BOLZANO | SEDI VARIE | 3 – 12 OTTOBRE 2025
Vi abbiamo annunciato qualche giorno fa il ritorno, dal 3 al 12 ottobre, di una nuova edizione di BAW – Bolzano Art Weeks, dal titolo Remapping LAND/marks. Per una nuova geografia del territorio fra arte e natura (leggi qui). Il focus del nuovo imperdibile appuntamento, nella città di Bolzano, mira a esplorare, (ri)scoprire e (ri)significare il capoluogo altoatesino nelle sue declinazioni urbanistiche, sociali, culturali e ambientali, attraverso lo sguardo, la riflessione e l’esperienza diretta e partecipata dell’arte contemporanea.

Tra i primi protagonisti, vogliamo citare i cinque vincitor* della CALL FOR ARTISTS di BAW 2025, decretati dal Comitato tecnico scientifico di BAW, composto da Elsa Barbieri, Angelika Burtscher, Valerio Dehò, Giacinto Di Pietrantonio, Rudolf Frey, Shona Kitchen, Eleonora Klauser Soldà, Kathrin Oberrauch, Leonie Radine, Tommaso Tisot: REGINAE di Martina Fontana trae ispirazione dalle forme di vita basate sulla cooperazione e sull’intelligenza collettiva delle api; Ec(h)o-es in the Rings del giovanissimo Collettivo Éclat parte dagli anelli di crescita dell’iconico ginko biloba di Campofranco per scoprire la memoria nascosta della materia vivente attraverso un’indagine di tomografia sonica; mentre PROPAGATION di Christine Runggaldier si concentra sulla moltiplicazione vegetativa della patata rendendo visibile un processo naturale che solitamente avviene in profondità. Anche i/le performer vincitori/trici prestano attenzione agli aspetti visivamente meno percepiti ma udibili della natura come le registrazioni sonore del sottosuolo di Bolzano ascoltabili in cuffia di 220 Hz dell’artista austriaca Kata Hinterlechner e nei suoni dal vivo che travalicano i limiti spaziali e concettuali dei landmark tradizionali attraverso l’uso di Strange Pianos di Jacopo Mazzonelli ed Eleonora Wegher – una contaminazione tra arte visiva e suono in cui strumenti musicali rari entrano in relazione con il paesaggio che li circonda.

Le fondatrici e i fondatori di BAW Barbara Brugnara, Hannes Egger, Valentina Cramerotti, Massimiliano Gianotti e Nina Stricker propongono con questa edizione un programma di transizione verso futuri temi che “portino a nuovi equilibri nel rapporto cultura-natura attraverso il superamento di una dicotomia e gerarchia percepita ma biologicamente inesistente, per ripristinare un’uguaglianza ecosistemica in cui le attività umane e culturali siano parte (re)integrante della vita”.
Così Lungomare, associazione pioniera e ispiratrice per questo filone di ricerca popola di libri il proprio giardino con “Plurima – Libreria temporanea sul pluriverso” e invita a leggere, ascoltare e riflettere su un “mondo in cui molti mondi coesistono” in occasione del lancio di “SIT-PLU – Pratiche Creative Situate per il Pluriverso”, un progetto di cooperazione sostenuto da Europa Creativa che affronta le sfide socio-ecologiche attraverso la ricerca interdisciplinare e interventi artistici radicati nei contesti locali. Sempre in linea con il tema annuale e nell’ambito di un altro progetto di cooperazione internazionale di Europa Creativa, le Officine Vispa propongono “Which Way Home”, una colazione e passeggiata alla scoperta della “biodiversità relazionale” che brulica nel quartiere Casanova.

Fra Don Bosco ed Europa-Novacella ancora l’aspetto conviviale, ma soprattutto l’attenzione per come il “territorio-terreno” sia elemento in continua ed essenziale relazione con chi lo vive, diventano centrali nel BAW25 SUNDAY LUNCH, un pranzo sociale con ortaggi coltivati a basso consumo idrico nell’ambito del progetto „Come l’acqua – Osmosi di culture e colture“ nel primo “orto interculturale” di Bolzano alle Semirurali fondato nel 2010 da Donne Nissà, associazione che da 25 anni promuove l’integrazione delle donne con background migratorio.

È proprio il linguaggio compartecipativo della performance ad essere ormai fra le pratiche più applicate di BAW – Bolzano Art Weeks con la sua capacità di varcare la “quarta parete” dietro cui non di rado l’arte contemporanea si nega al contatto. Tra le varie (inter)azioni che meritano di essere esperite, segnaliamo il BAW25 Special Project “DEEP IN TIME / Tessere il tempo profondo” di Nadia Tamanini e Francesco Mina, che mette in relazione spazio, materia, corpo e tempo geologico nel giardino secolare del Laurin; ed ancora, le performance di due protagonisti d’eccezione: quella di Marc Herbst sulla gestione delle emozioni nelle relazioni con ciò che ci circonda al Parkhotel Mondschein e “HA” – l’ecosistema immersivo, viaggio sensoriale tra natura, pensiero e cultura, proposto da Roberto Paci Dalò al Teatro Comunale. Una performance in contemporanea – “stereofonica” appunto – è quella di Matthias Schönweger e Jörg Zemmler, che inaugura una specie di bipersonale di collaborazioni con richieste alla sede di Salto.bz; mentre il concerto itinerante “Remapping” di La Olga GoGoFolkBand – che rompe con vitalità e altrettanta (auto)ironia ogni genere musicale – accompagnerà a tappe un tour attraverso la Bolzano Est meno conosciuta. Nella giornata conclusiva si terrà Infinitesimal di Nicole Brancato e Jeremy Weiss, un concerto domenicale nella chiesa landmark progettata da Armando Ronca della parrocchia di San Pio X, un progetto sugli attimi fra vita e morte curato da Pure.Art Circle.

