Paul Rog, Che cosa muove i mulini a vento, veduta della mostra, Candy Snake Gallery, Milano Courtesy l'artista e Candy Snake Gallery

In luoghi di armoniosa tensione: la pittura di Paul Rog tra realtà e immaginazione

MILANO | Candy Snake Gallery | Fino al 4 febbraio 2026

di MATTEO GALBIATI

Nel suo Don Chisciotte della Mancia lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616) affida alla stralunata e istrionica – nella sua tragicomicità compassionevole – figura di Don Chisciotte, cavaliere sempre mosso dai più nobili e alti ideali, il compito di filtrare la visione del mondo secondo una consapevolezza perennemente in bilico tra fantasia e realtà. I suoi occhi definiscono la sua peculiare percezione di quanto lo circonda che i più semplici di giudizio accolgono come follia, ma che i più attenti ne sanno, invece, decifrare anche una preziosa lezione morale.
Vero e falso, onirico e tangibile, immaginazione e fatti si lambiscono in un attrito costante che genera, nella destrutturazione dei confini di norma e antinorma, una visione che sa darsi la possibilità di giudicare il reale, svelandone ingiustizie, meschinità, criticità e compromessi.

Paul Rog, Wind, 2025, olio su tela, 56×33 cm Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Da questo assunto è partito il curatore Leonardo Regano che, introducendo con il suo brillante testo la personale Che cosa muove i mulini a vento, avvicina il modus operandi di Paul Rog (1995) proprio all’intuizione peculiare, e a tratti improbabile, del personaggio di Cervantes. Ritroviamo – senza derive troppo folli – proprio un interessante parallelo tra l’etica donchisciottesca e i contenuti delle storie surreali riportate da Rog nella sua pittura che, da Candy Snake Gallery a Milano, ci restituisce un apprezzatissimo saggio della sua capacità di tras-figurare immaginari in un corollario di visioni pregne di svelamento e mistero.
Dietro la cortina seducente di un’altissima qualità pittorica – cosa di per sé rarissima negli artisti della sua generazione – con cui elabora e si concede virtuosismi nobilissimi, formalmente e cromaticamente segno di una tecnica esperita con potente interiorità, c’è la consapevolezza per la storia della pittura, da quella della sua terra d’origine – la Russia – a quella incontrata osservando i maestri della classicità rinascimentale e manierista nell’Europa mediterranea. Storia che, riportata in una dimensione di contemporaneità attiva, si rispecchia nel presente e ne racconta temi e contesti, situazioni e tempi.

Paul Rog, Che cosa muove i mulini a vento, veduta della mostra, Candy Snake Gallery, Milano Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

I suoi colori profumano di una miscela che incrocia Oriente e Occidente, mondo slavo e latino, riportando il tutto a un indipendente tratto stilistico che fonda il suo statuto significante in quelle affascinanti atmosfere che sa tanto coreografare nello spazio nobile del quadro dove oggi e ieri si sfumano a vicenda.
Elementi del presente, persone reali ritratte come personaggi, contesti in cui mezzi della modernità si ritrovano connessi a temporalità di altre linee temporali, la grazia di gesti antichi, forme e formati che rimandano iconicamente ad altro, pose e espressioni di oggi fanno tutti parte di un impianto fecondo che impone una lettura non certo fugace della sua opzione figurativa. Il quadro con i suoi sguardi o i profili dei suoi paesaggi naturali non è solo messa in scena, ma è narrazione che non rinuncia mai al predicato del simbolo.

Paul Rog, Windy valley, 2025, olio su tela, cornice, 40×23 cm, 40×40 cm Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Quindi quelle presenze caratterizzanti, pur fuori luogo (Small hazmat suit, 2025; Girl in a puffer jacket, 2025), paesaggi sensibilmente quotidiani (Windy valley, 2025), formati applicabili ad altre situazioni (Wind, 2025) stimolano una armoniosa tensione: ogni opera, infatti, impatta il nostro sguardo non solo perché attratto e incuriosito dalla bravura nella tecnica che si propone con un registro di controllata perfezione, ma soprattutto perché le sue anomalie generano una a-cronologia che tocca la conoscenza, che genera sia immediati déjà vu che dubbi e stupore.
Luogo di convivenza della meraviglia e dell’insolito con la fiducia nel già conosciuto, i lavori di Rog ci fanno immaginare, anzi vedere, come Don Chisciotte senza trascurare l’ambivalente potenziale del bizzarro che ci riporta ad un nuovo equilibrio tra trascendente e immanente, tra fatti certi e rivelazioni da comprendere e accettare.

Paul Rog, Small hazmat suit, 2025, olio su tela, 25×20 cm Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

La nostra realtà – il portato di ciascun osservatore – incarna forse, per restare fedeli a Cervantes, la voce di Sancho Panza, la spalla dell’eroe che pare correggerlo e, così, tenta di ancorarne gli utopici principi al concreto: similmente al silenzioso e costante esserci del servitore del romanzo spagnolo, anche il nostro riflettere davanti alle scene di Rog, però, non riesce mai a spegnerne del tutto la potenza dell’ideale. Tra queste due posizioni si crea un dialogo fecondo che rivela come l’immaginazione possa smascherare l’aridità del mondo, mentre il buon senso ne limita le pericolose derive o gli sbandamenti degli eccessi. La verità ha il suo punto di equilibrio nella fedeltà ai valori: dignità, giustizia, compassione, comprensione, vicinanza, collaborazione.
Così Rog non fallisce nelle imprese dei suoi personaggi o negli accadimenti dei suoi paesaggi, ma vince nel significato che ci persuade nel riconoscere il già noto e ci invita a risolverlo altrimenti. La sua “fantasia” (forse lucida e schietta pazzia visionaria?) resa dipinta ci insegna che, senza sogni, la realtà è più povera, e che l’irreale, se guidato dall’etica, può dire una verità più profonda della semplice mimesi di quel vero che potrebbe anche solo interpretare e rappresentare.

Paul Rog. Che cosa muove i mulini a vento
a cura di Leonardo Regano

8 gennaio – 4 febbraio 2026

Candy Snake Gallery
Via degli Orombelli 15, Milano

Orari: da martedì a sabato 15.00-19.00

Info: +39 380 5245917
info@candysnakegallery.com
www.candysnakegallery.com

Paul Rog (1995) vive e lavora in Francia. Lavora con una tecnica tradizionale a olio, sviluppando i principi della pittura classica in un contesto contemporaneo. Nelle sue opere, architettura, figure e natura coesistono in uno spazio senza tempo, invitando a una riflessione su memoria, continuità culturale e trasformazione storica. Ha esposto in gallerie e istituzioni internazionali tra Europa e Stati Uniti. Nel 2025 ha vinto il Premio Fondazione The Bank per la pittura contemporanea ad ArtVerona.

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