Installation view, Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci, BUILDING GALLERY, Milano Courtesy BUILDING, Milano

Il “luogo trasformato” di Ljubodrag Andric

MILANO | BUILDING  | Fino al 18 ottobre 2025

di MATTEO GALBIATI

Se pensiamo all’architettura, che definisce i contorni dello spazio costruito – del presente e del passato – in cui viviamo, la percepiamo come qualcosa di abituale e immutabile; è la quinta fissa della nostra quotidianità e, nel bene e nel male, è il luogo del nostro rinnovato esistere. Eppure basta un minimo scartamento del punto di vista, un occhio differente in grado di leggere un diverso carico di suggestioni, per poter leggere in altra maniera quello che abbiamo recepito nell’abitudine e che, appunto, divenuto noto, non richiama più la nostra attenzione.

Ljubodrag Andric, MANDU 12, 2024, stampa ink jet su carta Hahnemühle Ultra Smooth, 122 x 161,3 cm (126 x 165,3 cm con cornice)

Accade così che Ljubodrag Andric (Belgrado, Serbia, 1965) nelle sue serie fotografiche riesca, invece, sempre a far beneficiare il nostro sguardo del dubbio della realtà che gli si profila davanti: colori intensi, texture elaborate, evanescenze smaterializzanti sono tutti strumenti cui l’artista serbo ricorre per sradicare dall’abitudinaria osservazione frammenti di ambientazioni architettoniche che, in queste sue ricercate imagini, abbandonano una contestualizzazione certa e diventano spazio aperto dell’immaginario.

Installation view, Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci, BUILDING GALLERY, Milano Courtesy BUILDING, Milano

La luce, l’ombra, il tempo, le forme e le materie sono da lui attentamente elaborate perché siano in grado di eradicare ogni presupposto di verità, mettendo tutto in discussione, cercando di provare che, in fondo, il visibile è uno statuto aleatorio, interpretabile, incerto. Ogni suo lavoro, secondo un lessico emotivo, ci fa interpretare ciò che vi è raccontato come un campo largo di esperienza, destinazione questa che chiama in causa la nostra risposta emotiva, la nostra conoscenza e coscienza, capaci di riportare proprio all’occhio un rallentamento necessario per poter meglio vedere. Si cerca ora, oltre la quotidianità, una nuova interpretazione.

Installation view, Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci, BUILDING GALLERY, Milano Courtesy BUILDING, Milano

Occasione per immergersi nelle opere di Andric la offre BUILDING che ha aperto nei suoi spazi di Milano la mostra Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci: con la proposta di una selezione rinnovata di 20 altri lavori, questo è il secondo capitolo di un progetto che, curato sempre da Francesco Tedeschi, è stato proposto con lavori diversi anche a Palazzo Cini. La Galleria presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Sui due piani della galleria milanese Andric si racconta, in un raffinato gioco di legami e richiami appositamente studiati con le caratteristiche degli spazi che lo ospitano, le tematiche delle superfici architettoniche – con dettagli di interni ed esterni –, delle soglie e delle architetture storiche del territorio italiano. È incredibilmente avvincente come il modo di esplorare con la fotografia dell’artista induca a ripensare in termini di astrazione, di metafora, di eccezione, le consistenze di ogni suo luogo trasformato.

Ljubodrag Andric, VENEZIA 15, 2024, stampa ink jet su carta Hahnemühle Ultra Smooth, 122 x 161,3 cm (126 x 165,3 cm con cornice)

Andando ben oltre il soggetto ripreso, i suoi scatti rimandano, infatti, a contemplazioni che diventano mentali e metafisiche: quello che si coglie nell’ambiente urbano, ogni dettaglio, ogni scorcio è frammento intriso di un tale silenzio da portare la fotografia a rappresentare l’impercettibile. Ciascun accento cromatico, rilievo di spessori, ciascuna campitura compositiva – inevitabile, nei modi, una vicinanza alla pittura e alla scultura – va a costituire le trame di una narrazione, sottratta dal superfluo, capace di ridursi al minimo e condensare, così, l’essenza di una continua meditazione.

Ljubodrag Andric, JAIPUR 36, 2024, stampa ink jet su carta Hahnemühle Ultra Smooth, 161,3 x 122 cm (165,3 x 126 cm con cornice)

L’architettura, sempre al centro della sua osservazione, non è più spazio da abitare, ma invocazione alla riflessione dove figurazioni quasi astratte, evocative, si consumano nella sorgente di un’inedita bellezza. Attraente, mai scomposta, la sua ricerca conduce a cercare un senso diverso con cui pensare al luogo del nostro esistere e, nel perimetro di una sensibilità particolare, avvicina luoghi distanti, riportandoli, attraverso impensati stati emozionali, a una ribadita commissione di rimandi e risonanze che si fanno universali.
Riprendiamo da queste fotografie lo spunto per impossessarci di quella vitalità, mossa da una trasformazione incessante, che lascia abbandonare la certezza ovvia del reale per aprirci allora lo spiraglio per il confronto con l’assoluto.

Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci. II CAPITOLO
a cura di Francesco Tedeschi
in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, Venezia

10 settembre – 18 ottobre 2025

BUILDING
Via Monte di Pietà 23, Milano

Orari: da martedì a sabato 10.00-19.00

Info: +39 02 89094995
info@building-gallery.com
www.building-gallery.com

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