Julien Klopfenstein, From the Dust of the Earth. Ph: Oleg Borisuk

In Slovenia a Ptuj, ritorna Art Stays. Al via la 23. edizione

SLOVENIA | PTUJ | Luoghi vari | preview inaugurale 10 – 13 luglio 2025 | mostre fino al 14 settembre 2025

DUST For dust thou art and unto dust shalt thou retourn è il tema del 23 Festival Art Stays a Ptuj dal 10 luglio al 14 settembre 2025, prosecuzione di un programma pluriennale in cui i direttori Jernej Forbici e Marika Vicari hanno condotto un’articolata riflessione sulla relazione dell’uomo e l’ambiente, considerando sia le sue potenzialità che le sue vulnerabilità.

Negli ultimi tempi si è guardato alle contraddizioni, ai bisogni e agli interrogativi del nostro tempo attraverso l’arte e il futuro. Questi si confrontano costantemente con il pensiero contemporaneo in un rapporto che è ormai il tratto distintivo del Festival.
Il futuro incerto, spesso fragile, è visto come dipendente dalla capacità di gestire con cura le risorse naturali e la post-produzione, che riflette la nostra costante volontà di modificare e rielaborare il mondo. La necessità di farlo con consapevolezza e trovare spazio, inteso sia come ambiente fisico che spazio concettuale, estensione della nostra influenza e responsabilità, sono solo alcuni elementi di questo nuovo viaggio a cui il Festival ci invita.

DUST è un punto di partenza e di arrivo, territorio dell’appartenenza e del ritorno, visto nella complessità dell’esperienza estetica, nelle sue tensioni e nei suoi limiti. Un tema e materiale solo apparentemente semplice perché ogni ricerca artistica apre a diverse implicazioni, siano esse sociali, storiche, geografiche e fisiche.

Vincenzo Castella, Aiming at the Dust. Courtesy Studio la Città

Fra i protagonisti più attesi al Festival: il fotografo Vincenzo Castella con Aiming the dust un interessante ed approfondito studio sul Rinascimento Sacro presentato in collaborazione con Studio La Città alla Galleria Luna; la svizzera Claudia Kübler presenta alla Galleria Civica di Ptuj l’installazione BEST CASE, WORST CASE, AVERAGE CASE lavorando sulla gravità ed indicando possibili scenari futuri. Accanto a lei, gli italiani Filippo Berta, con Come polvere nel vento, un video progetto simbolico e concettuale che indaga la fragilità e la potenza dell’identità umana presentato in collaborazione con Prometeo Gallery di Ida Pisani e Maria Elisabetta Novello che partecipa con 11687 GRAMMI CIRCA e Archivio Polvere ceneri raccolte in due installazioni esposte in collaborazione con la Galleria Fumagalli come reperti contemporanei insieme a resti urbani. Seguono le opere del polacco Wojtek Radtke, a metà tra l’arte e la scienza: una riflessione sulla traccia indelebile della memoria che rimane nel DNA anche quando un essere vivente scompare. Juan Sorrentino, artista multidisciplinare argentino, presenta la trasformazione della materia, della natura nella cenere che compone le sue opere sonore. Se il tedesco Wolfgang Stiller con Teste bruciate-fiammiferi guarda alla trasformazione e alla metamorfosi dell’essere umano, la giovane scultrice slovena, Jera Dacar, parla del prodotto della società odierna che produce il suo stesso avvelenamento attraverso l’allontanamento dalla natura.

C’è una bellezza nascosta nella polvere, un potere indescrivibile nella decadenza e fugacità, dove nascono momenti di eternità che l’arte sa elevare. Nelle sale del Castello di Ptuj, sono ospitate due mostre personali: quella dello scultore inglese Paul Hazelton che presenta strutture tridimensionali fatte di polvere e capelli e Marble Dust di Talya Lubinsky, dove l’artista sudafricana crea nuove tracce di pagine in decomposizione. Una riflessione importante sull’appartenenza, la memoria e sulla questione di perdita e ritorno, presenza ed assenza.

