Non sei registrato? Registrati.
BOLOGNA | PALAZZO ISOLANI | 6 – 9 FEBBRAIO 2025

L’inaspettato mette radici in centro città, trova terreno fertile a Palazzo Isolani, nuova propulsiva serra di idee per BOOMing Contemporary Art Show. La fiera indipendente torna a Bologna dal 6 al 9 febbraio con tante novità e conferme, conquistando l’antica dimora che si affaccia sulle sette chiese di Santo Stefano.
Se l’arte è liquida, il contenuto è incline ad assumere la forma del contenitore: così i saloni, gli archivi, gli spazi – compresa la rinascimentale scala elicoidale del Vignola – accolgono e plasmano visioni portatrici di inquietudini, che si riflettono in un caleidoscopio di rimandi architettonici, storici ed estetici, tra tappezzerie damascate e cimeli di famiglia. Una disseminazione creativa che vive di innesti e di crescite improvvise che evocano le Rampicanti, infestanti e rigogliose, gioiosamente anarcoidi, dalla vitalità dirompente.

Quest’anno BOOMing Contemporary Art Show propone quattro sezioni tematiche rizomaticamente interconnesse, dense di stimoli, ognuna con un suo main project, una mostra, una programmazione di talk, video e incontri, quattro progetti speciali, due Premi e due eventi fuori fiera.

Dora Musola, Costellazioni familiari, performance partecipativa a Casa della Pesa per BAW 2024. Foto Fanni Fazekas

I MAIN PROJECT
Il principio di trasformazione alchemica, anzi botanica, è permanente, e tutt’ora in fieri. Lo racconta la performance inaugurale “Costellazioni familiari” di Dora Musola, veronese classe 2000, realizzata in collaborazione con Exibart nell’ambito di ART CITY BOLOGNA 2025. L’artista, giovedì 6 febbraio, alle 19.30, interpella e coinvolge il pubblico dando vita a un unico organismo che si espande, conquistando lo spazio e dissolvendo l’individualità a favore di una dimensione collettiva. Corpi, abiti, accessori si avviluppano e aggrovigliano in discesa dalla scala elicoidale del Vignola, catturando e metabolizzando tutto ciò che incontrano. I lavori dell’artista appartenente alla GenZ sono inoltre esposti nella mostra collettiva speciale “Intrecci” nella Sala dell’Archivio, con un’anticipazione – la corona al centro di una sua performance del 2023 – che troneggia su un supporto dorato nella Galleria d’ingresso.
Oltre a questa performance, che appartiene a pieno titolo alla sezione Ne(ur)ogenerative, dedicata ad artisti e curatori Under 35, altri 3 main project sostengono, come pilastri, questa edizione di BOOMing. A partire da Luca Rossi, una delle voci più critiche di un sistema dell’arte declassato a investimento speculativo e forma di edonismo autoreferenziale, ormai slegato da ogni vera definizione di valore. L’artista propone all’ingresso di Palazzo Isolani uno speciale “Hidden Work” per la Main Section Elicoidi.

Luca Rossi, Alone in press conference_MAMbo Bologna, 2024

Il progetto OGGI PER VEDERE VERAMENTE QUALCOSA BISOGNA NASCONDERLO si racconta venerdì 7 febbraio alle ore 19.30, attraverso una conferenza stampa in solitaria, con pubblico e giornalisti immaginati, secondo un format presentato negli ultimi mesi in alcuni luoghi cardine dell’arte contemporanea italiana: Triennale di Milano, Museo Mambo di Bologna, Arte Fiera 2024, Videocittà 2024, ArtVerona 2023. Domenica, 9 febbraio alle ore 16.00, sarà proiettata la sua performance del 2024 al MAMbo.
Thomas De Falco firma, in collaborazione con il Museo Arte Contemporanea Cavalese, il Main Project della sezione Le Rampicanti, che prende posto nell’iconica Sala dell’Alcova. “WO-MAN” parte da un abito scultoreo, che dal 2011 viene riutilizzato, modificato e riadattato in un processo continuo in ogni sua performance. Altri suoi reperti tessili, parte della sua personale “GOLD-While all Flow’rs and all Trees do close To weave the Garlands of repose”, sono stati inseriti nella mostra speciale “Intrecci”, nella Sala dell’Archivio. È in questo spazio che sabato 8 febbraio alle ore 19.30, Elsa Barbieri, la neo- direttrice del museo di Cavalese presenta il progetto che insieme ai giovani performer Alice, Bien, Doung e Lurdes ha dato vita a un tableau vivant in cui corpi umani e sculture tessili si fondono, rappresentando un’umanità universale. Al centro della narrazione, una verità primordiale e ineludibile: la vulnerabilità, non come sinonimo di debolezza o fragilità, ma come essenza stessa del vivere.

