Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda, veduta parziale della mostra, Fondazione l’Arsenale, Iseo (BS) Photo credits Fabio Botti di Foto Simonetti

Armida Gandini, storie di donne che rifioriscono nella luce della memoria

ISEO (BS) | Fondazione l’Arsenale | Fino all’8 marzo 2026

di MATTEO GALBIATI

Perché i volti della regina Adelaide di Borgogna (931-999), delle artiste Dora Maar (1907-1997) e Françoise Gilot (1921-2023), di intellettuali anglosassoni come Emily Brontë (1818-1848), Virginia Woolf (1882-1942), Gertrude Jekyll (1843-1942), Vita Sackville West (1892-1962) – per citarne alcune – si intravedono dentro sagome di fiori che lasciano filtrare la loro personalità attraverso l’intensità dei loro sguardi? Come si combinano caratteri femminili forti, molto controversi e certamente dibattuti ai loro tempi, con le riconoscibili forme naturali che popolano i nostri giardini?

Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda, veduta parziale della mostra, Fondazione l’Arsenale, Iseo (BS) Photo credits Fabio Botti di Foto Simonetti

Le risposte si riassumono tutte nella poetica espressione della ricerca che da tempo Armida Gandini (1968) sta conducendo con profonda umanità, pensando più alla coscienza degli animi che alla leggerezza di estetiche vacue. Del resto il suo approccio si misura con garbo con le necessità dei nostri tempi senza scivolare, però, nella consunta retorica programmatica con cui si annacquano spesso, svilendoli, temi assai importati quali l’identità, la memoria, la manipolazione, la verità, l’affermazione.
Il modo con cui tratta le sue figure-personaggi è diventato ormai felice risonanza di una semplicità dotta, culturalmente forte, che non ricorre al superfluo o al clamore, ma all’essenzialità di pochi gesti e di poca alterazione per ammettere l’opera al presupposto di farsi racconto: ogni immagine di Gandini si intaglia imprevista e, irrompendo in consistenze differenti, si staglia con ostentata e orgogliosa sicurezza. Rivendica se stessa – e tutto il suo portato – sempre in silenzio e con rispettosa sobrietà.

Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda, veduta parziale della mostra, Fondazione l’Arsenale, Iseo (BS) Photo credits Fabio Botti di Foto Simonetti

Di questo atteggiamento riflessivo è specchio il felice allestimento, ricco ma allo stesso tempo equilibrato, della mostra personale Il volo delle falene sull’onda che, nelle sale della Fondazione l’Arsenale a Iseo (BS), ci consegna la più recente produzione dell’artista bresciana.
Qui il suo pensiero s’è concentrato, come si diceva, su identità femminili che la storia ci ha consegnato in modo ambiguo, lacunoso, spesso opaco per il modo in cui, al loro tempo, erano state considerate e giudicate e, poi, raccontate. Questa mostra, allora, vive in un percorso immersivo che intreccia memoria, identità e femminilità, invitando a riflettere su ciò che resta e su ciò che tramandiamo e/o viene tramandato di noi.
Gandini si attiva per rigenerare la memoria di queste eroine senza tempo, per dare voce ed espressione a spiriti che hanno saputo resistere insistendo sulla loro caparbia determinazione, sulla forza interiore, sull’energia del loro intelletto, su animi saldi che hanno definito le rotte di vite non comuni e non certo semplici. Basta leggerne le biografie per capire come ancora si debba emancipare l’intenzione della nostra lettura in chiave attuale così da cogliere il vero significato della loro intensa umanità.

Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda, veduta parziale della mostra, Fondazione l’Arsenale, Iseo (BS) Photo credits Fabio Botti di Foto Simonetti

Con delicatezza Gandini le accoglie nei fiori del suo – loro e nostro – giardino, dentro la consistenza liquida di forme (anche non naturali) in cambiamento costante cosicché è la grazia della Natura a diventare ambiente taumaturgico per il ricordo. Il miracolo sta, infatti, nella possibilità di rivedere qualcosa di non dato e, in tal modo, di respirare il profumo della rinascita. I fiori che quelle donne hanno amato e coltivato ne restituiscono il segno scalfito e usurato dal tempo della storia.
Quello all’Arsenale è un bellissimo itinerario dove si tesse un’idea di femminilità che riparte dalla centralità di ogni singola figura, da quella peculiarità che ha reso ciascuna, a suo modo, rivoluzionaria. In queste sue nuove opere Armida Gandini ci spinge a vedere la problematica dell’identità come un luogo instabile, che spesso vive di molte omissioni o di tracce lasciate incomplete: dobbiamo osservare bene, quindi, per resistere alla retorica delle cancellazioni veloci e delle più celeri riscritture. Punto questo centrale per noi, che viviamo in un’epoca di smarrimento, abbagliati dalla velocità con cui si legittimano storie che non hanno contenuti, evidenze che non hanno senso, narrazioni che non hanno morale.

Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda, veduta parziale della mostra, Fondazione l’Arsenale, Iseo (BS) Photo credits Fabio Botti di Foto Simonetti

È una riflessione che Gandini lascia nascere dal passato, dalle storie di alcune donne di cui, in quanto persone eccezionali e singolari, sia sempre possibile, anche tardivamente, tentare di ri-trovarne le dignità sottratte.
Attraverso i suoi linguaggi molteplici, in mostra abbiamo disegno, fotografia, installazione, video, l’artista si pronuncia sempre nella galassia dei suoi temi più ricorrenti che, però, restano come interrogativi aperti, senza una soluzione univoca e assoluta.
Passioni e memorie personali sono, allora, la chiave di accesso a una materia sociale che, vivendo di irrequiete messe in discussione, deve essere dispositivo di riflessione collettiva. Le sue immagini redimono il tempo e, ravvivandone il ricordo, in modo poetico affermano la capacità di queste donne di essersi sapute adattare, resistendo alle insidie della loro epoca grazie a una peculiare personalità. Personaggi quasi marginali, maltrattati, offesi, incompresi che ora ci restituiscono, per noi, un senso nuovo alle loro grandiose esistenze.

Armida Gandini. Il volo delle falene sull’onda
a cura di Camilla Remondina
con il patrocinio di Comune di Iseo
con il supporto di AS Borsoni, Asonext, AQM, Cittadini, Gefran, Poliedro Studio

13 dicembre 2025 – 8 marzo 2026

Fondazione l’Arsenale di Iseo
Vicolo Malinconia 2, Iseo (BS)

Orari: giovedì e venerdì 15.00-18.00; sabato e domenica 10.30-12.30 e 15.00-18.00

Info: segreteria.arsenaleiseo@gmail.com
www.fondazionearsenale.it

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