Paul Hazelton, Mother and Daughter, 2021, household dust, h 65 mm

DUST For dust thou art and unto dust shalt thou retourn è un punto di inizio e fine, fin dall’origine dell’uomo. Attraverso l’arte, questa pellicola, materiale o pelle è depositaria del tempo, della memoria, delle potenzialità e dell’agire dell’uomo. Essa viene creata, interpretata, letta, usata, manipolata, allontanata eppure presentata in modi diversi da molti artisti internazionali selezionati proprio per la loro unicità o corrispondenza reciproca.  Tra loro alla Galleria Miheličeva: Claudia Kübler con l’installazione Regolith che riflette un processo geomorfico in veloce movimento, Gabriele Picco, artista italiano e scrittore, svuota sacchetti dove si raccolgono memorie e storie intrappolate nel vuoto e da quella polvere crea quadri; Tomáš Koudela, polacco con le scritte No where to go Still I walk ed Everything is not is in motion sollecita un messaggio concettuale. L’artista italiana Serena Vestrucci dipinge tele truccate, offrendo una lettura ambivalente perché create con cosmetici su tela, e perché ci danno un’impressione di finzione, ci fanno vedere uno spazio, che di fatto non c’è. Se Liza Libenko, ceca racconta la malinconia e la decadenza come una sottile linea che separa la vita dalla morte e il cileno Paolo San Martin usa un linguaggio pop provocatorio, capace di strapparci un sorriso, dall’altra parte il ceco/canadese Marek Schovanek, evoca l’esistenza umana attraverso la creazione di un contemporaneo mosaico dell’era dell’Antropocene.

Claudia Kübler, Regolith II

Nella ricerca di DUST e nel dialogo tra forma e frammento, incontriamo le luci e le ombre dei nostri tempi, interpretate da: Boštjan Kavčič che sarà presente con una mostra personale al Monastero Dominicano, una performance lungo il ponte pedonale (progetto in collaborazione con ZDSLU) e con alcune nuove sculture all’esterno del Castello di Ptuj. I suoi lavori riportano dove siamo stati e dove dovremo tornare aiutandoci ad avere un ruolo più consapevole del nostro essere presente nel mondo. Bojan Golčar alla Galleria Stretta (Stara steklarska) indaga con Sedimenti e tracce, una serie di scatti fotografici la storia della sua città, scritta nella polvere; con Drift & Shift Giuseppe Ripa presentato nello spazio espositivo della Biblioteca di Ptuj (a cura di Gianluca Marziani e Italo Bergantini) dove ci invita a esplorare attraverso le sue foto la dimensione temporale e la disconnessione tra tempo storico e individuale.

Alla 23 ed. del Festival parteciperanno inoltre: il coreografo e ballerino francese Julien Klopfenstein con la performance di apertura del Festival From the dust of the earth al Monastero Dominicano dove esplora i temi della natura, dell’impermanenza e la connessione tra il corpo umano e la terra; Marko Batista interverrà a Ptuj con un live media set sulla storia della cenere vulcanica. Un viaggio metaforico nel futuro del tempo, dove la cenere vola come mistero portatore di cambiamenti e l’eco di mondi dispersi.

Infine, ART STAYS Festival 2025, presenta tre collaborazioni e progetti esterni completamente sloveni. Il primo, tutto al femminile, è The Embodiment of Transience, presentato al Kreativni center Breg – Majšperk curato da Doroteja Kotnik. La mostra riunisce le opere di Ana Janež, Ajda Kadunc, Blažka Križan, Alja Košar, Anastazija Pirnat, Katarina Marov. La mostra pone una riflessione verso quei momenti in cui ci immergiamo nel dialogo silenzioso tra forma e frammento, nello sfarfallio di luce e ombra, quando ci rendiamo conto che la transitorietà non è solo un promemoria della fine, ma anche un inizio.
Il secondo, From the dust, curato da Dusan Fišer e presentato alla Galleria Magistrat, è un progetto giovane come i suoi protagonisti, studenti provenienti dal Liceo artistico di Ptuj.
Al Castello di Borl verrà presentato il terzo progetto multidisciplinare Prahajanja di GEA Dance Community dove corpi danzanti si frammentano e si fondono in costellazioni rizomatiche che cancellano schemi familiari e contemporaneamente ne abbozzano di nuovi. Ogni formazione pulsa di tensione prima di disperdersi nuovamente nello spazio, portando con sé un residuo del passato, un’eco di disintegrazione, la possibilità di metamorfosi e la promessa di ciò che deve ancora venire.
All’interno del castello sarà inoltre presentata l’installazione Restituzione di Cristina Treppo che ricrea la sensazione di assorbimento dell’opera da parte delle superfici ricordando meccanismi inconsci di rimozione e processi di stratificazione e all’esterno invece si incontrerà l’installazione sonora Conductor di Lynn Book. Sempre a Borl interverranno gli OoopopoiooO (Valeria Sturba e Vicenzo Vasi), con una performance musicale a metà tra il surreale e il dadaista per theremin, cianfrusaglie e voci elettroacustiche.