Thomas De Falco, WO_MAN, 2024. Performance, Museo Arte Contemporanea Cavalese

Infine torna Giulio Boccardi, già protagonista della fiera nel 2024 con il main project della sezione de Le Ecocentriche. Al centro della cappella consacrata nella Sala dell’Alcova come unico elemento viene presentato un piccolo albero: l’oggetto della performance “Sodalizio. Atto I: Il rituale” che si è svolta presso la sede trentina di Boccanera Gallery in occasione del solstizio d’inverno a dicembre 2024, momento in cui gli alberi sempreverdi diventano un simbolo di speranza e continuità della vita trasversale a varie culture per celebrare il ritorno della luce, simbolo di rinascita e rinnovamento interiore.
Il rituale ha visto l’artista impegnato in un costante esercizio fisico e mentale camminare in cerchio per tre giorni consecutivi, tenendo in braccio il primo degli alberi che verranno piantati grazie a questo progetto.
Il secondo atto sarà la riforestazione del bosco della Panarotta grazie alla collaborazione con WOWnature in un evento finale che si terrà entro giugno 2025 in cui i/le partecipanti potranno mettere personalmente a dimora le piante adottate insieme all’artista che pianterà l’albero della performance.
Sulla landing page dedicata al progetto sul sito è possibile scegliere fra vari tipi di albero favorendo la biodiversità: https://www.wownature.eu/wowlanding/sodalizio
Sabato, 8 febbraio alle ore 20.30 l’artista Giulio Boccardi racconterà il progetto in conversazione con Piero Baraldo di WOWnature.

Monica Smaniotto, L’ABBRACCIO, 2022, stampa fine art su carta Canson infinity, 40×60 cm

INTRECCI, LA MOSTRA SPECIALE
Thomas De Falco, Eva Fruci, Micc, Dora Musola, Leonardo Panizza, Monica Smaniotto, Nadia Tamanini
Una mostra arborescente, un rizoma di ricami, intrecci tessili, organici, botanici, tecnologici e sinaptici che come la vegetazione spontanea si pone in netta antitesi alla “levigatezza” troppo comoda, liscia e consumabile enunciata da Byung-Chul Han. È la resilienza delle erbacce nei video strapiantati di erbe selvatiche che emergono dallo spazio urbano di Leonardo Panizza contrapposte ai “contenuti sensibili” nativi digitali di micc che analizzano il nostro rapporto problematico con la tecnologia. La stessa raccontata da carte, leporelli, fotografie e tessiture di piccolo formato abbarbicati agli alti armadi che affiorano fra volumi e documenti storici dalle memorie della Sala dell’Archivio. Gli oggetti tessili delle performance di Thomas De Falco e Dora Musola incoraggiano la vulnerabilità che apre alle esplorazioni sensibili e lacerate della condizione umana di Eva Fruci. Gli scatti ecocentrici della fotografa Monica Smaniotto abbracciano le contraddizioni del nostro legame con la natura, mentre la poesia visiva, i leporelli e le trame palindrome leggibili in ogni direzione di Nadia Tamanini ricuciono, incarnano e traducono la parola nella condizione esistenziale.

