Giuliana Cunéaz, Matter waves unseen, 2013, ferro, legno, plexiglass, led, sabbia, televisore HD microcomputer e 45 sculture in argilla cruda dipinta, 165 x 113.5 x 40 cm

Giuliana Cunéaz al MANLo di Vigevano con la sua Wunderkammer… digitale!

VIGEVANO (PV) | MANLo – Museo Archeologico Nazionale della Lomellina | Fino al 15 dicembre 2025

di MATTEO GALBIATI

Tra i nomi di chi, con grande personalità e intuizioni visionarie, ha fatto da pioniere nella New Media Art sicuramente va annoverato il nome di Giuliana Cunéaz (1959) di cui abbiamo in diverse occasioni celebrato la ricerca e l’avvincente sperimentazione. Ritroviamo con interesse ogni sua proposta che ha sempre lasciato agire in territori di confine una tecnologia sollecitata, più che ad essere strumento cooptato, a farsi sostanza attiva e duttile dell’opera. La sua è un’ontologia digitale con elaborazioni che sfidano il desiderio di essere ambienti di rappresentazione e figurazione dinamici dove le forme accadono e avvengono, si predispongono e si manifestano “naturalmente” assecondate nel loro “accadere” grazie alle possibilità date dagli strumenti tecnologici e dai loro linguaggi.
Cunéaz estrae dal digitale mezzi espressivi perché poi si ritrovino ad essere plausibili verità di un mondo che si accosta a quello reale seguendo intenzioni e modalità artistiche vicine a quelle tradizionali. L’artista genera allora forme ibride, mobili e vive, che incontrano la nostra pregressa esperienza e condividono con noi i presentimenti di una realtà che è sempre possibile percepire e non resta isolata né in una dimensione astratta né in una troppo concettuale.

Giuliana Cunéaz, Matter waves unseen, 2013, ferro, legno, plexiglass, led, sabbia, televisore HD microcomputer e 45 sculture in argilla cruda dipinta, 165 x 113.5 x 40 cm

Con piacere allora osserviamo il puntuale innesto di Matter Waves Unseen (2013), sua ormai celebre opera acquisita dal Museo nazionale dell’Arte digitale per le sue collezioni, nel contesto del percorso espositivo permanente del MANLo – Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano (PV): qui, tra numerosi reperti di epoca romana di varia natura rinvenuti nel territorio pavese, la sua installazione sembra adattarsi perfettamente, abitando il luogo con il suo portato di suggestioni in divenire. Contemporaneità e passato si uniscono nel linguaggio e nelle estetiche delle arti e Cunéaz, da intelligente regista-artefice, lascia che il suo lavoro possa parlare rifacendosi proprio al pulsare vitale della materia generatrice di forme, ma anche di oggetti-reperti che fisicamente organici si raccolgono e riuniscono per una loro dote di eccezionalità.
Secondo le caratteristiche di quest’opera, particolarmente significativa dell’artista, nella Sala V del museo è stato pensato – con la curatela di Piero Mezzabotta – il progetto Wunderkammer Digitale che sottolinea proprio l’identità di questo intervento: nella struttura, che ricalca gli antichi stipetti in cui custodire i mirabilia, Giuliana Cunéaz riprende le forme, seppur in metallo e con un profilo di gusto minimalista, di quel genere di mobili e nei suoi cassetti raccoglie modellazioni di naturalia e artificialia che lei stessa ha realizzato e plasmato riprendendole da quelle sviluppate dal disegno artificiale digitale. Al centro permane il flusso di immagini di un’animazione 3D che si compongono e articolano di continuo sullo schermo video.

