Rosalba Cardone. Courtesy Leonardo Trulli Resort

Il paesaggio come racconto: l’arte contemporanea al Leonardo Trulli Resort

Locorotondo (BA) | Leonardo Trulli Resort | Fino al 30 settembre 2026

Intervista a ROSALBA CARDONE di Francesca Di Giorgio

In un tempo in cui l’ospitalità rischia spesso di trasformarsi in un’esperienza standardizzata, il Leonardo Trulli Resort sceglie una direzione diversa: quella della memoria, dell’identità e del dialogo con l’arte contemporanea. Nato dal recupero di un patrimonio familiare composto da trulli, terre e architetture storiche nel cuore della Valle d’Itria, il progetto guidato da Rosalba Cardone non si limita a restaurare un luogo, ma ne custodisce la storia, trasformandolo in uno spazio di contemplazione e di ricerca culturale. La mostra Ritorni. Il risveglio delle origini, curata in collaborazione con Oblong Contemporary Gallery, segna un passaggio significativo in questa evoluzione: le opere di artisti contemporanei si inseriscono tra pietra, ulivi e paesaggio rurale, costruendo un percorso che mette in relazione natura, memoria e presente.
«Per me l’autenticità non significa conservare il passato con nostalgia. Significa custodirne l’essenza, rispettarla e darle la possibilità di continuare a vivere nel presente. L’autenticità non si può progettare: si può solo custodire. E solo ciò che è autentico riesce davvero a emozionare», osserva Rosalba Cardone.
In questa intervista, Cardone racconta come un’eredità familiare sia diventata un progetto culturale in continua evoluzione, in cui tradizione, paesaggio, ospitalità e arte contemporanea convivono in un equilibrio raro, capace di restituire al visitatore non soltanto la bellezza di un luogo, ma l’esperienza profonda della sua anima.

Leonardo Trulli Resort, veduta esterna, Photo Courtesy Leonardo Trulli Resort

Il Leonardo Trulli Resort nasce da una storia familiare e da un profondo legame con la memoria di Leonardo…
Il Leonardo Trulli Resort nasce dall’incontro tra una storia familiare, un luogo e una ricerca personale.
Prima di raccontare il mio legame con questo luogo, credo sia importante raccontare brevemente chi era Leonardo.
Leonardo Cardone è un cugino di mio padre, nato qui nel 1911 qui ed è cresciuto insieme al suo fratellastro, con il quale ha condiviso una vita semplice e autentica, legata alla terra, agli animali e al ritmo delle stagioni. Vivevano di ciò che la natura offriva loro, in un rapporto profondo con questo territorio.
Durante la Seconda guerra mondiale entrò nella Croce Rossa Italiana, dove imparò il mestiere di infermiere. In quegli anni visse un amore importante, mai dimenticato e mai ricambiato, per la figlia di un generale. Un sentimento che rimase custodito nel suo cuore per tutta la vita e che accompagnò anche gli anni della guerra attraverso una lunga corrispondenza con la sua famiglia.
Terminata la guerra tornò qui, ma dopo la perdita del fratellastro rimase solo. Non si sposò mai, fedele a quell’amore e al suo mondo interiore. Aveva però un legame speciale con i suoi cinque cugini, tra cui mio padre, al quale era profondamente affezionato. Quando divenne anziano chiese proprio a lui di poter vivere con la nostra famiglia. Fu accolto con amore, senza aspettarsi nulla in cambio.
Alla sua morte lasciò un testamento in cui nominava mio padre erede universale, affidandogli un patrimonio prezioso composto da trulli, terre e case padronali. Un patrimonio che custodiva una storia, ma che senza cura e attenzione rischiava di andare perduto.
In quel periodo della mia vita cercavo qualcosa che potesse realizzarmi come donna. Ho sentito che quell’eredità non fosse soltanto un bene da recuperare, ma una responsabilità: dare nuova vita a un luogo che conservava la memoria di chi lo aveva abitato.
È stato l’incontro tra il momento giusto e il posto giusto a guidarmi verso il mondo dell’ospitalità su misura. Così è iniziato il recupero del Leonardo Trulli Resort: non soltanto il recupero di un’architettura, ma la custodia di una storia, di un’identità e di un’anima.