Talya Lubinsky, Marble Dust

Completano il ricco programma del Festival ART STAYS a Ptuj, talk con gli artisti, concerto di Drama Queen, conferenze, laboratori dedicati per bambini e adulti, Academy room dove tra gli altri, si segnala la presentazione di due esperienze uniche con DUST. La prima proposta è una video lettura SCRAPING RUSKIN di Jorge Otero Pailos. L’artista mette in discussione le nostre responsabilità etiche nella conservazione dell’ambiente. In questo modo, sfida le discipline dell’architettura e dell’arte. Il secondo intervento è un interessante documentario DUST TO DUST dove il designer Yuima Nakazato racconta lo sforzo collaborativo per ridefinire un futuro migliore nel mondo della moda, guardando all’entità dei rifiuti e all’urgente necessità di un cambiamento sociale.

DUST For dust thou art and unto dust shalt thou return, il 23. Festival ART STAYS si tiene dal 10 al 13 luglio 2025 a Ptuj.

Le mostre, curate da Marika Vicari e Jernej Forbici, sono diffuse nel centro storico della città, nelle gallerie pubbliche quali: Galleria civica di Ptuj, Galleria Miheličeva, Galleria Magistrat, Spazio espositivo della Biblioteca di Ptuj; Monastero Dominicano, gallerie private: Luna a Ptuj e FO.VI a Strnišče (Kidričevo), Centro creativo Breg (Majšperk), Castelli di Ptuj e di Borl.

 

DUST For dust thou art and unto dust shalt thou return,
23. Festival ART STAYS, Ptuj

Direttori e curatori: Marika Vicari e Jernej Forbici

Fine settimana inaugurale: dal 10 al 13 luglio 2025

Le mostre saranno aperte fino al 14 settembre 2025

Artisti: Marko Batista, Filippo Berta, Lynn Book, Katarina Caserman, Vincenzo Castella, Jera Dacar, GEA dance community,  Bojan Golčar, Paul Hazelton, Ana Janež, Ajda Kadunc, Boštjan Kavčič, Julien Klopfenstein, Alja Košar, Tomáš Koudela, Blažka Križan, Claudia Kübler, Liza Libenko, Talya Lubinsky, Katarina Marov, Maria Elisabetta Novello, Gabriele Picco, Anastazija Pirnat, Wojtek Radtke, Marek Schovanek, Juan Sorrentino, Cristina Treppo, Wolfgang Stiller, Serena Vestrucci, OoopopoiooO (Valeria Sturba e Vincenzo Vasi), Giuseppe Ripa, Paolo San Martin.

Il Festival è supportato dalla Municipalità di Ptuj e dal Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia

Partner: Museo Regionale Ptuj – Ormož, Galleria civica di Ptuj, Teatro della città di Ptuj Monastero Dominicano, Javne sluzbe Ptuj, Istituto pubblico Belana Borl, Studio La città (IT), Galleria Luna, Prometeo Gallery di Ida Pisani (IT), Galleria Fumagalli (IT), Studio Faganel (IT), Università di Ostrava (CZ), ZDSLU, Centro creativo Breg – Majšperk, Galleria FO.VI, Espoarte, Mladina, Ptujska klet, Hotel Mitra.

Info: https://nomoresilence.si/

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