Giuliana Cunéaz, Matter waves unseen, 2013, ferro, legno, plexiglass, led, sabbia, televisore HD microcomputer e 45 sculture in argilla cruda dipinta, 165 x 113.5 x 40 cm

Una wunderkammer in piena regola che forma una propria collezione autonoma, in cui si sommano i saperi e le volontà dell’artista, che stupisce e affascina il nostro desiderio di curiosità e scoperta diventando, in questo modo, fonte di nuova conoscenza. Si comprende ancora di più come per Cunéaz sia importante, decisivo rispetto le abitudini dell’oggi, intrecciare arte, scienza e realtà aumentata per dichiarare e testimoniare come elemento fisico e digitale possano compartecipare in un unico processo generativo. Nella sua camera delle meraviglie contemporanea si concretizza, secondo modi ed estetiche attuali, una tradizione in cui il fare dell’uomo e la sua proiezione visionaria convergono e si incontrano nell’esperienza estetico-artistica. Le piccole sculture di argilla dipinte in madreperla e lo schermo sono la fonte “archeologica” in cui Cunéaz scava e sonda le intensità di consistenze emotive e concettuali che dall’ambito digitale, mai inferiore a quello della realtà percepita, arrivano ad affiorare proprio all’esistenza vera.

Giuliana Cunéaz, Matter waves unseen, 2013, ferro, legno, plexiglass, led, sabbia, televisore HD microcomputer e 45 sculture in argilla cruda dipinta, 165 x 113.5 x 40 cm

Il suo immaginario, tra organico e artificiale, non può non alludere a strutture biologiche, a profetizzare nuove proliferazioni e congregazioni di elementi che arrivano a noi sia da processi spontanei che, con lo stesso valore, da costruzioni algoritmiche. In questo modo Cunéaz, da artista, non si limita a imitare la Natura, ma ne reinventa le leggi con logiche di simulazione e approssimazione deferite dall’invenzione umana. Matter Waves Unseen è il manifesto di questa estetica dalle qualità tattili – se ci si pensa è quasi paradossale per un’immagine digitale – le quali, muovendosi, espandendosi, concretizzandosi e raccogliendosi in tracce, coinvolgono lo spettatore in un’esperienza immersiva. Non di meno diventa importante anche la dimensione della temporalità – o delle temporalità – proposte da quest’opera nel contesto in cui è esposta che motiva un costante sbilanciamento tra qui e ora e quanto è stato e quanto è ancora da venire. Ancora una volta di più si evince come l’ambiguità tra ciò che sembra vivo (o essere stato tale) e ciò che accade (o sta per accadere) invita a riflettere con profondità sulla nostra percezione di vita attraverso un orizzonte estetico che non separa più l’uomo dalla tecnologia, ma li intreccia in una relazione vivace e fertile, mai freddamente estetizzante e immota. Capace di produrre nuove forme di meraviglia.

Giuliana Cunéaz, Matter waves unseen, 2013, ferro, legno, plexiglass, led, sabbia, televisore HD microcomputer e 45 sculture in argilla cruda dipinta, 165 x 113.5 x 40 cm

È importante ricordare che Wunderkammer Digitale con Matter Waves Unseen di Giuliana Cunéaz al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina è frutto dell’accordo di valorizzazione tra la Direzione Regionale Musei Nazionali della Lombardia e il Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano che ha come finalità l’arricchimento dell’offerta dei musei e dei luoghi della cultura lombardi attraverso l’innovazione espressa e portata da opere contemporanee – proprio come quella di Cunéaz – che possono attivare inediti coinvolgenti dialoghi con il patrimonio culturale storico conservato.

Giuliana Cunéaz. Wunderkammer Digitale
a cura di Piero Mezzabotta
progetto nell’ambito dell’accordo di valorizzazione fra la Direzione Regionale Musei Nazionali della Lombardia e il Museo nazionale dell’Arte digitale

15 giugno – 15 dicembre 2025

MANLo – Museo Archeologico Nazionale della Lomellina
Piazza Ducale 20, Vigevano (PV)

Orari: da martedì a venerdì 9.00-15.00; sabato e domenica 9.00-17.00
Ingresso intero €5.00; ridotto €2.00; abbonamento annuale €10.00

Info: +39 0381 72940
museilombardia.cultura.gov.it

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