Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Alice Padovani, oltre il “confine” per imbastire una tessitura continua di nuovi significati poetici

FORLÌ (FC) | Fondazione Dino Zoli | Fino al 31 luglio 2025

di MATTEO GALBIATI

Nella ricerca di Alice Padovani ci sono due fili che, pur restando sempre distinti, si intrecciano andando poi a definire il campo d’azione della sua riflessione estetica: da una parte, infatti, è ovvia e scontata l’ispirazione artistica, sempre libera e imprevedibile, dall’altra, invece, possiamo riscontrare una rigorosa metodologia scientifica che presuppone ordine e sistematicità.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Queste due polarità divergenti, apparentemente distanti e contrapposte, in lei diventano un preciso metodo autoregolato e autogestito che si riflette nella diversa antologia di opere – differenti per tecniche e linguaggi (pittura, scultura, installazione, performance, video, …) – con cui esterna la manifestazione di un’ipotetica nuova misura del sapere naturale e sentimentale. Le sue accumulazioni, rarefatte o dense che siano, impongono al nostro sguardo la volontà di farsi più attento, determinando il dovere di ricerca di un qualcosa che si collega alla vita e all’esperienza di tutti noi ma che deve essere sinceramente compreso nel profondo.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Il tentativo di unificare e uniformare insiemi di associazioni combinatorie di elementi disomogenei, forse addirittura tra loro incompatibili, si traduce nel ri-pronunciarsi sulla loro identità, scavando nei recessi reconditi della loro essenza fisica e simbolica. Padovani prelevando dal mondo frammenti estranei tra loro riconfigura, con l’invenzione propria dell’arte, delle trame e degli orditi disciplinati che provano a stabilire coordinate narrative di senso prima impensate. La misura di questo ordinamento “logico” è esito di una modalità di “catalogazione” primariamente scientifica. Ragione e sentimento, sapere e immagine in Padovani acquistano uno speciale punto di equilibrio che trascrive la sua espressività identitaria, quella che vediamo riflessa in tutti i cicli di sue opere.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Ritroviamo questa sua identità forte anche in Limes: frammenti di realtà, mostra che presenta al pubblico il lavoro condotto in occasione della residenza artistica presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Esito della consolidata collaborazione tra Dino Zoli Group e l’Associazione Culturale Arteam, questa ulteriore esperienza è nata grazie al Premio Dino Zoli Textile che Padovani si è aggiudicata in occasione dell’edizione 2023 di Arteam Cup. Fondamentale, quindi, è stato lo studio dell’azienda e di quelle collezioni tessili per arredo la cui qualità l’hanno annoverata, in cinquant’anni di storia, tra i leader del settore. L’imponente archivio e il grande magazzino aziendali sono stati il bacino da cui Padovani ha attinto oltre 1900 referenze, materiali tessili base su cui ha applicato la sua carica investigativa tesa prima a catalogare e a ordinare per poi rendere, recuperata la dimensione nuova della singola opera, un valore creativo denotato da predominanze di significati differenti.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Seguita in questo processo dall’attenta visione curatoriale di Nadia Stefanel, Alice Padovani ridisegna, attraverso il plusvalore dell’immaginazione mediata da un identitario metodo scientifico, la funzionalità di materiali dissimili traghettandola oltre il suo stesso “confine” naturale. Imbastendo una tessitura continua di nuovi significati poetici il cui viaggio sensoriale ha, come destinazione ultima, l’esperienza di chi osserva, lei, da artista, favorisce invisibili tensioni innervate nel processo emotivo che implicano una conservazione e riabilitazione del pensiero personale. La memoria delle “cose” si pone come elemento di decifrazione dell’immagine iconica e, congiuntamente, esprime l’opera quale possibile delimitatore di reminiscenze ed emozioni singolari legate alla nostra collettività di individui.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Se in mostra ci sono opere già osservate della sua produzione come quelle con gli insetti, per lei simbolo di perfezione evolutiva, sollecitata ed evidenziata in quel meccanismo di fascino-repulsione che suscitano sempre, Padovani si è molto spesa nella realizzazione di tre nuovi interventi site-specifc che riassumono il peso e il senso dell’esperienza vissuta presso la Dino Zoli Textile. Si parte dalle grandi gabbie metalliche disposte nella stanza centrale che, proposte come contenitori di una moltitudine varia di tessuti, si completano con il tappeto sonoro che dà riscontro dei nomi di questi stessi elementi tessili. In un cortocircuito tautologico Padovani definisce un ambiente quasi performativo in cui la ridondanza ripetuta dei medesimi soggetti, in due proposte diverse, finisce con l’unire materia e tempo. Gli arazzi scomposti con i ritagli di tessuto, richiamando la modalità ordinatrice degli antichi erbari, affida al collage la possibilità di frantumare e parcellizzare ogni tentativo di messa in ordine secondo principi catalogatori: il risultato è una arazzo-mosaico di forte impatto emotivo.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà, veduta parziale della mostra, Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC) Foto Luca Bacciocchi

Sempre legate ai contesti delle scienze naturali, presenze sottratte a un qualche misterioso laboratorio alchemico, sono le bellissime ampolle di vetro con i tessuti: contenitore e contenuto si fondono nella magica soluzione di essere microcosmo denso di suggestioni enigmatiche e arcane.
Alice Padovani ritorna ancora a stupirci per la sua capacità di contemplare inediti balzi dello spirito e del pensiero che attraversano, in modo inconsueto, associazioni (pre)ordinate. Secondo le traiettorie di altre coordinate, in questo caso impiegando elementi tessili dell’azienda romagnola ri-assemblati secondo una propria sensibilità, va a costituire ancora altri spunti per nuove narrazioni poetiche, per altre memorie e inaspettate significazioni.

Alice Padovani. Limes: frammenti di realtà
a cura di Nadia Stefanel
nell’ambito di Arteam Cup
con il patrocinio del Comune di Forlì
con il patrocinio di Confindustria Romagna
nell’ambito del Festival dell’Industria e dei Valori d’Impresa
con il supporto di Dino Zoli Group

13 giugno – 31 luglio 2025

Fondazione Dino Zoli
Viale Bologna 288, Forlì (FC)

Orari: da martedì a giovedì 9.30-12.3; venerdì, sabato e domenica 9.30-12.30 e 16.30-19.30; chiuso lunedì e festivi

Ingresso libero

Info: +39 0543 755770
info@fondazionedinozoli.com
www.fondazionedinozoli.com

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