PIEMONTE | Basso Monferrato | Sedi varie| Fino al 12 ottobre 2025
intervista a FRANCESCA CANFORA di Livia Savorelli
Addentrarsi nel Basso Monferrato, in un Piemonte meno conosciuto ai più, alla scoperta di luoghi temporaneamente restituiti alla fruizione pubblica, rinnovati dallo sguardo e dal dialogo che l’arte contemporanea magicamente innesta, è un viaggio da cui si esce rigenerati negli occhi e nello spirito. Un itinerario – quello di Germinale Art Fest – che invita a “prendersi tempo” perché la scoperta richiede tempi lenti e i luoghi da raggiungere, tra le province di Asti e Alessandria, sono a parecchi kilometri di distanza gli uni dagli altri. Mentre è in corso, fino al 12 ottobre, la seconda edizione dell’evento diffuso – organizzato dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS e realizzata in collaborazione con Casa degli alfieri ed Ecomuseo del Basso Monferrrato – raggiungo la curatrice Francesca Canfora per addentrarmi con lei nelle linee guida di Alimurgia. Nutrire lo sguardo e coltivare il pensiero…

Nei tempi bui della nostra contemporaneità, dare ad un evento diffuso ed itinerante il nome Germinale è già segno del valore germinativo che si attribuisce ad un’operazione culturale di tale portata, che mira anche a mettere sotto una rinnovata luce un intero territorio del Piemonte… Perché avete scelto questo nome? E quale è stata l’illuminazione, che rimanda sempre all’ambito botanico, che ti ha fatto concepire il poetico titolo Alimurgia. Nutrire lo sguardo e coltivare il pensiero?
Germinale è una parola che ho sempre amato ed era in un cassetto in attesa di essere usata. In passato si è palesata un’occasione poi sfumata ed è rimasto lì, in quiescenza. Quando è nata l’idea di fare una rassegna diffusa in Monferrato, il primo quesito posto dai miei compagni di avventure è stato: bisogna trovare un nome, ma un nome adatto! La risposta era già pronta e la proposta di Germinale è stata accolta all’unanimità. Le ragioni di tale scelta sono appunto già insite nel nome stesso, non ha bisogno di spiegazioni.
Ancora oggi non riuscirei a immaginare altre alternative possibili.
Alimurgia invece è stata una scoperta in corso d’opera. Pensando al tema di questa seconda edizione mi affascinava molto l’argomento delle piante infestanti e selvatiche, da letture di libri vari di Gilles Clement come Elogio delle Vagabonde. Nel documentarmi ho incontrato la definizione di erbe alimurgiche, termine sconosciuto che ha comportato ulteriori ricerche. E così è comparsa la parola Alimurgia, ormai desueta e dimenticata, traduzione del più attuale e noto termine anglofono di Foraging.
Un colpo di fulmine e un’illuminazione, dopo tante ricerche e riflessioni mi è stato improvvisamente chiaro il tema per il 2025. Coniato nel Settecento dal medico e naturalista fiorentino Giovanni Targioni Tozzetti, questo termine indica la pratica di ricorrere a piante spontanee, selvatiche e commestibili come risorsa alimentare in tempi di carestia o povertà. Germinale ha interpretato il tema dell’Alimurgia non solo come suggestione botanica, ma come chiave poetica e politica per leggere il contemporaneo per invitare a riflettere su ciò che cresce ai margini, sull’invisibile che nutre e sul valore nascosto delle cose comuni.

Per la seconda edizione di Germinale con 50 artisti e 22 comuni del Monferrato coinvolti in un’area piuttosto ampia che coinvolge le provincie di Asti e Alessandria, immagino che l’organizzazione si sia avvalsa di una consolidata rete di collaborazioni. Parliamo del “dietro le quinte” di Germinale e dell’importanza di riuscire a mettere in relazione una realtà territoriale così ampia, attraverso un evento diffuso incentrato principalmente sull’arte contemporanea?
Fare rete è indispensabile, ma la cosa difficile ovviamente è la costruzione della rete. Abbiamo iniziato a incontrare tantissime persone, tra istituzioni, amministrazioni locali, associazioni, aziende e chiunque potesse essere coinvolto e interessato in qualche modo. Abbiamo raccontato Germinale, cercando di trasmettere un qualcosa che non esisteva… La cosa incredibile è che abbiamo raccolto entusiasmo e interesse, e quando qualcuno ha dimostrato diffidenza o incredulità abbiamo comunque ricevuto supporto.
Forse siamo stati particolarmente convincenti, ma a ripensarci ora effettivamente è stata un’impresa ai limiti dell’impossibile. Sicuramente le idee su cosa fare erano molto chiare e la determinazione nel renderle concrete è stata notevole. Dall’altra parte abbiamo avuto la fortuna di incontrare interlocutori aperti e interessati, con un grande amore per questo incredibile territorio.
Oggi posso affermare che Germinale è un progetto collettivo e plurale, un comune denominatore dei tanti comuni del Monferrato e questa forse è la soddisfazione più grande, che trascende e va oltre qualsiasi aspettativa iniziale.

