opera del Buonarroti – di cui per altro quest’anno si festeggiano i 550 anni dalla nascita – coincide con la qualità intrinseca della tecnica stessa di Pombo votata all’intangibilità elettiva di se stessa.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale, veduta parziale della mostra, Spazio Cattedrale, Fabbrica del Vapore, Milano

Riportando, oltre la scena michelangiolesca, anche le storie affrescate da Botticelli, Biagio d’Antonio Tucci, Perugino, l’artista invita a ritrovare tutti i risultati del suo lavoro sino ad oggi realizzato (ultimissimo e anche un eccellente video-documentario proiettato in loop nel percorso espositivo).
La prova titanica di Pombo assume poi anche un impegno che avvalora le posizioni e le ragioni più intime che sono a essa pertinenti: è davvero significativo, infatti, rinunciando ad operare da solo come da sua abitudine, da parte dell’artista l’aver ammesso l’intervento e l’aiuto di assistenti particolari. Con il sostegno della Caritas e dei comuni di Reggio Emilia e Firenze è stato possibile coinvolgere persone in situazioni di esclusione sociale, per tutti loro questo incarico restituisce fiducia nel sistema sociale avendo avuto la possibilità di un lavoro regolare e reale. Allora risulta vero che, messe da parte tutte le differenze, il Giudizio Universale costituisce un momento di rara partecipazione collettiva: abbracciando una coralità umana diversa, rafforza il valore e l’attualità del significato del suo autentico e radicale messaggio etico, spirituale, sociale e culturale.

Jorge R. Pombo. Giudizio Universale
a cura di Vera Agosti, Matteo Pacini
prodotta da Comune di Milano
promossa da EBLand s.r.l. con Movimento Arte Etica
con il  contributo di ARTantide Gallery di Paolo Mozzo
sponsor Samsung, AcomeA SGR, Fondazione Meriggio, Progetto CMR, Rossetto vini
catalogo Opero Editore

27 giugno – 18 settembre 2025

Performance dal vivo, l’artista con i suoi assistenti effettuerà sessioni di pittura aperte al pubblico nei giorni: 10 agosto, 17 agosto, 24 agosto, 31 agosto e 14 settembre ore 11.00-21.00

Spazio Cattedrale
Fabbrica del Vapore
via Procaccini 4, Milano

Orari: da martedì a domenica ore 11.00-21.00 (20.30 ingresso ultimo slot); lunedì chiuso
Ingresso intero €10.00; ridotto €8.00 € gruppi, visitatori 6-26 anni, visitatori over 65, abbonati ATM; ridotto speciale €5.00 € persone con disabilità*, gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado, insegnanti, giornalisti con tessera OdG, dipendenti del Comune di Milano con badge nominale, un solo accompagnatore al seguito, dipendenti CoopCulture, volontari del Servizio Civile operanti presso il Comune di Milano, dipendenti dei Concessionari di Fabbrica del Vapore, dipendenti Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dipendenti ATM (*Riduzione sul prezzo del biglietto intero applicabile con invalidità o disabilità certificata pari o superiore al 67%, fa fede il certificato di invalidità o la disabilitycard.it, omaggio per l’accompagnatore se richiesto dal certificato di disabilità; famiglia €6.00 (adulto) e €3.00 (ragazzi/e), 1 o 2 adulti + ragazzi/e dai 6 ai 14 anni; omaggio minori di 6 anni; guide turistiche abilitate; 1 accompagnatore per ogni gruppo; 2 accompagnatori per ogni gruppo scolastico; 1 accompagnatore per persona diversamente abile; giornalisti accreditati dall’Ufficio Stampa del Comune e della mostra; tesserati ICOM; dipendenti dell’Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore; tesserati AML; PRENOTAZIONE GRUPPI: scrivere a amministrazione@ebland.it – Tesserati Abbonamento Musei Lombardia e Milano Museo Card

Info: +39 389 6504494 (entro l’orario d’apertura degli uffici ore 9.00-18.00)
c.fabbricadelvapore@comune.milano.it
impianto didattico e opere:
+39 347 1048959 (Paolo Mozzo)
paolo.mozzo@artantide.com
www.artantide.com

Condividi su...