Ritorni. Il risveglio delle origini, opera di Stefano Bombardieri, Photo courtesy Leonardo Trulli Resort

Quando ha capito che questo patrimonio poteva dialogare anche con il linguaggio dell’arte contemporanea e non soltanto con quello dell’ospitalità?
Dopo sedici anni di dedizione a questo luogo, con un unico obiettivo – rendere felici gli ospiti che arrivano da ogni parte del mondo – ho sentito che mancava ancora qualcosa. Quel qualcosa era l’arte contemporanea. È stato allora che ho compreso che il Leonardo Trulli Resort non doveva essere soltanto un luogo da vivere, ma anche un luogo da contemplare. I trulli sono già, di per sé, un’opera d’arte. Queste straordinarie architetture rurali, costruite oltre trecento anni fa con le chiancarelle e la pietra calcarea, posata pazientemente pietra su pietra, hanno dato vita a un paesaggio unico al mondo, quasi fiabesco. Chi desidera vivere davvero l’esperienza del trullo deve venire qui, in questo piccolo angolo della Valle d’Itria, dove storia, natura e architettura convivono in perfetta armonia.
Ho capito che questo patrimonio poteva dialogare con il linguaggio dell’arte contemporanea, perché entrambe hanno la stessa capacità: rallentare, emozionare, far riflettere, lasciare un segno. Non volevo semplicemente esporre delle opere, ma creare un incontro tra due forme di bellezza: quella antica dei trulli e quella del nostro tempo. Un dialogo capace di arricchirsi reciprocamente.

Ritorni. Il risveglio delle origini, opera di Gianfranco Meggiato, Photo courtesy Leonardo Trulli Resort

La mostra in corso negli spazi esterni ed interni del resort si intitola Ritorni. Il risveglio delle origini: un titolo che richiama la memoria, la natura e il tempo lento di cui ci ha parlato poco fa… Quanto questi valori hanno guidato la scelta degli artisti e delle opere, e quale esperienza desidera che il visitatore viva attraversando il resort?
Devo molto a Lucrezia Sanchini (della Oblong Contemporary Gallery, ndr), una giovane donna con una grande passione per l’arte e una sensibilità straordinaria. Nonostante la sua giovane età, ha dimostrato una maturità e un talento naturale che mi hanno colpita profondamente. Ha una capacità rara: quella di entrare in sintonia con i luoghi, comprenderne l’anima e trovare gli artisti e le opere capaci di creare un dialogo autentico.
È grazie alla sua visione se l’arte è entrata nel Leonardo Trulli Resort. In realtà sentivo da tempo che mancava qualcosa, e prima o poi questo incontro sarebbe avvenuto, ma Lucrezia ha saputo dare forma a questa intuizione nel momento giusto, con grande sensibilità e professionalità.
La mostra Ritorni. Il risveglio delle origini nasce proprio da questa sintonia. Non volevamo portare semplicemente delle opere all’interno di un resort, come elementi decorativi, ma utilizzare l’arte come strumento per raccontare una storia: la storia di questo luogo, delle sue radici, dei suoi valori e della memoria che custodisce.
La selezione delle opere non è stata quindi una scelta puramente estetica, ma profondamente narrativa e legata al luogo. Ogni opera è stata pensata in relazione allo spazio che avrebbe occupato, creando un dialogo intimo con la pietra dei trulli, la terra di Puglia, la luce, la natura circostante e con l’eredità culturale che questo luogo rappresenta.
Lucrezia ha costruito un percorso capace di trasformare il resort in un racconto. Gli artisti scelti – Fulvio Bifarini, Stefano Bombardieri, Sauro Cavallini, Silvia Della Rocca, Gianfranco Meggiato, Giuseppe Maiorana e Stefano Pierotti – accompagnano il visitatore attraverso un viaggio fatto di memoria, natura, materia, uomo ed emozione.
La sua idea è stata quella di creare una sorta di fiaba contemporanea, un ritorno a uno sguardo puro e incontaminato: quello di Leonardo, capace ancora di meravigliarsi davanti alla semplicità della vita, alla natura e alle sue forme.
Ogni opera diventa così un capitolo di questo racconto. Alcune sculture dialogano con il tema della memoria e della vita attraverso il rapporto con gli animali, altre esplorano l’uomo, la materia e il movimento, altre ancora si aprono al colore, al cosmo e alla dimensione più spirituale dell’esistenza. Ogni artista porta un linguaggio diverso, ma tutti condividono la capacità di custodire il passato e, allo stesso tempo, aprirlo verso il futuro.

