Depero Space to Space. La creazione della memoria, veduta parziale della mostra, Sala della stufa valtellinese [Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 - Rovereto, TN, 1960), (L’uomo con la pipa) Fumatore e fiore, 1946, olio su tavola, 58,5 x 104 cm, Mart, Fondo Depero], Museo Bagatti Valsecchi, Milano Foto Elena Datrino

“Futurismo domestico”, le sorprese di Fortunato Depero al Bagatti Valsecchi

MILANO | Museo Bagatti Valsecchi | Fino al 2 agosto 2026

di MATTEO GALBIATI

Chi a Milano frequenta il Museo Bagatti Valsecchi sa bene che la definizione di “museo” rimane sempre subalterna a quella, più sentita e più corrispondente, di “casa”, concetto qui sempre sottolineato in tutte le attività promosse e sostenute. Ogni visita, infatti, a prescindere dalle mostre temporanee che hanno il merito di generare energie diverse con la qualità delle loro proposte, è sempre un ritorno a casa. Non importano più le dimensioni e i contenuti, gli arredi e le opere, tutto si assimila, si unisce e intreccia in un percorso di familiare ospitalità e di sentita e accogliente suggestione. Del resto i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi hanno voluto che la loro dimora ottocentesca fosse sin da subito un luogo eclettico di là dal tempo, un’incubatrice di invenzioni e relazioni dove trasformare l’esperienza della cultura e delle arti in vissuto quotidiano, sia per la famiglia che per i suoi ospiti.

Depero Space to Space. La creazione della memoria, veduta parziale della mostra, Sala Bevilacqua [Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 – Rovereto, TN, 1960), Cordial Campari, 1939, buxus, 84 x 60 x 20 cm, Mart, Fondo Depero | Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 – Rovereto, TN, 1960), Simultaneità metropolitane, 1946, olio su tavola, 95,5 x 110 cm, Mart, Fondo Depero], Museo Bagatti Valsecchi, Milano Foto Elena Datrino

Questo “patto” si rinnova anche oggi nella splendida mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria, di certo – e senza facili trionfalismi e sensazionalismi – una delle proposte migliori e più importanti della stagione espositiva milanese. L’ampia rassegna segna un connubio sinergicamente perfetto tra i ricercati capolavori di Fortunato Depero (1892-1960) e il luogo che li accoglie, avvicinando puntualmente la Casa d’Arte Futurista – che l’artista concepì a Rovereto – e la casa-museo milanese all’insegna della capacità del linguaggio e delle estetiche della modernità di innestarsi e rileggere l’antico nel presente. Sebbene queste due esperienze siano lontane, per epoca e modi, sono accomunate dalla medesima tensione di “esibire” proprio il luogo come organismo culturale che assimila e distilla memorie e le rigenera in continue invenzioni che convivono senza limiti o gerarchie e sono sempre sorgente di qualcosa di nuovo.
Provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, a Milano sono ospitate oltre quaranta opere che, coprendo un arco temporale compreso tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, favoriscono una lettura ampia dell’universo immaginifico di Depero, connotandone l’attitudine trasversale di maestro di arti diverse. Secondo sapienza artigiana, invenzione artistica e visionarietà da designer, la sua poliedrica personalità si vivifica in un corollario di elementi di forte riconoscibilità, la cui sofisticata modernità resta valida ancor oggi per intuizioni e per esiti.

Depero Space to Space. La creazione della memoria, veduta parziale della mostra, ViBiBar, Museo Bagatti Valsecchi, Milano Foto Elena Datrino

