COMO e MONTORFANO (CO) | Luoghi vari | Fino al 22 marzo 2026
di MATTEO GALBIATI
Ci sono sempre piaciute le mostre d’arte diffusa, avendo il convincimento che l’accessibilità “spontanea”, la contaminazione, l’intreccio di percorsi ed esperienze diverse favoriscano l’integrazione utile e un’interazione diretta con un pubblico più ampio possibile, fruitore casuale reso responsabile del proprio sguardo. Dislocare l’arte, svincolarla dalle sue sacre stanze – soprattutto se i protagonisti sono importanti artisti contemporanei – è un’operazione necessaria per consentire un processo di familiarizzazione con l’arte stessa, i suoi linguaggi e i suoi significati, fattori questo che restano pur sempre agenti nell’attualità del nostro tempo.
I progetti di arte diffusa non abitano solo i musei o le gallerie, ma in parte se ne discostano o li mettono comunque in un circuito virtuoso con altre e differenti sedi che, non propriamente deputate a celebrare o conservare la cultura artistica, sono parte del quotidiano della collettività. Mettono in discussione nuovi habitat e incoraggiano dimensioni di senso impreviste là dove la gente si muove e là dove lo sguardo, spesso, è troppo distratto o troppo impegnato per concentrarsi, ed è proprio per questo che diventa allora facilmente vulnerabile a inusuali elementi di “disturbo”. Le mostre di arte diffusa, forse, hanno il grande pregio di non chiedere né silenzio e né una rigorosa attenzione, ma si determinano per il loro stato di attraversamento ir-risolto. Non pretendono mai una neutralità indottrinata, ma vogliono interrogazioni spontanee e congetture sincere che conducano a libere forme di riflessione e narrazione per cercare una differente misura di valore sensibile.

Hanno lavorato secondo tali orientamenti e in maniera assolutamente puntuale i responsabili di Fondazione Como Arte ETS quando hanno sviluppato per Como, in sinergia con due curatori di grande valore intellettuale come Giovanni Berera e Paolo Bolpagni, il progetto ART IS MY FAVE SPORT che, facendo leva sulla stimolante interdisciplinarità del binomio arte & sport, agisce come tessuto connettivo tra luoghi, paesaggi, persone, artisti e opere con l’intento di generare inedite riflessioni e pensieri trasversali nati dalla pacifica collisione tra forme e figure, presenze e incontri extra-ordinario. Qui si celebrano eccellenze, si richiamano valori esprimendosi al meglio e nel pieno favore di un dialogo ambientale a tuttotondo che rilancia il nostro sguardo dalla storia, recente e passata, al destino delle nostre sfide future. In occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e nel palinsesto del Cultural Program dell’Olimpiade Culturale di Fondazione Milano Cortina, a fare da sfondo a questa mostra d’arte diffusa è la bellezza di Como e dei suoi più iconici poli architettonici, culturali e sportivi celebrati internazionalmente.
L’itinerario che abbiamo condotto – ma il vantaggio di simili progetti è che ciascuno può sviluppare i propri itinerari liberamente, tornando o rigenerando traiettorie di percorsi sempre nuovi – ci ha portato ad iniziare dalla celebre ex Casa del Fascio, superbo capolavoro del razionalismo italiano di Giuseppe Terragni (1904-1943), dove sono riproposte una serie di storiche fotografie di sciatori immortalati nelle immagini in bianco e nero di Carlo Mollino (1905-1973) che, perfettamente innestate nelle sale dell’edificio, rendono attuali i modi e lo spirito di passate forme di sportività. Poco distante è il vitale ambiente della Palestra Negretti, luogo dove la Scherma Comense e la Ritmica Comense hanno consegnato numerosi atleti come campioni di grande valore per i risultati conseguiti, ad accogliere i monotipi del comasco Fabrizio Musa (1971) che raccontano, con la consueta iconografia visiva dell’artista, le forme di sciatori che si inseriscono nel wall of fame, lungo la scalinata interna della palestra, accostandosi alle immagini – dalle storiche alle più attuali – delle vittorie e dei successi degli atleti delle società comasche che qui si allenano.