LE ELICOIDI: Main section
Il moto perpetuo, l’elica che si avvolge in un progresso costante che scava e porta in superficie un’arte consapevole, aliena ai compromessi. È sotto questo segno che si sviluppa la main section “Le Elicoidi”, inaugurata già all’ingresso con un “Hidden Work” del già citato main project “OGGI PER VEDERE VERAMENTE QUALCOSA BISOGNA NASCONDERLO” di Luca Rossi.
Nella Sala del Cardinale, BI-BOx Art space di Biella presenta “AmbiguouSmile” con “OGNI EPOCA HA IL SUO SORRISO AMBIGUO”, una nuova serie di pezzi unici di GEC, realizzati con scatoloni Amazon Prime. Una citazione della Monna Lisa che ci racconta le ambiguità del presente. Il lavoro di Gec, che espone in importanti mostre – la Biennale di architettura di Venezia, la Triennale di Milano, il Mart di Rovereto – si fonda principalmente sull’utilizzo del web per coinvolgere: è la reazione del pubblico a decretarne il successo. Attraverso immagini o installazioni ambientali ironiche e drammatiche invade lo spazio urbano senza alcuna autorizzazione, indagando temi quali il lavoro, la comunicazione pubblicitaria, il consumo consapevole, le lotte di classe, il gioco.
Nella Sala degli Specchi Cesari Studio è presente con vari artisti di respiro internazionale, come il già affermato Alessandro Giusberti, artefice di impronta barocca e appassionato di Caravaggio, che delinea la sua pittura attraverso il contatto con il mondo circostante, in un realismo pittorico che ha di recente assunto un ritmo magico e onirico, e Branco, autodidatta brasiliano che proietta il suo universo mentale e comunica, attraverso forme astratte, figure zoomorfe e fitomorfe, la propria storia personale, indicatrice di un singolare rapporto instaurato con gli elementi naturali. Completano la panoramica la pittura materica di Fabrizio Bonato e le sculture irriverenti di Titti Faranda.
All’ingresso scopriamo invece le opere di Federico Verdiani, che libera la bellezza da ogni stereotipo, mentre nel Salone del Settecento è la milanese ESH a portare la sua estetica proveniente dal e ispirata all’Oriente con i lavori di Leonardo Bartolini, Mauro Bellucci, Hiraoka Junpei e Lee Kyouhong. Nella Sala del Cardinale è Galatea Arte a presentare, come progetto speciale, la fusione tra le opere di Paolo Loschi e Nadia Porcelli, tra dipinti cromaticamente intensi e intimi e delicati scatti fotografici. La Sala del Cardinale ospita Bonobolabo con un progetto incentrato su due grandi formati di Stikki Peaches e lavori di ZED1. Infine, nella Sala degli Specchi Contemporary Artshop Roma partecipa con la personale di Michel Oz.

LE RAMPICANTI – sezione femminismi
Si rafforza “femminismi”, introdotta nel 2019 da BOOMing come prima sezione dedicata al tema in una fiera italiana. Sempre radicalissima, presentata dalla galleria modenese D406 sin dalla prima edizione di BOOMing, la francese MadMeg (Villeurbane, 1976) presenta un nuovo disegno di grande formato realizzato appositamente per la nuova sede di BOOMing, e ispirato all’artista ribelle Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola caravaggesca, e icona femminista ante litteram. Trova la sua collazione naturale nella centrale e pittoresca Sala del Granduca, in un irresistibile dialogo con una storia più attuale che mai, spodestando i ritratti di uomini potenti presenti originariamente nella sala. MadMeg rielabora a china uno dei suoi capolavori più feroci, Giuditta decapita Oloferne, inserendo un riferimento esplicito e polemico a Nicholas Fuentes, sostenitore di Trump e dell’abolizione del diritto all’aborto.
All’ingresso l’installazione di Barbara Grossato si manifesta invece con una forza primordiale di matrice femminile, cifra stilistica che si esprime ossessivamente nei lavori che incorporano tessitura manuale e materiali industriali densamente stratificati. L’opera site-specific per BOOMing si ispira alle rampicanti del tema. Tesse un microcosmo che evoca l’espansione continua dell’universo in un processo continuo di metamorfosi, analogo al fluire della vita, in un tributo alla complessità e all’infinito potenziale della creazione. Nella prima stanza, il Salone degli Archi, incontriamo gli artisti di Febo & Dafne, pronti a svelare mondi nascosti. Diego Dominici esplora il silenzio della maschera, in particolare la “moretta”, che separa l’apparenza dall’essenza, generando profonde forme di solitudine e alienazione. L’opera di Riccardo Bandiera cattura l’intimità dell’animo femminile attraverso un filtro che lascia affiorare pensieri e desideri, senza mai concedersi completamente alla realtà e allo sguardo, posiziona a cavallo tra pensieri e desideri affioranti, come sogni irraggiungibili. Infine, gli oggetti quotidiani si trasformano, grazie al tocco di Pier De Felice, in simboli di un mondo ideale.
Infine i Femminismi, nella loro accezione plurale, emergono dal punto di vista della varietà di temi e tecniche attraverso generazioni di artist* presentati dalla bolognese Blu Gallery nel Salone del Settecento, ricorrono nelle sperimentazioni fotografiche oniriche con AI dell’affermata artista parigina Pupa Neumann, trapelano dai ricami esistenziali di Lau_Lana, classe 1998, si esprimono nelle figure disorientanti di Mattia Barbalaco, affascinato dalla vita misteriosa delle suore.
Nel Salone degli Archi ci accolgono gli artisti e le artiste di Passo Blu IAC APS, ovvero Federica Barcellona, Roberta Buccellati, Giusi Lorelli e Diego Dit Toscani, che mettono in scena una riflessione collettiva su come le crisi e le incertezze attuali stiano alterando la nostra umanità. Il Salone dell’Alcova accoglie la galleria Ad’Opera di Firenze, che presenta una personale dell’artista Angelo Raffaele Marturano, dedicata agli archetipi androgini e femminili.