É importante evidenziare che, come già più volte ribadito dai curatori – Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico – e da alcuni commentatori, la mostra con intelligenza annulla il possibile rischio di essere illustrazione o, peggio, didascalia storica. Non ha nessuna pretesa di riassumere né il Futurismo, né celebrare la singolarità di Depero, quanto, sempre tenendo fermo il concetto di opere in una casa-museo, di costruire un sistema di relazioni che rendano “domestica” la concezione stessa di quella sua interpretazione del Futurismo così unica. Le opere di Depero non vogliono apparire qui come presenze completamente estranee, benché inserite in un contesto tanto prestigioso, ma sono evidenze, marcatori esclusivi che, in ciascun ambiente, dettano le condizioni di quelle possibilità latenti che, altrimenti, resterebbero inespresse. Depero ci rende pronti a guardarci intorno e, nello stesso momento, a comprendere anche il senso visionario delle sue architetture, delle sue geometrie, della poesia e dell’energia delle sue linee e dei suoi materiali differenti.
È qui che il progetto definisce la sua dimensione più interessante: pensare alla memoria non come a qualcosa di definito, ma come a un fenomeno dinamico. Ogni atto di memoria si modifica con ciò che viene ricordato e, così, Depero al Bagatti Valsecchi riattiva il luogo e le sue storie. Ogni traccia di “passato” non viene conservata dentro una teca ma, rinegoziata, sfugge nel transito delle nuove connessioni visive, spaziali e simboliche che si producono osservandole e riattribuendone senso.
Il cortocircuito temporale generato da questo progetto stempera, allora, le consuete categorie storiche: l’antico, il moderno e il contemporaneo cessano di essere antitetici consecutivi e si riattivano reciprocamente nelle differenti modalità di costruire i loro (nuovi) immaginari. Depero si rilegge e si ritrova, quindi, in quella sua dimensione più complessa di creatore interdisciplinare di ecosistemi creativi la cui espressività non cessa nel tempo della loro epoca, ma sono capaci di rivivere nelle esperienze dei visitatori di oggi. Seguendo l’intuizione che spinge l’esperienza estetica a non bloccarsi sull’oggetto d’arte conservato ed esibito, rideterminiamo tutto con la sua differente interazione con l’altro, sia esso un corpo, uno spazio, un tempo o semplicemente altre percezioni e sensazioni.

Depero Space to Space. La creazione della memoria, veduta parziale della mostra, Sala della stufa valtellinese [Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 – Rovereto, TN, 1960), Danza del vento, 1952, olio su tavola, 203 x 120 cm, Mart, Fondo Depero, Museo Bagatti Valsecchi, Milano Foto Elena Datrino

L’allestimento, sapiente, misurato e giusto, amplifica il valore di Depero Space to Space. La creazione della memoria soprattutto nella forza con cui si oltrepassa la lettura lineare della storia dell’arte e, senza cedere alla velocità e all’obsolescenza che il nostro tempo troppo spesso ci impone, non determina la cancellazione del passato, ma enfatizza il valore di senso della sua trasformazione. Sappiamo bene come ogni autentica innovazione debba trattenere il valore delle nostre memorie per potersi produrre in un vero potenziale di cambiamento. In questo senso la mostra è un esempio potente che, con rara coerenza intellettuale, non cerca di restituirsi solamente come esposizione dedicata a un maestro immenso come Depero, quanto di essere una riflessione sul significato stesso dell’essere culturalmente attivi nel mondo attraverso la galassia potenzialmente infinita e rigenerante delle nostre idee e pensieri.

Depero Space to Space.La creazione della memoria
a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico
in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
con il patrocinio di Ministero della Cultura, Enit, Regione Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Milano, Comune di Rovereto
realizzata con il contributo del Ministero del Turismo
allestimento studio a-fact architecture factory, Milano in collaborazione con LightScene Studio
catalogo Silvana Editoriale con saggi di Nicoletta Boschiero, Antonio D’Amico, Sara Fontana, Aurora Ghezzi, Francesca Velardita e Federico Zanoner
main sponsor Maison Gianvito Rossi
sponsor Art Parfum, Altemasi Trentodoc, Nautica Casarola, Banca Patrimoni Sella & C., Christopher, IUAD – Institute of Universal Art and Design, Larusmiani, BIG Broker Insurance Group, Unimatic
partner Urban Vision, Valverde, Athison, Manifattura di Domodossola, Corazzolla, Light Scene Studio
foulard in seta con una composizione grafica tratta dagli ambienti storici del Museo by Mantero
media partner Street Vox, Radio Classica

13 febbraio – 2 agosto 2026

Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù 5, Milano

Orari: mercoledì-domenica 10.00-18.00, chiuso lunedì e martedì
Ingresso intero €14.00; ridotto e convenzioni €10.00; universitari contessera e adulti sopra i 65 anni (dettaglio delle convenzioni su www.museobagattivalsecchi.org), bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni compiuti €2.00; gratuito bambini fino a 5 anni compresi, accompagnatori di persone con disabilità, Amici del Museo Bagatti Valsecchi, Membri ICOM

Info e prenotazioni: +39 02 76006132
info@museobagattivalsecchi.org
www.museobagattivalsecchi.org

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