E ancora sul rapporto natura e cultura e sulla pari dignità di tutti gli esseri viventi, Erba Voglio di Nadia Vallino che raccoglie e trasforma erbacce – piante spontanee, spesso considerate inutili o fuori posto per farne sculture botaniche da MM Design e i progetti di mappatura e sviluppo alternativo degli ecosistemi della lana locale “Care x Wools” e “WOLB Wollelab” di Merve Bektas e Seçil Uğur Yavuz che fanno partire un processo di innovazione proprio dal punto di vista delle pecore: E se imparassimo da loro?
Il tema inevitabile delle emergenze ambientali che sarà presto nel focus di BAW – fra danni boschivi arrecati dalla tempesta VAIA, invasione del bostrico nelle foreste europee e impatto antropico sulla natura da ridimensionare – è invece al centro della tri-personale “LAND/marks” ospitata da Schullian con gli scatti fotografici “Forest Bodies” di Alessia Carbonara, l’installazione “ALLARME ROSSO” di Annalisa Lenzi e le piccole pitture “Case invisibili” di Stefania Rossi in cui l’abitare si apre a una convivenza sensibile e a un dialogo profondo con il vivente.
La rilevanza del “segno” architettonico – in una prospettiva geografica ed evoluzionistica – si relativizza e ridimensiona infatti tanto quanto la velleità geopolitica dell’uso dei landmark (naturali o costruiti dall’uomo) come “marcatori di confini” nella delimitazione, conquista e dominio della “terra”. Location non nuove, ma anzi con un ingombrante passato di rilevanza storica, sono quelle legate al fascismo, che vengono depotenziate nel loro lugubre simboleggiare e dotate di nuovo senso. È il caso della mostra “Inhabited Dissonance – Bolzano Bozen 1922-2025” alla Galleria Civica e della visita guidata al Passaggio della Memoria e alla Casa Semirurale.

Le conferenze, come quelle del 7 e 9 ottobre, danno una lettura di come le mappature “tradizionali” siano cariche di paradigmi da superare per una lettura ed una sintesi non gerarchica della realtà. La BAW25 CONFERENCE Remapping LAND/marks, in collaborazione con WAAG, con gli interventi del noto geografo Franco Farinelli e di Lore Gablier di “The European Pavilion” è dedicata all’approfondimento del tema dell’edizione di quest’anno e affronta la mappatura in termini di geografia culturale, con la consapevolezza della non neutralità di questa operazione, ma alla ricerca di futuri più inclusivi. L’appuntamento del 9 ottobre, a cura della Facoltà di Economia e Management dell’unibz e dell’Institute of Human Geography della Johannes Gütemberg Universität di Magonza propone invece un’indagine visiva e critica sull’in/visibilità dei/lle migranti nello spazio urbano e valuta le modalità con cui il cinema può rendere visibili soggettività marginalizzate: un invito a riflettere su come lo spazio cittadino sia costruito e vissuto, e su come l’arte possa contribuire a renderlo più giusto, plurale e interspecifico.
La coperta, che è simbolo di cura e testimone di conflitti e marginalità sociale, è al centro dell’intervento site-specific di Barbara Prenka nell’ex ristorante della stazione ferroviaria a cura di Lottozero di Prato.