Spostandoci in una zona più centrale è la Pinacoteca Civica a ricevere, accanto alle proprie collezioni permanenti e alle mostre temporanee, due prestiti davvero eccezionali concessi dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto: in una sala dedicata incontriamo Il Lottatore di Mario Sironi (1885-1961) e gli Elementi di Lotta di Gualtiero Nativi (1921-1999), che caricano di tensioni geometriche forme e figure ormai ampiamente emancipate da una visione naturale della realtà. Qui si specchia, con una corrispondente composizione sfaccettata nella simultaneità di punti di vista diversi, un’opera fotografica che Maurizio Galimberti (1956), altro artista dai natali comaschi, ha realizzato appositamente per l’occasione. Immortalati dal suo inconfondibile mosaico di Polaroid sono, infatti, alcuni atleti e alcune atlete, promesse della pallanuoto della Como Nuoto, in un omaggio dedicato alla nuova generazione di sportivi di successo.
È stato poi un grande privilegio entrare nel mitico Stadio Sinigaglia, altra storica architettura del ventennio comasco, casa del Como 1907 – amata società calcistica cittadina che sta oggi militando con rilevante successo nella serie maggiore del calcio italiano – per ammirare e interagire, con l’opera Stadium (concessa in occasione dell’apertura della mostra) di Maurizio Cattelan (1960), il grande calciobalilla che per “funzionare” impegna una formazione di 11 componenti per parte, proprio come un vera competizione tra due squadre di calcio. Nello stesso complesso e della stessa epoca è la piccola, ma suggestiva, Piscina Sinigaglia, è qui che Massimo Bartolini (1962) propone l’opera al neon Mirrors Club, una scritta che come un’insegna, inaspettata per questo contesto, veicola un messaggio da decifrare e interpretare nella sua dimensione di senso ulteriore rispetto al primo e più immediato significato che se ne deduce.
Si incontrano, invece, alla Canottieri Lario, altro luogo importante della sportività lariana, i colori dell’opera di Deda Barattini (1948), già presente nel fondo della stessa Fondazione Como Arte ETS, e le forme biomorfe di Nicola Salvatore (1951); mentre bisogna andare al Circolo del Tennis di Villa Olmo per ammirare l’energia dell’opera del giovane artista comasco Mario Uliassi (2000) che qui concede al pubblico l’intensità cromatica delle sue foreste infiammate.

Infine vale la pena lo spostamento di qualche chilometro fuori Como che ci porta a Montorfano dove, nel morbido paesaggio naturale delle colline comasche, entriamo nella sede del Golf Club di Villa d’Este che ospita, in interno e in esterno, due artisti contemporanei. Nella Club house si ammira Paola Pivi (1971) che colloca due elementi di forte presenza e personalità: due orsi dal colore improbabile conquistano, con pose coreografate, la grande sala che li accoglie. Sempre scultorea è la collocazione dei monoliti di Salvatore Astore (1957) che, appartenenti alla serie Anatomia Umana, “invadono” con la misura armonica della loro presenza i green di due buche del campo comasco, a sottolineare con una poetica liricità i contorni di una natura che resta il nostro più forte valore.
In un’epoca atroce in cui il “sistema” dell’arte tende spesso a privatizzare l’esperienza estetica relegandola a un’élite sempre più ristretta, talora nemmeno troppo meritevole, iniziative come questa vanno sostenute con il plauso di provare nell’impresa ardua di non ridurre a consumo rapido o modaiolo opere e artisti. L’arte diffusa di ART IS MY FAVE SPORT compie un gesto quasi sovversivo, ma autentico per la sua stessa natura di organismo disseminato: restituisce ogni opera alla permeabilità vitale e stimolante del “contesto”. Togliendola da teche o piedistalli la consegna alla verità del clima naturale e alle voci della gente ammettendo errori e, al contempo, ampliandone anche i significati. Certo potrebbe esporre l’arte contemporanea al rischio dell’indifferenza o ai pregiudizi più consolidati, eppure non le fa mancare la certezza del miracolo dell’incontro.

È un’arte che accetta di essere interrotta; di essere fotografata malamente per essere impunemente consumata sui social da molte più persone di quanto non le è abitudine; di essere discussa in un bar vicino a una sua sede; magari di essere usata come inevitabile marcatore, punto di ritrovo o di appuntamento; accetta pure di essere il bersaglio di facili polemiche. Proprio in questa perdita di controllo risiede il suo nuovo valore militante: vivere e generarsi nei suoi contrasti, dentro le sue fertili ambiguità riconsegnandosi in pieno alla vita e alle sue dinamiche.
Quest’arte diffusa vince nell’unione ulteriore con lo sport, diventando principio di attivazione di pensiero e non di decorazione strategica all’uopo addomesticata. Interroga il territorio in luoghi di frequentazione partecipata, non li occupa, ma li ascolta e li riconfigura. Tutto a Como funziona perché le tracce lasciate non sono soltanto visive, ma realmente relazionali nella determinatezza delle loro infinite tonalità.
Tornando poi all’ambito sportivo, questa è sicuramente una mostra che, nel suo genere e nella sua categoria, una medaglia la merita davvero.
ART IS MY FAVE SPORT
a cura di Giovanni Berera e Paolo Bolpagni
da un’idea di Fondazione Como Arte ETS
con il sostegno e il Patrocinio di Comune di Como, Camera di Commercio di Como e Lecco, ASF Autolinee, Delegazione Provinciale CONI di Como, Panathlon Como
in collaborazione con MART di Trento e Rovereto, Archivio Maurizio Cattelan, Galleria Massimo De Carlo (Milano), Galleria Lia Rumma (Napoli), Galleria Mazzoleni (Torino), Galleria Cavaciuti (Milano), Fondo Carlo Mollino presso il Politecnico di Torino, Archivio Giuliano Collina
charity partner Associazione Un Cuore per l’Autismo
parte del Cultural Program dell’Olimpiade Culturale di Fondazione Milano Cortina
15 novembre 2025 – 22 marzo 2026
CARLO MOLLINO
Casa del Fascio
Piazza del Popolo 4, Como
(su prenotazione info@comoarte.org)
MARIO ULIASSI
Circolo del Tennis di Villa Olmo
Via Simone Cantoni 1, Como
(sabato e domenica dei mesi di febbraio e marzo 2026 11.00-13.00 o su prenotazione info@comoarte.org)
MASSIMO BARTOLINI
Piscina Sinigaglia
Viale Giuseppe Sinigaglia 2, Como
(per la visita è necessario scrivere a info@comoarte.org)
FABRIZIO MUSA
Palestra Negretti
Via dei Partigiani 8, Como
(da lunedì a venerdì 16.00-19:00)
MARIO SIRONI, GUALTIERO NATIVI, MAURIZIO GALIMBERTI
Pinacoteca Civica
Via Armando Diaz 84, Como
(tutti i giorni 10.00-18.00, chiuso il lunedì)
NICOLA SALVATORE, DEDA BARATTINI
Società Canottieri Lario “G. Sinigaglia” 1891
Viale Giancarlo Puecher 6, Como
(ogni mercoledì 10.00-12.00)
MAURIZIO CATTELAN
Stadio Sinigaglia
Viale Giuseppe Sinigaglia 2, Como
(15 novembre 2025)
PAOLA PIVI, SALVATORE ASTORE
Circolo Golf Club di Villa d’Este
Via Cantù 13, Montorfano (CO)
(riapertura dal 26 febbraio 2026, tutti i giorni escluso martedì, su prenotazione info@comoarte.org)
Info, programmi, prenotazioni e orari: www.artismyfavesport.com