Ritorni. Il risveglio delle origini, opera di Stefano Pierotti, Photo courtesy Leonardo Trulli Resort

Le opere sono inserite tra trulli, ulivi e architetture storiche… Che cosa le interessa esplorare nel rapporto tra arte contemporanea e paesaggio, e in che modo questo dialogo può cambiare la percezione del luogo?
Credo che il paesaggio sia sempre stato straordinario. L’arte contemporanea non lo rende più bello: insegna semplicemente a guardarlo con occhi nuovi.
È proprio questo il dialogo che mi interessa esplorare. Le opere non interrompono l’armonia del luogo, ma la rendono ancora più evidente. Lo stesso ulivo, la stessa pietra, la stessa luce acquistano un significato diverso quando entrano in relazione con un’opera d’arte. È come se tutto il paesaggio iniziasse a raccontarsi con una voce nuova.
Da quando le opere abitano il Leonardo Trulli Resort, ho la sensazione di vivere in una dimensione diversa. A volte mi sembra di essere dentro una scena di un film di Paolo Sorrentino: una bellezza sospesa, intensa, quasi irreale, dove natura, architettura e arte convivono in una perfetta armonia.
L’arte ha questa straordinaria capacità: ci invita a rallentare, a contemplare e ad abitare davvero il momento presente. Restare distesi all’ombra di un fragno secolare, accompagnati dal canto delle cicale, e contemplare un’opera immersa nella natura significa concedersi un tempo raro. Così come immergersi nell’acqua ai sali di magnesio, davanti a un trullo circondato dalle opere, regala una sensazione difficile da descrivere.
La parola che più si avvicina a tutto questo è: “surreale”. Non perché il luogo perda autenticità, ma perché raggiunge un equilibrio così perfetto tra arte, natura e architettura da far sentire il visitatore sospeso, a mezz’aria tra cielo e terra. È un’esperienza di contemplazione profonda, in cui ogni elemento vive in armonia con l’altro: la pietra con il paesaggio, l’opera con il trullo, il silenzio con i suoni della natura, l’uomo con le proprie emozioni. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, eleva lo spirito e lascia nell’anima un ricordo destinato a durare nel tempo.

Leonardo Trulli Resort, opere di Giuseppe Maiorana, Photo Courtesy Leonardo Trulli Resort

Nei suoi racconti ricorre spesso la parola autenticità. Cosa significa per lei oggi essere autentici in un luogo che accoglie ospiti provenienti da tutto il mondo?
L’autenticità è la vera ricchezza. Oggi, in un mondo in cui tutto tende ad assomigliarsi, credo che ciò che emoziona davvero sia l’identità di un luogo, la sua storia, la sua anima.
Il Leonardo Trulli Resort è stato costruito oltre trecento anni fa dai miei antenati. Generazione dopo generazione, questo luogo è stato vissuto, custodito e amato. Mi piace pensare che ogni pietra conservi la memoria di quelle vite, del lavoro, dei gesti quotidiani, delle stagioni che si sono susseguite nel tempo. È un’energia silenziosa, ma profondamente percepibile. Molti ospiti mi dicono di avvertirla già dal loro arrivo, ancora prima che io racconti loro la storia del luogo.
Nulla è stato inserito per stupire: ogni scelta è nata dal desiderio di creare armonia, non di alterarla.
Accogliere ospiti provenienti da tutto il mondo significa offrire loro qualcosa che non possono trovare altrove. Non un lusso costruito, ma un’esperienza autentica. Credo che il vero privilegio sia permettere alle persone di entrare in contatto con un luogo che ha conservato la propria anima e continua, ancora oggi, a raccontarla con sincerità.

Ritorni. Il risveglio delle origini, opera di Stefano Bombardieri, Photo courtesy Leonardo Trulli Resort

Immagina il Leonardo Trulli Resort come un progetto culturale in continua evoluzione?
Immagino il Leonardo Trulli Resort come un progetto culturale in continua evoluzione, ma con radici profonde. Credo che l’evoluzione abbia senso solo quando non ci fa dimenticare chi siamo. Amo profondamente le tradizioni, perché rappresentano la nostra memoria collettiva. Noi siamo natura. E quando ci allontaniamo dalla natura, in qualche modo ci allontaniamo anche da noi stessi. Le radici ci tengono saldi. Lo sguardo ci porta lontano. Credo che il futuro appartenga a chi riesce a custodire entrambi.
La natura è la radice, l’energia, l’origine;
le tradizioni sono la memoria e l’identità;
l’arte contemporanea è il dialogo con il futuro;
l’ospitalità è il modo per condividere tutto questo con il mondo.

Ritorni. Il risveglio delle origini, opera di Stefano Pierotti, Photo courtesy Leonardo Trulli Resort

RITORNI. IL RISVEGLIO DELLE ORIGINI
mostra a cura di Oblong Contemporary Gallery
Artisti in mostra: Fulvio Bifarini, Stefano Bombardieri, Sauro Cavallini, Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Gianfranco Meggiato e Stefano Pierotti

Leonardo Trulli Resort
S.C. 54 C. da Semeraro, 107, Locorotondo (BA)

13 luglio – 30 settembre 2026

Ingresso: gratuito su prenotazione

Info e prenotazioni: +39 080 4316298 | +39 080 3213708 (WhatsApp)
info@leonardotrulliresort.com
https://www.leonardotrulliresort.com/

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