Ti sarà inviata una password per E-mail
SORDEVOLO (BI) | La Serra dei Leoni, Villa Cernigliaro | 15 dicembre 2013 – 28 febbraio 2014

di MATTEO GALBIATI 

Conosciamo da tempo il lavoro di Valerio Anceschi (1975) che, secondo la manualità antica dello scultore, opera combinando il metallo in forme tenui e ondeggianti, segni spesso fluttuanti come grafie che tradiscono la propria pesantezza con una leggerezza apparente, la fatica della loro composizione con un’illusoria immediatezza.
Valerio Anceschi, N. 597, 2013, 6x34x56 cm, ferro saldato
Il giovane artista attinge da materiali di recupero, da scarti di produzione industriale, da “oggetti” che hanno perduto la funzione specifica dopo aver consegnato la propria parte “utile”. Allora interviene e, con lo sguardo del saggio, ritrova altre potenzialità, altre caratterialità che si riverberano nella loro ri-soluzione come opera.
Con il suo lavoro è come se ci sollecitasse all’evidenza della cosa semplice per poi, attraverso una sapiente gestione dell’aspetto ludico, ci guidasse ad una riflessione più profonda sulla correlazione tra le cose, tra le forme dell’apparire e quelle, spesso invisibili, dell’essere.  In generale sulla mutevolezza veloce del tutto.
In questa occasione oltre alle sue sculture in ferro solido e pesante, Anceschi presenta anche una serie di monili e gioielli che non tradiscono mai i modi della sua poesia. In questo caso i metalli, pur protagonisti, diventano ancora più leggeri, volatili e si aprono ad una danza che li portano a combinarsi tra loro, a sposare sostanze diverse, come se nulla di diverso potessero esprimere le loro forze occulte. Tutto sembra generarsi secondo uno stato di necessità presente che lo scultore riesce a rendere visibile e tangibile.
Valerio Anceschi sa leggere nel cuore della materia che utilizza, sa dove colpire, piegare, saldare, contorcere. Sa come modellare assecondando sempre il tempo dell’attesa, quello del richiamo dell’opera – e della sua forma – che, chiusa dentro all’oggetto “di scarto”, d’improvviso dischiude l’intuizione del suo essere e della sua esistenza.

Valerio Anceschi, Gioiello (dettaglio)

Anceschi parla di trasformazione e rinnovamento che guarda nella direzione dell’essenza profonda delle cose trascrivendo nel visibile, forgiandola direttamente nello spessore livido della loro scorza dura, la musicalità interiore che diviene spirito senza peso, fugace.
In questo modo la forza del suo linguaggio sta nell’infondere alla corporeità terrena della scultura, carnale e cruda, un’ascendenza celeste, nobile e fugace, che tende e si slancia, senza peso, verso l’alto.
E non importa se l’opera è una grande scultura ambientale o un piccolo gioiello. La loro lirica non cambia. 

Valerio Anceschi. Giochi sospesi
a cura di Nicoletta Pallini Clemente
con il contributo e il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Sordevolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Biblioteca Benedetto Croce
in collaborazione con Società Dante Alighieri, Paesaggio Culturale Italiano, Roma

15 dicembre 2013 – 28 febbraio 2014 

La Serra dei Leoni, Villa Cernigliaro
via Clemente Vercellone 4, Sordevolo (BI) 

Orari: lunedì, giovedì, venerdì e sabato 19.00-24.00; domenica ore 11.00-24.00; altri orari su prenotazione
Ingresso libero 

Info: I Parchi letterari® Franco Antonicelli – Zero Gravità Associazione Villa Cernigliaro Dimora storica
+39 015 2562174
info@villacernigliaro.it
www.parchiletterari.com
www.villacernigliaro.it

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi