Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra (l'artista con Salice nero, 2026), Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Valentina Costante (AFI011)

In Torre Margherita Levo Rosenberg rilegge Salvatore Quasimodo

ROCCALUMERA (ME) | Torre Saracena | Fino al 15 novembre 2026

Con la sua ricerca Margherita Levo Rosenberg ci ha abituati a pensare e sentire la materia non solo come sostanza tangibile, ma soprattutto come memoria: le sue sculture, in cui la struttura rimane immutata pur nel costante variare della forma, conservano, infatti, sempre le tracce di ciò che sono state in precedenza. Il suo lavoro può procedere per una continua sottrazione e ricomposizione di materiali differenti – celebri sono le lastre radiografiche ridotte a sottili filamenti con cui tesse le sue strutture scultoree – i quali, ormai superata la loro funzione quotidiana e ordinaria, acquistano una diversa capacità di significare.

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra, Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Valentina Costante (AFI011)

Nella suggestiva cornice dell’antica Torre Saracena di Roccalumera (ME), parte del Parco Letterario Salvatore Quasimodo che con l’Associazione SMart APS ha organizzato questa sua personale, Levo Rosenberg si è intensamente prodigata per la mostra Salice Nero, nella quale l’omonima grande installazione realizzata ad hoc incontra la parola poetica di Salvatore Quasimodo (1901-1968). Per l’occasione, infatti, al centro della sua riflessione c’è l’urgenza dell’interrogazione sul senso profondo e tragicamente attual, con cui possiamo rileggere la celeberrima ode Alle fronde dei salici (1946).

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra (Violazione in corso dalla serie Gargofanie, 2023 e Violazione con destrezza dalla serie Gargofanie, 2024), Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Salvatore Iraci Sareri (AFI011)

La sua opera, che resta un’installazione di più elementi neri, non vuole essere la trasposizione illustrativa della poesia, né il tentativo di tradurne letteralmente le immagini, Levo Rosenberg ne raccoglie piuttosto il nucleo etico e lo riporta nel nostro presente: se Quasimodo scriveva durante la tragedia della Seconda Grande Guerra e si interrogava sull’impossibilità dei poeti di cantare le proprie odi quando il dolore della storia aveva invaso e occupato tutti gli spazi dell’esistenza, l’installazione di pellicole radiografiche e filati acrilici, materiali ricorrenti nella ricerca dell’artista, cerca di far leggere l’impercettibile e porta lo sguardo a scavare dentro, nel profondo. Cerca di registrare l’invisibile e lo restituisce in un tessuto che è la nuova pelle della memoria, in una tensione vivida tra voce e silenzio.

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra (Violazione dalla serie Gargofanie, 2023), Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Salvatore Iraci Sareri (AFI011)

È una presenza muta, struggente e potente che, con altre opere di periodi precedenti, si impossessa del luogo rompendo le cronologie di ogni tempo storico. Il nero, poi, non è una citazione, né solo una scelta cromatica, è una condizione percettiva e morale: è combustione, assenza, materie consunte dagli atti degli uomini, è dolore, è mancanza.
Salice Nero si costituisce come una sorta di organismo sospeso, evocazione lontana della pianta omonima e della sua simbologia, ma qui la sua ramificazione dislocata può essere letta in chiave contemporanea: non è l’albero naturalistico della poesia, Levo Rosenberg lo eleva a persistenza simbolica, dandogli la capacità di raccogliere il lutto e al contempo di custodire una possibilità di rinascita.

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra (Violazione in corso dalla serie Gargofanie, 2023 e Violazione con destrezza dalla serie Gargofanie, 2024), Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Valentina Costante (AFI011)

L’artista convince e affascina lo sguardo del pubblico perché fa affiorare sottopelle il senso del dramma, non lo celebra nella monumentalità delle sue infinite tragedie. Le cose che si sentono dentro ciascuna sua opera sembrano essere arrivate nell’opera stessa dopo aver già vissuto altrove e, senza dimenticarla, portano, allora, con sé una legittima biografia che lei non cancella, ma nel suo fare rilancia a nuove identità in processo di ri-significazione continuo.

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero, veduta parziale della mostra (Salice nero, 2026), Torre Saracena, Roccalumera (ME) Foto Salvatore Iraci Sareri (AFI011)

Levo Rosenberg trasferisce quelle domande che, dal tempo trascorso, arrivano adesso nel nostro tempo senza offrire, come Quasimodo, risposte tristemente consolatorie: la memoria non è pacificata, la ferita non è ricomposta, il canto non è ancora tornato. Resta il salice. Resta il nero. E resta, soprattutto, la possibilità che dal silenzio possa ancora nascere una voce.

Margherita Levo Rosenberg. Salice nero
a cura di Matteo Galbiati
organizzazione SMart APS e Parco Letterario Salvatore Quasimodo
con il patrocinio di Comune di Roccalumera, Comune di Pagliara, Comune di Mandanici
partner Pro Loco Roccalumera, AFI011, Pro Loco Pagliara
sponsor Garufi Farmacia

4 settembre – 15 novembre 2026

Torre Saracena
Via Umberto I 199, Roccalumera (ME)

Info: +39 347 408 6661
parcoquasimodo@gmail.com
www.parcoquasimodo.it
www.spaziosmart.eu

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