LE NE(UR)OGENERATIVE – sezione Gen Z
Le proposte di Candy Snake Gallery di Milano emergono in un riuscito contrasto fra generi storici: le estremizzazioni estetiche del presente emergono con forza fra le tappezzerie damascate rosse della Sala dell’Alcova. Agostino Rocco (1971) crea, con i volti della serie “fashionable/questionable”, un corto circuito tra l’ossessione dell’artista per la ritrattistica rinascimentale in piccolo formato e i book fotografici di moda. Pennellate invisibili su volti belli e imperfetti, sottilmente incongrui nelle proporzioni, rappresentativi della varietà umana. Sono ritratti immaginari di persone inesistenti, pur nella precisione del dettaglio e nella ricerca di una grana di pelle iperrealista tesa su soggetti irreali.
L’artista del Caucaso Elen Bezhen (1996), trapiantata in Francia, lavora all’intersezione tra il concetto di Nuovo Medievalismo e le idee ecofemministe. Nelle sue opere affronta temi legati al rapporto tra uomo e natura, concentrandosi in particolare sull’immagine femminile, rileggendo l’estetica del primo Rinascimento e del Medioevo in chiave contemporanea.
BoA Spazio Arte di Bologna propone una tessitura rampicante di tutti i filoni portanti di questa edizione, aprendosi a femminismi vissuti in una dimensione più intima e domestica, ma non per questo meno urgente: presenta tre artiste emergenti nate tra il ’92 e il ’97, che indagano con mezzi e tecniche differenti il tema dell’interiorità trasformata in immagine estetica, trasportando l’intimità del proprio vissuto, anche attraverso atti performativi, nell’opera. Roberta Cacciatore (Roma, 1992) si serve della tecnica della cianotipia per rappresentare se stessa in relazione allo spazio domestico. In particolare, con “Pigiama Party”, l’artista ricerca il paradosso dello spazio della solitudine, malinconico ma vitale.
Le immagini sospese in un blu senza tempo, fissate a supporti in maiolica bianca ricamata a filo rosso, ricordano piccoli santuari o edicole votive, a supporto della sacralità dei piccoli gesti quotidiani. Alice Zanelli (Bologna, 1996) si auto-ritrae e indaga le proprie emozioni attraverso gli occhi: sculture a mosaico di diversi materiali che combinano una estetica patinata e rilucente ad un bisogno invece quasi disperato di ascolto. Tullia Mazzotti (Rimini, 1997) esprime con toni scuri i suoi tumultuosi paesaggi interiori. Rappresenta luoghi della sua memoria emotiva, che si lega indissolubilmente alla natura attraverso lunghe camminate solitarie. Disegno, pittura e scrittura si compenetrano ed esplorano la fugacità della memoria, custode di immagini mentali che diventano ideali.