Continua anche “CURA” la mostra permanente allestita nei corridoi dell’Ospedale di Bolzano con le opere fotografiche vincitrici della quinta edizione del relativo bando per artist* under 40 promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
L’edizione 2025 di BAW – Bolzano Art Weeks, anche grazie all’esperienza delle precedenti, si mostra quindi come “una via partecipativa di attivazione artistica”, un ritrovarsi che ha ormai alcuni punti fissi tra i partner e le pratiche. Si consolida il rapporto con realtà “storiche” quali Lungomare, Ar/ge Kunst, Fondazione Antonio Dalle Nogare e MUSEION; trova nuove strade quella con WAAG e Casa della Pesa, che diventa “quartiere generale” della manifestazione, mentre l’Azienda di Soggiorno sarà nuovamente info point ufficiale.
Partecipano attivamente artist* e creativ* di ogni estrazione, età e genere in collettive a tema del SKB-Südtiroler Künstlerbund, dell’Associazione degli Artisti, degli Amici dell’Arte-Club Rodigino e Club Arcimboldo o mostre personali anche attraverso l’apertura degli studi d’artista come gli SKB Ateliers, lo studio di Alexander Dellantonio al Macello a Bolzano Est, di Alda Picone a Bolzano Nord, Captain Kehl’s e il creative space di Violeta Nevenova in centro con le sue “Armature permeabili” in dialogo con l’artista Samira Mosca. Nazario Zambaldi per il secondo anno consecutivo contribuisce con un programma rizomatico e diffuso “ECO | ECHO” per una nuova “ecologia della mente” in tutta la città. Partendo da una mostra centrale al Capitol Bar Garden allestita con opere degli studenti/studentesse aprirà al pubblico anche nuovamente il Liceo Pascoli per un Open Day e ospiterà con Teatro Pratiko una serata di mostre fotografiche, performance partecipative e Dj-set allo spazio più underground della città al Macello. Claudia Rubner espone le fotografie di “Interwoven” nello spazio privato di Rosmini77. Questi luoghi, solitamente non accessibili, si aprono a visitatori e visitatrici, svelando il luogo in cui nuove visioni della realtà (e dunque nuove mappature) prendono forma.

La crescita di giovani talenti e prospettive future trova spazio in molti progetti della Facoltà di Design e Arte della Libera Università di Bolzano, fra cui la mostra fotografica “Violent Images” nella ormai consolidata collaborazione di unibz / Studio Image e Foto Forum, nel progetto di “occupazione” del suolo pubblico degli studenti dell’Università di Siegen e premiando i migliori progetti del workshop e contest “EUPHORIC – DESIGNING EUROPE” nell’ambito della WAAG Festa. Infine il prestigioso Castel Hörtenberg ospiterà la mostra degli/delle artist* vincitori/trici del “Lagazuoi Photo Award 2025” con scatti realizzati da quattro studenti durante una residenza in alta quota organizzata in collaborazione con Officine Fotografiche di Roma e Istituto Italiano di Fotografia e CFP Bauer di Milano.

La celebrazione dell’incontro tra attori e attrici della vita del capoluogo altoatesino inizia sin dai primissimi appuntamenti in calendario. L’inaugurazione festosa e diffusa in tutto il centro città vede i tanti appuntamenti di venerdì 3 e sabato 4 ottobre, in occasione della Ventunesima Giornata del Contemporaneo; tra questi figurano l’opening del primo dei 5 BAW25 WINNER: “Ec(h)o-es in the Rings” del Collettivo Éclat e dell’installazione sonora “CULT OF MAGIC / garden” di Francesco Sacco e Luca Pasquino a Palais Campofranco; le feste di WAAG con workshop partecipativi, premiazioni, concerti e progetti installativi, la ZeLIG Film Fest e quella imperdibile per i 40 anni di Ar/Ge Kunst – tutte non delle mere celebrazioni, ma occasioni per immaginare insieme il futuro dei luoghi culturali più vivaci della città.
La mappa di BAW valicherà anche quest’anno i confini cittadini, spingendosi nell’Oltradige-Bassa Atesina per una pedalata ad alto tasso eco-socio-culturale e a basso impatto ambientale. L’inaugurazione della mostra dell’associazione culturale lasecondaluna a Laives, la preview a Caldaro di un nuovo spazio CT ART SPACE e la visita guidata alla Galleria Le Carceri e infine un’anteprima della collettiva “Good Winds” a cura di Eau&Gaz con visita guidata a Castel Gandegg ad Appiano sono le tappe del BAW25 ON ART BIKE TOUR.
Le “grandi” mostre che inaugurano durante BAW sono la retrospettiva “Nicola L. I Am The Last Woman Object” con opening venerdì, 10 ottobre a MUSEION, “TOUTITE’ – ILIAZD The Study of Form” con opening sabato, 11 ottobre alla Fondazione Antonio Dalle Nogare e da non perdere la personale “JONATHAN MONK SHINE BRIGHT LIKE A DIAMOND” in corso da Ar/Ge Kunst.
Anche nel 2025, come mostra il sempre vasto programma, BAW – Bolzano Art Weeks rivolge le sue energie all’indagine, alla facilitazione dell’incontro, all’esercizio della consapevolezza, allo stimolo, all’ascolto e alla valorizzazione dell’umanità e della “forza artistica” che animano il capoluogo altoatesino. In questa edizione, con un’evoluzione coerente con il discorso iniziato ormai cinque anni fa, il festival artistico più inclusivo dell’Alto Adige giunge all’essenza dell’ecosistema che lo ospita. Il territorio stesso, nelle sue articolazioni antropizzate e ancora selvagge, ritrova la sua dignità e ritrova la sua persistente rilevanza, nonostante ogni presunzione e superiorità dell’intervento umano, alla ricerca di una nuova e paritetica convivenza tra il locus e chi lo vive.
BAW – Bolzano Art Weeks
Remapping LAND/marks
Per una nuova geografia del territorio fra arte e natura
3 – 12 ottobre 2025
Sedi varie, Bolzano
Info: www.bolzanoartweeks.com



