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MILANO | A arte Invernizzi  | Fino al 29 marzo 2018

di MATTEO GALBIATI

Tornano le geometrie e il segno del colore di Carlo Ciussi (1930-2012) di cui, in una monografica negli spazi della galleria A arte Invernizzi di Milano intitolata La pittura come fisicità del pensiero, si analizzano le esperienze e le riflessioni attraverso un nucleo di opere attentamente selezionate degli anni Sessanta e Settanta messe a confronto con altri capolavori degli anni Novanta.

Carlo Ciussi, XXVIII, 1965, olio e tecnica mista su tela, 120x140 cm © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Carlo Ciussi, XXVIII, 1965, olio e tecnica mista su tela, 120×140 cm © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Seppur lontane nel tempo le esperienze di ricerca vissute da Ciussi in questi decenni attestano la sua radicale coerenza, protesa ad una riflessione di ampio respiro sulle istanze di un poetare cromatico che dichiara, allo sguardo di chi osserva, la permutazione continua di elementi che sanno rigenerare continuamente, rinnovandola, la visione estetica-filosofica di questo grande protagonista della pittura del Novecento.
Persistenza e rinnovamento sono alla base, quindi, di un timbro pittorico che capace di dare sonorità al silenzio di intuizioni e considerazioni che lambiscono l’infinito trascendente del pensiero umano e, cogliendolo nella sua esattezza viva, lo sanno trasferire e palesare nella fisicità del nostro reale. Il suo atto pittorico dà circostanza al pensiero, lo rende presente, tangibile, gli conferisce una vivacità mutevole ascrivibile oltre il dato eminentemente irrazionale perché, sulle sue superfici, si dimostra quale verità presente, coglibile nell’evidenza di un concretezza fondata ed esistente.

Carlo Ciussi. La pittura come fisicità del pensiero, veduta parziale dell’esposizione, A arte Invernizzi, Milano © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Carlo Ciussi. La pittura come fisicità del pensiero, veduta parziale dell’esposizione, A arte Invernizzi, Milano © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Ciussi, infaticabile sperimentatore, coniuga una profondità e una lungimiranza di pensiero ad una sapienza peculiare della pittura che rendono il dipinto vero atto di consapevolezza dello sguardo e non solo come  semplice oggetto estetico.
Il sapere dell’artista, tra pieno e vuoto, si dispone nella misura inesauribile del loro equilibrio che non trasgredisce mai di innervare le consistenze delle sue immagini, sempre dense e vive di significazioni: la conoscenza e la coscienza del suo atto-gesto artistico, infatti, si rinnova secondo un complesso variare di equilibri che, pur definendo serie differenti di lavori, hanno sempre una continuità attiva, attinta dalle energie reperibili dal fluire dell’esistere (suo, nostro, del mondo e dell’universo imponderabile). Il colore e il segno, la forma e il gesto si risolvono in un costante riformulare se stessi, acquisendosi incessantemente ed inesauribilmente da un comune bagaglio formale e culturale primigenio; nella radice del suo sapere Ciussi ricava i postulati atavici per riformulare ogni istanza, ogni gesto, ogni atto che concorre alla deducibilità della sua stessa arte e della conoscenza che ad essa, per noi fruitori, si accompagna.

Carlo Ciussi, Senza titolo, 1993, olio e tecnica mista su tela, 220x156 cm © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Carlo Ciussi, Senza titolo, 1993, olio e tecnica mista su tela, 220×156 cm © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

La superficie del dipinto arriva a sollecitazioni di tal punto che, ad un certo momento, deve deflagrare nell’ambiente e nello spazio del nostro esistere per farsi ancor più evidente provocazione fisica, concreta: dalle opere storiche del primo piano, in cui si conserva la dimensione del dipinto, si passa, infatti, a quelle del piano interrato dove la pittura lambisce i territori dell’installazione scultorea.
In queste strutture primarie Ciussi rinnova il suo dire-fare; acquisisce una monumentalità insperata che riesce ad assolvere a quell’inesprimibile potenza immaginativa che non vuole mai definire l’opera come esaustivo compimento di un percorso, ma che, al contrario, la rilancio in ciò che ancora ha da venire.
Cerca infaticabile nuovi spazi e nuove direzione di un pensiero a cui vuole dare logica concretezza in una narrazione risoluta e determninata della realtà. Il colore diventa lo strumento indagativo della solida matericità plausibile di ogni atto cognitivo che sa rendersi allora, attraverso il gesto artistico, come detto, anche presenza fisica nello spazio-ambiente del nostro esserci ed esistere.

Carlo Ciussi. La pittura come fisicità del pensiero, veduta parziale dell’esposizione, A arte Invernizzi, Milano © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

Carlo Ciussi. La pittura come fisicità del pensiero, veduta parziale dell’esposizione, A arte Invernizzi, Milano © A arte Invernizzi, Milano Foto Bruno Bani, Milano

La pittura di Ciussi è atto di verifica di libertà e verità, una dinamica in divenire, inseguita e voluta, perseguita e accertata, con cui l’artista manifesta la tensione della sua riflessione che, nell’apparenza delle cose del mondo, trova l’efficacia della sua incorruttibile bellezza.
Il valore apparentemente elementare del suo equilibrio segnico-geometrico nasconde la profonda consapevolezza poetica e filosofica di un artista la cui fiducia nell’uomo, e nella sua capacità di saper cogliere nel tutto dello spazio-tempo il germe, veritiero ed evolutivo, del senso dell’umanità e del suo esistere, lo porta ad esplorare la dimensione altra (e vera) dell’esistenza.

Carlo Ciussi. La pittura come fisicità del pensiero
catalogo con saggio di Francesca Pola e una poesia di Carlo Invernizzi

7 febbraio – 29 marzo 2018

A arte Invernizzi
Via Domenico Scarlatti 12, Milano

Orari: da lunedì a venerdì 10.00-13.00 e 15.00-19.00, sabato su appuntamento

Info: +39 02 29402855
info@aarteinvernizzi.it
www.aarteinvernizzi.it

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