SIENA | Complesso Museale Santa Maria della Scala | Fino all’11 gennaio 2026
di ALICE IOFFRIDA
A Siena, il Complesso Museale Santa Maria della Scala, ospita la mostra Metamorfosi del Sacro di Teodora Axente a cura di Michela Eremita e Riccardo Freddo, in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra.

L’esposizione si colloca all’interno di un vasto progetto avviato oltre un anno fa dal Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Cristiano Leone, dove le mostre rappresentano uno degli obiettivi primari insieme a un nuovo statuto, la creazione di un masterplan che prende in considerazione le urgenze strutturali e una nuova strategia di comunicazione.

Considerato dai senesi il custode della memoria collettiva, storica e assistenziale, ma anche una testimonianza della vocazione alla carità cittadina, il complesso museale è un pilastro per la cultura senese, un crocevia essenziale dove l’arte, la storia medica e le radici della comunità si fondono in un unico luogo. Ed è proprio da questa identità che ripartono i progetti di conservazione e valorizzazione degli spazi nei quali si inserisce la mostra di Teodora Axente, spiega il Presidente: «Valorizziamo l’esistente, creiamo strutturalmente tutto ciò che durerà nel tempo, in seguito invitiamo artisti contemporanei a sublimare lo spazio, attraverso una visione contemporanea ma strettamente connessa al luogo, site-specific, quindi senza generare una contrapposizione tra contemporaneo e storico».

Difatti, l’artista trascorre un mese a Siena, assimilando con attenzione il contesto espositivo e la stratificazione di riferimenti iconografici e storici del Santa Maria della Scala. Una ricchezza che ha poi scelto di tradurre direttamente nelle tele qui realizzate.
Venticinque opere in cui l’artista romena, esponente della Scuola di Cluj, esplora le fonti storiche del complesso, traendo ispirazione dai suoi elementi costitutivi come gli affreschi di Lorenzo di Pietro, detto Il Vecchietta, nel Pellegrinaio, citati direttamente nell’opera The Ladder. Questa ‘scala’ accoglie il visitatore nella prima sala ed è esplicativa della poetica dell’artista e della sua ultima produzione, dove si ravvisano le citazioni agli affreschi e il metamorfismo. In essa, spiegano i curatori, «l’artista rende omaggio alla storia del complesso museale di Santa Maria della Scala. Dopo aver ammirato gli affreschi del Vecchietta, Axente decide di reinterpretarli, immaginando ogni gradino della scala come una loro nuova traduzione pittorica. L’ultimo gradino è occupato dal simbolo del museo, quasi a suggellare un percorso ascensionale di memoria e rinascita».

Ulteriori citazioni sono presenti nelle opere The Deer is Sleeping, dove il cervo è simbolo di rigenerazione, o The Seven Sins, che dialoga con i rilievi originali di Jacopo della Quercia della Fonte Gaia, per citarne alcuni. L’artista in ogni lavoro parla della città che l’ha ospitata, inserendo elementi riconoscibili.

Metamorfosi del Sacro di Teodora Axente è la prima mostra personale istituzionale dell’artista in Italia ed è la seconda del progetto espositivo ideato da Cristiano Leone, volto all’apertura del museo verso la città attraverso l’intersezione di eventi come la performance Nello sguardo di Teodora Axente, nell’ambito del festival XENOS.
Molti sono i progetti in corso di realizzazione e altri in fase di ideazione, l’auspicio è che questo coraggioso programma istituzionale continui a restituire al Santa Maria della Scala la sua essenza originaria, unendo la cura del corpo e l’accoglienza, in un rito visivo di ascesa e rinnovamento.
Metamorfosi del Sacro di Teodora Axente
a cura di Riccardo Freddo e Michela Eremita
da un’idea di Cristiano Leone
14 novembre 2025 – 11 gennaio 2026
Complesso Museale Santa Maria della Scala
Piazza del Duomo 1, Siena