Avendolo testato durante la mia visita, credo che uno dei punti di forza del progetto sia quello di spingere le amministrazioni locali ad aprire e restituire alla fruizione pubblica luoghi di indubbio fascino (penso, ad esempio, alla Villa La Mercantile o all’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato) oppure location non più utilizzate e riaperte per l’occasione, come l’ex teatro e sotto chiesa di San Bartolomeo di Portacomaro…
Quale meccanismo virtuoso riuscite ad innestare attraverso l’arte contemporanea?
Per me sono determinanti due parole chiave: scoperta e consapevolezza. Da un lato c’è l’esplorazione e la scoperta di luoghi che nessuno conosce: Germinale è un dispositivo e uno strumento di scoperta del territorio e delle sue meraviglie. L’arte contemporanea ha un grande potere da questo punto di vista e il binomio tra contenitore e contenuto crea magie incredibili.
Dall’altra c’è la consapevolezza: per i residenti e le amministrazioni locali vedere lo stupore e la meraviglia negli occhi dei visitatori, e l’interesse che certi posti possono suscitare è importante, anzi determinante.
In Monferrato c’è ancora una scarsa consapevolezza del patrimonio storico-architettonico e paesaggistico, delle potenzialità immense di questo territorio.
L’arte contemporanea è il valore aggiunto, è ciò che contribuisce a innescare la curiosità e sicuramente va a colpire un tipo di pubblico sensibile anche alla bellezza dei luoghi.

Tra gli artisti, leggo una forte presenza di artisti dell’area piemontese e milanese. Si tratta una scelta casuale o c’è una precisa volontà di valorizzare la proposta artistica del territorio? Scelta che forse trova anche una sua motivazione nella collaborazione con TAG, l’associazione storica torinese delle gallerie d’arte, che nel 2025 festeggia il suo 25 anniversario…
Sicuramente è importante il rapporto con il territorio anche a livello artistico, per cui è determinante il coinvolgimento di professionisti e di realtà che operano in prossimità della nostra area di riferimento.
Per “guardare oltre” abbiamo utilizzato lo strumento del bando, selezionando chi partecipa alle Residenze d’arte e che logicamente arriva da più lontano.
Un’altra motivazione che finora ha limitato il raggio d’azione è anche la sostenibilità dell’evento: in tanti casi sono in mostra sculture di grandi dimensioni o installazioni ambientali site specific, per cui i costi di realizzazione, trasporto e produzione possono diventare notevoli se l’artista abita particolarmente lontano.
Certamente uno degli obiettivi è crescere anche in questo senso e coinvolgere artisti di provenienza più varia. Penso che dall’anno prossimo, in cui avremo più certezze e anche un modello organizzativo maggiormente consolidato, riusciremo a lavorare maggiormente in questa direzione.

Come per la prima edizione, è stata presentata la nuova opera permanente, collocata nel giardino del Castello di Razzano ad Alfiano Natta (AL), realizzata dal duo Albertelli-Abbaldo. Come vengono scelte le sedi che ospiteranno le opere permanenti e gli artisti chiamati a realizzare una proposta di progetto?
Tutto nasce dal dialogo con il territorio, cercando di individuare il luogo in cui è possibile innestare questo tipo di progettualità. All’inizio è stato ovviamente difficoltoso, ora invece sta crescendo un interesse diffuso in questa direzione e le stesse amministrazioni locali si propongono. Dall’altra parte la selezione dell’artista può essere tramite bando o invito diretto. Dipende tutto dal tipo di opera e dal tipo di intervento, difficile stabilire una metodologia a priori.

Che importanza riveste il dialogo con il mondo del vino e, più in generale, del mondo imprenditoriale del Basso Monferrato?
È un dialogo importantissimo, anche perché i produttori che operano in questo ambito hanno una sensibilità e un’apertura particolare. Tante realtà quest’anno hanno preso parte e sostenuto Germinale in prima persona, diventando sedi espositive. Il mondo del vino e l’arte contemporanea sono ambiti che ormai hanno scoperto un’affinità elettiva e non solo in Monferrato!

Tracciamo insieme, mentre Germinale è in corso fino al 12 ottobre, un primo bilancio di questa edizione. Quale è l’aspetto che più ti ha sorpreso?
La mia sorpresa più grande è la partecipazione e l’afflusso di visitatori che vengono a Germinale e non si accontentano di vedere qualche sede espositiva, ma tornano e cercano di completare il giro visitando tutte le tappe e le sedi.
Per me è incredibile riscontrare in tutti la stessa magia: ogni luogo è una scoperta, come lo sono le persone che lo animano e il paese in cui ci si trova. Chi arriva per vedere le opere d’arte scopre tantissime altre cose e questo induce a non fermarsi ma a continuare il giro perché ogni luogo riserva sempre delle sorprese inaspettate…

Germinale Monferrato Art Fest 2025
Alimurgia. Nutrire lo sguardo e coltivare il pensiero
a cura di Francesca Canfora
Artisti: Albertelli Abbaldo, Luca Arboccò, auroraMeccanica, Salvatore Astore, Maura Banfo, Nicola Bolla, Domenico Borrelli, Enrica Borghi, Federico Borroni, Maurizio Camerani, Vanni Cuoghi, Riccardo Dapino, Emilio Ferro, Giulia Forgione, PierLuigi Fresia, Lorenzo Gnata, Enrico Iuliano, Giacomo Modolo, Frédérique Nalbandian, Pedro Pires, Marco Tagliafico, Alessandro Sciaraffa, Luigi Stoisa, Guendalina Urbani, Antonio Violetta.
12 settembre – 12 ottobre 2025
27 sedi espositive in 22 comuni del Monferrato
Orari sedi espositive: tutti i weekend dal 12 settembre al 12 ottobre
dalle 10:30 alle 19:00
Info e programma completo: www.germinale.art



