Non sei registrato? Registrati.
Prato | Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci | 22 settembre 2018 – 25 giugno 2019

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci compie trent’anni: per l’occasione, la mostra Il museo immaginato. Storie da trent’anni di Centro Pecci ne rilegge le vicende attraverso un percorso inedito di fatti, dati statistici, aneddoti, ricordi e opere scelte dalla sua collezione e dalla storia delle mostre, ideato dalla nuova direttrice Cristiana Perrella. Più che una celebrazione, un racconto in forma di autofiction, in cui la realtà di quanto accaduto si alterna a una visione immaginativa del museo che reinterpreta e configura il passato alla luce della sensibilità del presente, proiettandolo in un futuro possibile.

Prima istituzione dedicata al contemporaneo ad esser stata costruita ex novo in Italia nel 1988, dalla sua inaugurazione il Centro Pecci si è distinto come centro di produzione culturale impegnato nella ricerca artistica in senso ampio.
Sotto la direzione di Cristiana Perrella, entrata in carica a marzo 2018, il Centro Pecci si presenta oggi in una nuova ‘veste’, sempre più accogliente e aperta alla città. Il trentennale è stato infatti inteso come l’occasione per rileggere e riattivare spazi e funzioni del Centro Pecci dopo l’ampliamento inaugurato nel 2016. Accompagnerà la mostra un programma di eventi – rassegne teatrali, video programme, performance.

Ingresso Centro Pecci. Foto: Lineashow

Il museo immaginato. Storie da trent’anni di Centro Pecci è composta da tre elementi principali. Il primo, una timeline disegnata dallo studio grafico Sara De Bondt, racconta la successione di mostre, concerti, rassegne, festival, laboratori, talk ospitati dal museo in questi tre decenni e offre l’opportunità di mappare una sorta di DNA del museo attraverso materiali variegati: video, foto, documenti, tracce audio, poster, opere.

Il secondo elemento parte dall’analisi, sia statistica che semantica, dei dati dell’archivio, elaborati insieme al laboratorio MoSIS (Modelli e Sistemi Informativi Statistici) del PIN, Polo Universitario Città di Prato, e traccia una storia parallela e a tratti imprevista del museo. Un racconto fatto di numeri, come quello delle opere in collezione, delle mostre fatte, dei visitatori, degli artisti esposti (di cui si analizza anche provenienza geografica, età e identità di genere).

La timeline e il risultato dell’analisi dei dati dell’archivio fanno da cornice concettuale per il terzo elemento della narrazione sul trentennale: un nuovo allestimento di una selezione di opere in gran parte provenienti dalla collezione del museo, scelte ripercorrendo la storia delle mostre principali tenutesi al Centro Pecci dal 1988. Opere come quelle di Zorio, Schnabel, Cucchi, Merz, Acconci, Morris, che segnano l’attenzione espositiva verso i grandi protagonisti dell’arte italiana e americana tra anni Ottanta e Novanta, a cui negli anni sono state dedicate significative monografiche. Quelle di John Coplans, Craigie Horsfield, Robert Mapplethorpe e Nobuyoshi Araki raccontano un interesse per la fotografia. Altre linee di ricerca espresse attraverso le mostre rivelano una sensibilità specifica verso i cambiamenti epocali che interessano l’Europa sul finire del secondo millennio. Non a caso il Centro Pecci inaugura nel 1988 con una mostra intitolata Europe Now, a segnalare, attraverso opere di Michelangelo Pistoletto o Anish Kapoor, la fiducia e l’entusiasmo per il concetto di comunità culturale. Sempre legata al clima sociopolitico europeo è anche l’apertura all’arte dei paesi dell’Est, a cui il Centro Pecci dedica diverse mostre nel corso degli anni tra cui, molto tempestiva, Artisti russi contemporanei, nel 1990, da cui provengono opere in collezione come quelle di Ilya Kabakov. Molta attenzione verrà data anche alle tendenze più nuove dell’arte italiana, alle opere di Stefano Arienti, Massimo Bartolini, e alle installazioni ambientali. La collezione annovera infatti numerose opere di grande respiro, La spirale appare di Mario Merz, o l’opera realizzata da Barbara Kruger sulla facciata di una fabbrica pratese come parte della mostra Inside/out curata da Ida Panicelli nel 1993, o ancora quella di Michael Lin, realizzata nel 2010, e quella di Thomas Hirshhorn, acquisita in occasione della mostra La fine del mondo nel 2016, che verranno riallestite proprio in occasione del trentennale. All’uso estensivo di tempo e spazio si riferisce anche l’attenzione alla performance e allo spettacolo dal vivo, testimoniata dal rifacimento della performance Che cos’è il fascismo di Fabio Mauri, presentata nel 1993, ancora parte di Inside/out o il lavoro di KinkaleriOtto, performance che sarà riattivata in occasione della mostra, o ancora quello di Jérôme Bel, presentato nel 2017.

In occasione del trentennale nell’atrio del museo sarà installato un recente lavoro di Martin Creed (Wakefield, UK, 1968) Work No 2833: Don’t Worry, 2017. Unica opera in mostra a non appartenere alla storia passata del museo, la grande scritta neon, con l’ironia tipica del suo autore, costituisce un invito a guardare al futuro con fiducia.

Gilbert & George
Being, 1988, colori Ecoline su stampa fotografica. Comodato degli Eredi di Alessandro Grassi. Mostra “Codice colore: opere dalla collezione di Alessandro Grassi”, Centro Pecci, Prato. Courtesy Photo Eredi di Alessandro Grassi.

Una programmazione multidisciplinare per il trentennale

Una storia di multidisciplinarietà e di dialogo, locale e internazionale, quella del Centro Pecci, che sarà ulteriormente arricchita dagli eventi che accompagneranno la celebrazione del trentennale:

Codice Colore, opere dalla collezione di Alessandro Grassi, una mostra a cura di Stefano Pezzato (in corso dal 7 settembre al 2 dicembre 2018) che mette in luce il significativo comodato accordato da Alessandro Grassi, tra i più rilevanti collezionisti italiani. Legato al territorio pratese, fu tra i primi sostenitori della Transavanguardia, convinto fautore della pittura postmoderna e della fotografia di area europea e americana.

Otto, la performance di Kinkaleri, a sedici anni dal suo debutto (Premio UBU 2002 come miglior spettacolo di teatro danza) la performance sarà riadattata per i nuovi spazi del Centro Pecci in collaborazione col Teatro Metastasio e presentata in anteprima in occasione dell’inaugurazione e riattivata ogni settimana il venerdì e la domenica fino al 21 ottobre.

RAID, una nuova performance di Marcello Maloberti, commissionata dal Centro Pecci in occasione della Giornata del Contemporaneo. Il 13 ottobre quest’anno AMACI dedica a Marcello Maloberti una mostra diffusa, che coinvolge tutti i musei della Associazione. L’artista è stato invitato a pensare a una performance in occasione della celebrazione del trentennale del museo e in particolare del nuovo allestimento della Collezione. RAID, avrà infatti luogo in tutte le sale del museo, in relazione alle opere che vi sono esposte.

The Second Summer of Love, una serie di film d’artista che racconta un altro anniversario riferito al 1988: quello dell’esplosione di musica elettronica e giovanile, iniziata in Gran Bretagna per poi espandersi in Europa e negli Stati Uniti. Alle radici della scena acid house e rave e al modo in cui questa rivoluzionò gli stili di vita giovanili con un impatto duraturo sulla cultura contemporanea, paragonabile a quello della controcultura anni Sessanta, si ispira il lavoro di Jeremy Deller, mentre quelli di Wu Tsang e di Josh Blaaberg fanno riferimento a situazioni musicali che hanno preceduto e influenzato la scena rave. Commissionati e prodotti in collaborazione da Frieze e Gucci, i tre film sono presentati per la prima volta in Italia al Centro Pecci a partire da Into a Space of Love di Wu Tsang, che sarà proiettato dal 6 all’11 novembre, seguito poi da Distant Planet di Josh Blaaberg (dal 13 al 18 novembre) e Everybody In The Place di Jeremy Deller (dal 20 al 25 novembre).

Canale Pecci Vintage per la Web Tv del Centro Pecci. In occasione del trentennale e nel quadro di un rilancio dell’attività della web tv del Centro Pecci, che presenta molteplici contenuti video relativi a mostre, talk, performance, concerti che hanno avuto luogo al Centro, è nato il nuovo canale Pecci Vintage in cui vengono pubblicati materiali video dall’archivio, restaurati e resi visibili per la prima volta, alcuni dei quali saranno inseriti nel contesto della mostra Il museo immaginato.

Il museo immaginato. Storie da trent’anni di Centro Pecci
a cura di Cristiana Perrella.
in collaborazione con Viola Casaglieri, Raffaele Di Vaia, Irene Innocente, Elena Magini, Marta Papini, Maria Teresa Soldani

22 settembre 2018 – 25 giugno 2019
Opening: 21 settembre, ore 19 – preview di OTTO, performance di Kinkaleri, ore 19.30

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica, 277, Prato

Info: www.centropecci.it

Condividi su...
  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •