Mostra “FRAMMENTI. Bipersonale di Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 28 febbraio al 18 aprile 2026

Interferenze: il frammento secondo Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace

ROBECCHETTO CON INDUNO (MI) | SAC – Spazio Arte Contemporanea | Fino al 18 aprile 2026

di ELEONORA BIANCHI

Il frammento, di solito, nasce da una perdita. È quello che resta dopo una rottura, porzione sottratta a una totalità originaria, residuo di un’unità spezzata. In questa sua accezione, il frammento porta con sé una duplice valenza: testimonianza di ciò che non è più integro, certo, ma anche nuova unità, traccia di una presenza che continua a esistere ubiqua, nonostante la frattura. Un elemento incompleto, sospeso, dalla natura intrinsecamente instabile, il cui significato si costruisce via via nel tempo.

Silvia Beltrami, Cross sea, 2024, collage, carta su affresco staccato, 130 x 190 cm

La ricerca di Silvia Beltrami assume il frammento come materia prima e principio operativo. I suoi lavori si costruiscono attraverso strappi d’affresco e collage, la superficie pittorica, allora, è la somma di più gesti di sottrazione: frammenti di muro diventano il supporto di frammenti di carta, niente rimane nel suo contesto originario, tutto diventa immagine altra, ricomposizione di una nuova unità, in cui il frammento acquisisce una nuova autonomia formale e simbolica. Brandelli di materia, vortici cromatici, tracce di superfici lacerate rimandano all’iconografia del manifesto strappato, dove la rottura non è più distruzione, ma rivelazione di quello che sta al di sotto. Beltrami disarticola immagini e superfici, isola soggetti e ricostruisce, come in un puzzle di cui non abbiamo tutti i pezzi (ma neanche il coperchio della scatola), una nuova immagine, indipendente ma precaria, mai troppo eloquente, metafora di una costante incomunicabilità tra individui, frammenti di una collettività costantemente esposta alla trasformazione.

Mostra “FRAMMENTI. Bipersonale di Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 28 febbraio al 18 aprile 2026

Nelle opere di Giuseppe Gallace, invece, il frammento non compare come strappo materiale, quanto più come un elemento di disturbo, interferenza all’interno di una composizione altrimenti piuttosto ordinaria. Nelle sue tele convivono elementi realistici, attesi, e presenze insolite, figure floreali che si insinuano nell’immagine. Non ci sono gerarchie di alcun tipo: il pittore opera attraverso una stratificazione di piani che si distruggono nel momento in cui nasce un fiore. L’apparente quiete formale dell’opera viene insidiata da presenze sgargianti, fiori rimasti sulla scena, maschere di quanto viene dopo, tolti solo a dipinto concluso per rivelare quanto rimane nascosto – letteralmente: i fiori sono l’esito di mascherature che l’artista costruisce durante il processo pittorico e rimuove alla fine svelando a noi, ma anche a se stesso, lo strato nascosto dell’opera.

Giuseppe Gallace, Eredità, 2025, tecnica mista su tela, 68 x 48 cm

Frammenti di quotidiano su cui si innestano questi elementi pseudo-fantastici, forse a rompere l’incantesimo di un mondo visto con gli occhi ingenui di un bambino, germogli della disillusione di un’età adulta che con la magia non ha ancora fatto pace. La stessa età adulta che, nonostante le apparenze, nasconde lo sguardo, come a proteggere quel bambino che ancora, da qualche parte, c’è, come se il dipinto custodisse qualcosa che non può essere pienamente esposto.
Nel dialogo, le ricerche dei due artisti s’incontrano in quella comune tensione alla contaminazione. Se nel lavoro di Beltrami questa si manifesta nell’incontro tra superfici e materiali stratificati, in Gallace emerge, piuttosto, nella compresenza di registri differenti, dove il reale e il fantastico si sovrappongono fino a rendere instabile la lettura dell’immagine, fino a respingerci un po’. In entrambi i casi l’opera rifiuta l’idea di unità univoca, compatta e autosufficiente: quanto si vede è sempre il risultato di una frattura, di un’interferenza, se vogliamo, di un errore.

Mostra “FRAMMENTI. Bipersonale di Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 28 febbraio al 18 aprile 2026

È qui che il frammento finisce di presentarsi solo come il segno di una perdita e svela la sua celata indole di principio generativo, punto di partenza di qualcosa che può ancora accadere, spiraglio attraverso cui l’immagine si apre a nuove possibilità di senso, plurali e frammentarie. Quello che era rotto, isolato o incrinato è, adesso, il luogo dove la forma ricomincia a nascere.

Frammenti. Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace
a cura di Nicoletta Candiani e Sofia De Pascali

28 febbraio – 18 aprile 2026

SAC – Spazio Arte Contemporanea
Via Giosuè Carducci 2, Robecchetto con Induno (MI)

Orari: da mercoledì a domenica 14.30-19.30; chiuso il lunedì e il martedì
Ingresso libero

Info: +39 0331 1227674
info@spazioartecontemporanea.com
spazioartecontemporanea.com

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