Alicya Riccuto, 1200mq, 2024. Foto Eleonora Cutini

Abitare il giardino. Alicya e Maria Elena Ricciuto tra natura e territorio

Campobasso (CB) | Corso Vittorio Emanuele | Fino al 6 dicembre 2025

Abitare il giardino. Geografie di una città possibile è una mostra che riflette su come il rapporto tra natura, memoria e territorio possa essere riformulato attraverso pratiche installative e gesti minimi. Il progetto, che riunisce i lavori di Alicya e Maria Elena Ricciuto, si inserisce nel ciclo espositivo “Sublime”, diretto da Federico Timo, con un’impostazione che privilegia l’immersione percettiva e la costruzione di spazi narrativi non lineari. La mostra, a cura di Tommaso Evangelista, prende idealmente le mosse dall’utopia urbanistica della “città giardino” elaborata da Bernardino Musenga per Campobasso nell’Ottocento. Questa genealogia non è assunta come modello formale, bensì come struttura aperta: un punto d’appoggio per ripensare la relazione tra crescita organica e ordine costruito. Nel testo critico la città giardino diventa nell’esposizione «un’esperienza percettiva e dinamica nella quale la materia e la memoria convivono sullo stesso piano d’indagine».

Maria Elena Ricciuto, Inutile poesia, 2025. Foto Eleonora Cutini

Le artiste hanno creato un impianto concettuale che rende possibile interrogare i modi in cui lo spazio naturale viene interiorizzato, trasformato o trasposto in una dimensione mentale. Il percorso espositivo, infatti, è costruito attraverso installazioni che impiegano tessuti, intrecci, fiori secchi, tende e elementi vernacolari. Questa combinazione è un metodo di costruzione ambientale nel quale gli oggetti non rappresentano il paesaggio; lo sostituiscono con un sistema di segni e superfici capaci di evocare il suo funzionamento. In tal senso, lo spazio si tramuta in un ecosistema sensibile, un ambiente che risponde a logiche di stratificazione temporale, di accumulo e di lenta trasformazione dei materiali.

Alicya e Maria Elena Ricciuto, Cuscini di casa, 2023. Foto Eleonora Cutini

Una delle caratteristiche più evidenti del concept è la centralità del gesto. Raccogliere, legare, cucire, essiccare: le operazioni tecniche adottate dalle Ricciuto funzionano come atti di registrazione. Producono memoria. Costruiscono archivi non convenzionali, in cui il dato materiale è sempre accompagnato da una componente affettiva e questo approccio introduce un livello rituale non spettacolare, ma organico, radicato nelle pratiche quotidiane e nelle forme del folklore reinterpretate in chiave contemporanea.

Alicya Ricciuto, Altimetria del quotidiano, 2025. Foto Eleonora Cutini

L’esperienza del visitatore è guidata da uno spostamento graduale: dalle zone più aperte e luminose a quelle più raccolte e introverse. Lo spazio si configura come una geografia interiore, costruita attraverso elementi tattili, odori, superfici e passaggi che suggeriscono un progressivo avvicinamento a un nucleo percettivo più profondo. Il percorso mira così alla contemplazione, alla circolazione, alla permanenza temporanea in un ambiente chiuso che chiede di essere abitato più che osservato.

Maria Elena Ricciuto, L’acqua di san Giovanni, 2025. Foto Eleonora Cutini

La bellezza, qui, non coincide con l’oggetto né con l’immagine, è uno stato percettivo che si attiva all’interno del soggetto stesso. Un’immagine che si vede con gli occhi chiusi e in questo senso, Abitare il giardino non propone solamente un’estetica della natura, bensì un modello di attenzione: una forma di cura applicata allo spazio, un modo di riorganizzare la relazione tra gesto, memoria e percezione. Il contributo più significativo della mostra consiste dunque nella costruzione di un ambiente che supera la distinzione tra naturale e artificiale, tra esterno e interno, tra paesaggio e biografia. Le opere funzionano come unità interconnesse, frammenti di un’unica struttura in cui il territorio, reale o mentale, diviene materia viva di un’indagine sul presente. In un contesto culturale che spesso separa la riflessione estetica da quella etica, il lavoro delle Ricciuto dimostra come sia possibile concepire una pratica in cui le due dimensioni coincidono: la bellezza come forma di conoscenza, l’abitare come sua estensione.

Alicya e Maria Elena Ricciuto, La luce bella. Foto Eleonora Cutini

Maria Elena Ricciuto, Alicya Ricciuto. Abitare il giardino. Geografie di una città possibile
Direzione artistica: Federico Timo
A cura di Tommaso Evangelista

23 novembre – 6 dicembre 2025

Corso Vittorio Emanuele n.27, Campobasso (CB)

Info: +39 3923654950
collettivosublime24@gmail.com

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