Agostino Rocco, Fashionable questionable 4 – Joelle, 2024, olio su carta su tavola, 24×19 cm_Candy Snake Gallery

LE ECOCENTRICHE – sezione ambiente
La natura, protagonista assoluta in questa sezione di BOOMing, si manifesta anche attraverso Suarte Gallery, che presenta nel Salone del Settecento le opere di Ottavio Celestino e Maurizio Savini: testimonianze che vanno dalla fotografia alla scultura, passando per installazioni che invitano a una riflessione metafisica. Il fotografo Ottavio Celestino, con le sue foreste e piante antropomorfe, richiama l’antico mistero della natura come cuore pulsante del mondo. Maurizio Savini utilizza invece un materiale duttile come la gomma arabica, nel colore più pop che esista, il rosa acceso, per denunciare le nostre colpe collettive, puntando il dito contro la decadenza delle nostre credenze e la disarmante inciviltà dei nostri tempi. Nella Sala degli Archi Godot saluta il ritorno a Bologna con immagini che raccontano, tra terra e mare, polarità opposte e complementari.
Il Salone dei Senatori interamente dedicato a questa sezione ospita molti dei progetti a tema ambientale. A partire da un progetto site specific di ALKETA ART, che attraverso le opere di Delishaj Alketa esplora la forza trasformativa che accomuna le donne alla natura. La grande installazione multisensoriale evoca foreste pulsanti su lunghe trame di cotone, intessute secondo la tradizione culturale femminile del Degermi, copricapo tradizionale del nord dell’Albania. Proprio accanto, ecco il progetto fotografico di Gabriele Zago, “Yana Amazonas”, dedicato alla regione amazzonica minacciata dalle compagnie petrolifere. Ogni immagine è composta con decine di differenti scatti per ricostruire l’immagine perfetta della foresta, in uno slancio ottimista verso il ritorno ad una natura inviolata e bella, nonostante il colore nero – simbolo del petrolio – e le cromature, che ricordano condutture metalliche, invadano il mondo. Infine, nella stessa sala troviamo le opere di Ersilia Sarrecchia e Alberto Zecchini, presentati dalla galleria modenese Ranarossa 3.0, così come la personale in stile minimalista di Arnaldo Vignali, per la galleria Artekyp.
Tra gli screening del programma collaterale spicca il video di Leonardo Panizza in programma domenica 9 febbraio, che racconta la performance estrema e radicale “In nome del Cielo” creata dal performer Giulio Boccardi per BOOMing come uno degli eventi più sorprendenti della scorsa Art Week bolognese. In cerca di redenzione spirituale, Boccardi rimase 96 ore sulla torre “stilita” elevata di fronte all’ingresso, esposto alle intemperie, in una prova di resistenza ed empatia partecipativa. Intorno a lui, gli schermi riproducevano le opere video di Leonardo Panizza realizzati in collaborazione con Associazione MOKA, dedicati alle catastrofi ambientali. Un progetto trasformativo da rivivere nella poetica restituzione video.
Si iscrive di diritto in questa sezione anche l’opera di Livio Ninni, torinese classe 1989 del collettivo “Il Cerchio E Le Gocce”, vincitore del Premio Sustainability Art Giorgio Morandi rivolto ad artisti under 40 impegnati sul tema delle emergenze ambientali. Un riconoscimento promosso da Grand Hotel Majestic “già Baglioni” – dove sarà esposta in futuro – e Confedilizia APE Bologna con il sostegno della Fondazione Giorgio Morandi. La sua opera, “Foggy” – fotografia trasferita su cemento, spray e marker – appare “spezzata”, ricordando attraverso colori e poetica il Morandi degli anni ’16-‘18, colto ad interrogarsi sull’ambiente con gli strumenti della metafisica.

