Fata Morgana: memorie dall'invisibile [Fata Morgana: Memories of the Invisible], 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Roberto Marossi

“Fata Morgana”: non un miraggio, ma la concretezza di una puntuale analisi sull’invisibile

MILANO | Palazzo Morando | Prorogata al 4 gennaio 2026

di MATTEO GALBIATI

La contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1870-1954), nobildonna che abitò Palazzo Morando, sarebbe stata certamente più che felice, lusingata e assai incuriosita, nell’accogliere nelle stanze della sua dimora la mostra Fata Morgana: memorie dall’invisibile, puntualmente curata da Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini. Del resto aveva esplicitamente indicato nel suo lascito che il Palazzo fosse destinato alla promozione della cultura in ogni suo aspetto, dalle arti alle scienze e, di più, il tema di questa esposizione era confacente alla sua sfaccettata personalità: nobildonna eminente nella Milano tra Otto e Novecento fu, infatti, colta collezionista d’arte e di libri, ma soprattutto fu eclettica pensatrice amante di discipline non proprio ortodosse come l’alchimia, la teosofia, lo spiritismo, l’esoterismo, il misticismo e l’occultismo.

Fata Morgana: memorie dall’invisibile [Fata Morgana: Memories of the Invisible], 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Roberto Marossi

Deve essere stata una scelta obbligata, allora, per la Fondazione Nicola Trussardi, che ha ideato e prodotto questo impegnativo progetto, pensare a tale contesto come luogo ideale per la nuova tappa della sua attività nomade tesa – come ci ha da anni abituati – a peregrinare in luoghi assai diversi, noti o meno, delle istituzioni milanesi.
Fata Morgana: memorie dall’invisibile è un raffinatissimo, complesso e dotto, dispositivo esperienziale che, di sicuro all’altezza delle firme critiche e in linea con le loro ricerche e riflessioni, pone all’attenzione del pubblico un percorso toccante, intenso, denso di incognite e di interrogazioni, di sentimenti contrastanti resi vivi dai livelli di conoscenza e consapevolezza assai diversi con cui lo si affronta. È una mostra che mette alla prova, che richiede impegno nella partecipazione, che pretende attenzione; una mostra che non va solo ammirata, ma va vissuta senza trascuratezza o incertezze, di certo senza superficiali visioni svelte o con indugi. Non basta una visita breve e fugace, anzi potrebbe richiedere di ritornare ancora una seconda volta o di più, perché è necessario approfondire, verificare, essere certi, fissare nella memoria per ricordare.

Fata Morgana: memorie dall’invisibile [Fata Morgana: Memories of the Invisible], 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Roberto Marossi

Tra attrazione e repulsione, vicinanza o fastidio, ritrovi e incontri la platea ampia di presenze individuate – 78 tra intellettuali e artisti/e, personalità mistiche e visionarie, distribuite in un largo arco temporale che sopraggiunge dalla storia alla contemporaneità attuale – identificano con le loro opere (ben 286 quelle esposte!) un itinerario appassionante che dal piano terra si estende fino al piano nobile della residenza (qui si contamina inoltre con le sue storiche collezioni) e lega allo sguardo testimonianze di chi ha provato a indagare e dar conto dell’invisibile e dei suoi intangibili misteri.
È il poema omonimo di André Breton (1896-1966), composto nel 1940, a definire la traiettoria di senso del progetto che vuole tentare, in un’epoca come la nostra dove ogni cosa è soggetta a revisioni e nuove aperture, di porre attenzione su quell’altrove dove l’ignoto prende forma, dove l’eco di voci recondite può risuonare, dove il mistero e l’occulto vivono e manifestano le loro verità.

Fata Morgana: memorie dall’invisibile [Fata Morgana: Memories of the Invisible], 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Roberto Marossi

Chi ha voluto lavorare e lavora ai margini, deviando dal pensiero dominante, quello rigoroso nella propria razionalità, qui ha espressione concreta, trovando le possibilità di riferire la ragione delle proprie visioni che ammettono mondi interiori in cui utopie, derive mentali, distorsioni sensibili, alternative radicali, logiche anomale e altre sensorialità e spiritualità sono prove evidenti, benché sempre passibili di dubbio o interpretazioni mai univoche, di qualcosa di diverso che esiste e che lascia alla logica consuetudinaria le vestigia di un simulacro.
Nelle nove sezioni – intitolate Spiriti guida, Medium e Mistiche, Il messaggio automatico, Giardini cosmici, Voci dello spirito, Salvare il mondo, Immagini primordiali, Corpi senz’organi, Simulacra – si va componendo una mappa attiva, tangibile e provata, in cui i confini tra onirico e veridico si stemperano per  accogliere paesaggi di coscienze in moto, fattori agenti nei nuovi, più ampi e inediti, universi dello spirito.

Fata Morgana: memorie dall’invisibile [Fata Morgana: Memories of the Invisible], 2025. Installation view of the exhibition conceived and produced by the Fondazione Nicola Trussardi for Palazzo Morando | Costume Moda Immagine curated by Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, and Marta Papini. Courtesy Fondazione Nicola Trussardi. Ph Roberto Marossi

Ogni Fata Morgana – così si chiama la figura della maga, essere sovrannaturale, antagonista degli eroi dei cicli arturiani abile nel mutare forma ed essenza, ma pure è l’effetto ottico che produce una distorsione e genera quelli che si definiscono comunemente come miraggi – che è qui presente si mostra, così, dove il confine tra vero e impossibile si assottiglia fino a cedere. Non abbiamo tracce da seguire, ma domande che si rincorrono per cogliere sul fatto ciò che non vuole essere trovato.
Intorno a noi abbiamo opere che sono una suggestione in divenire, è seduzione che invita a credere in quella realtà peculiare nelle cui dimensioni sa accogliere ora l’altro da sé: inganni e allusioni valgono se si riescono a vedere, tensioni interiori e moti d’animo sono evidenza della psyché diventando già elementi da ricordare. Fata Morgana: memorie dall’invisibile, nonostante dia campo libero all’inspiegabile, non si prende gioco dello spettatore, non lo affabula edulcorando il nulla, ma mette alla prova il nostro pensiero. Alla fine sembra prevalere la domanda se sappiamo distinguere tra visione e verità, o meglio, se vogliamo e abbiamo ancora davvero bisogno di farlo.

Fata Morgana: memorie dall’invisibile
a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, Marta Papini
ideata e prodotta da Fondazione Nicola Trussardi per Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
volume Electa a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, Marta Papini, prefazione di Beatrice Trussardi, testi dei curatori, saggi di Jennifer Higgie, Vivienne Roberts, Julia Voss e la nuova traduzione del poema Fata Morgana di André Breton

9 ottobre 2025 – 4 gennaio 2026

Palazzo Morando
via SantAndrea 6, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00; chiuso il lunedì
Ingresso gratuito

Info: www.fondazionenicolatrussardi.com
www.comune.milano.it/web/palazzo-morando

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