Barbara Grossato, MUTANTE_1, 2024, metallo zincato acciaio, dimensione ambiente

I PROGETTI SPECIALI
Barbara Grossato – Installazione speciale Le Rampicanti: MUTANTE_1
Questa installazione site-specific, adattata all’ingresso di Palazzo Isolani, è realizzata con fili sottili e rondelle d’acciaio: gli elementi metallici vengono annodati per dar vita a una foresta intricata in cui perdersi. La ripetizione e la sovrapposizione crea densità visiva. Strato dopo strato si materializzano il gesto e la sua ripetizione, in un rito che scava nella memoria semantica personale dell’artista e in quella collettiva. È una natura pulsante, un microcosmo che evoca l’espansione continua dell’universo in un processo di metamorfosi che è un riferimento intimo al fluire della vita, un tributo alla sua complessità e all’infinito potenziale della creazione.
Morb – Pixel Faith (a cura di Simone Sensi)
Dalle opere dell’artista proposte in un inedito allestimento site-specific a cura di Simone Sensi emerge una critica diretta ai comportamenti (auto)distruttivi, evidenziati in un’indagine che attraversa la complessità dell’esperienza umana. Morb approfondisce il tema attuale del rapporto tra uomo e tecnologia, dove quest’ultima influenza la sfera della creatività. Nascono nuove possibilità di espressione, che determinano modalità di fruizione e perfino nuove funzioni dell’arte alternative. Una visione superficiale, sempre più abituata alla digitalità, rischia di eludere un’autentica dimensione esperienziale: pertanto l’artista si limita a registrare i pixel di un quadro, di una pianta o altri elementi della realtà. Queste tele scultoree e i video in “depixelizzazione” pongono lo spettatore davanti ad un’immagine decomposta, ricreata dallo smartphone, celando una complessa relazione ciclica tra tempo e moto, creazione e distruzione.
Andrea Meregalli – Effetti AI_ndesiderati
Effetti “AI_ndesiderati” di Andrea Meregalli è un’opera video che si colloca al crocevia tra intelligenza artificiale, linguaggio medico e filosofia della condizione umana. Attraverso l’uso del software generativo Stable Diffusion, l’artista trasforma un elemento prosaico – il foglietto illustrativo di un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina – in un’esperienza estetica perturbante e stratificata. Questa indagine sull’interazione tra linguaggio e immagine è anche un’esplorazione del rapporto tra uomo e macchina, tra razionalità e caos, tra scienza e arte. L’opera si fa specchio di un’umanità che, nel tentativo di decifrare sé stessa, si affida a tecnologie capaci di amplificare tanto la comprensione quanto lo smarrimento.
Pino Boresta – BOOKing x BOOMing
Si ispira a George Perec questa incursione situazionista, provocatoria e ludica dello special guest Pino Boresta, posizionata all’ingresso di Palazzo Isolani. Il suo dispenser book è un intervento di bookcrossing clandestino battezzato “LCA – Libri in cerca d’autore”, che annulla i confini tra chi scrive, chi legge, ciò che viene letto e ciò che viene scritto. Nel suo mirabolante catalogo troviamo libri abbandonati come semi in natura, volumi dalla copertina rettificata, nuove inaspettate – e qui torna Perec – istruzioni per l’uso, détournement letterari, opere d’arte uniche, pamphlet contro la firma unica dell’artista, divagazioni depersonalizzanti in forma scritta, esperimenti ready-made per chi si sente più autore che lettore.

Andrea Meregalli, Effetti AI_ndesiderati, video, 2024

ORGANIZZATORI/TRICI
Simona Gavioli, direttrice
Mantovana, critica d’arte, curatrice indipendente e docente di Fenomenologia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, classe 1977, Simona Gavioli si occupa di arti visive contemporanee con uno sguardo attento alla sinergia tra diverse discipline. Collaboratrice per importanti riviste settoriali, porta avanti una ricerca multidisciplinare con un occhio attento alle nuove generazioni.

DOC Creativity, organizzatore e producer
La creatività è al centro dell’azione di questa rete di professionisti delle attività culturali e creative che riunisce, tra gli altri, pittori, illustratori, fumettisti, makers, artigiani creativi e digitali, web designer, fotografi e audiovisivi. DOC Creativity fa parte della rete Doc, la più grande piattaforma cooperativa in Italia nel settore della creatività, con oltre 8.000 iscritti, 34 sedi in Italia e 1 all’estero, a Parigi.
www.doccreativity.it

 

BOOMing Contemporary Art Show

6 – 9 febbraio 2025

Palazzo Isolani
Via Santo Stefano 16, Bologna

Orari:
Giovedì 6 febbraio 2025 ore 19:00 – 24:00
Venerdì 7 febbraio 2025 ore 11:00 – 24:00
Sabato 8 febbraio 2025 ore 11:00 – 24:00
Domenica 9 febbraio 2025 ore 11:00 – 20:00

Info: www.boomcontemporaryart.com

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •