Rebecca Horn, Das Rad der Zeit (La ruota del tempo – The Wheel of Time), 2016, rami fusi in bronzo, acciaio, ottone, motore, dispositivo elettronico, vetro, tunnel, specchio, 184 x 300 x 200 cm, piedistallo 11 x 300 x 200 cm, veduta dell’installazione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino Foto Ela Bialkowska OKNO studio © REBECCA HORN, by SIAE 2025

A Rivoli il “grande teatro” di Rebecca Horn

RIVOLI (TO) | Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea | Fino al 21 settembre 2025

di MATTEO GALBIATI

La lunga carriera artistica di Rebecca Horn (1944-2024) ha sempre attestato, fin dagli Anni Sessanta, un’attenzione peculiare per la sperimentazione di linguaggi e materiali, per l’interpretazione del processo performativo quale atto di rilevanza nella formulazione agente di un messaggio estetico mai troppo disgiunto dal suo impegno sociale militante. Del resto il suo attivismo femminista, la sensibilità di esponente di prima linea della Body Art, la sua capacità di percorrere i diversi sentieri espressivi nelle differenti arti visive (come teatro, video, cinema, …), l’hanno consacrata come una delle più autorevoli e influenti voci dell’arte dei nostri giorni. Esposizioni nei maggiori centri e istituzioni di tutto il mondo e i numerosi riconoscimenti conseguiti nei più prestigiosi premi internazionali certificano ulteriormente il valore dei suoi insegnamenti e delle sue testimonianze.

In primo piano Rebecca Horn, Concert for Anarchy (Concerto per l’anarchia), 2006, pianoforte a coda, montanti idraulici e compressore, 166 × 178 × 137 cm; In secondo piano Rebecca Horn, Floating Souls (Anime fluttuanti), 1994, spartiti musicali, piume, inchiostro, struttura in metallo, motore, 65 x 56 x 42 cm, veduta dell’installazione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino Foto Ela Bialkowska OKNO studio © REBECCA HORN, by SIAE 2025

Ogni suo lavoro ha sempre cercato di essere un’azione in divenire, parte di un continuo processo di trasformazione che si è rinnovato e abilitato di opera in opera: ambiente, corpo, mezzo meccanico e tecnologico si alimentano reciprocamente per essere un dispositivo distopico di narrazione esistenziale teso tra passato e futuro.
Tutta l’energia intensa, spesso drammaticamente urgente, impressa nei suoi interventi meccanici, nelle sculture, nei video di performance, nel tratto potente dei disegni, si può ammirare al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (cui si unisce come sede anche la Collezione Federico Cerruti che accoglie alcuni lavori) nella significativa mostra Cutting Through the Past – titolo ripreso da uno dei lavori dell’artista tedesca presenti nelle collezioni del museo stesso –, capolavoro espositivo che dissemina una ricca raccolta di ben 35 opere di notevole rilevanza storica per il percorso di Horn.

In primo piano, Rebecca Horn, Cutting Through the Past (Tagliando attraverso il passato), 1992 – 1993, 5 porte, asta in metallo, motore, 220 x 307 x 306 cm; in secondo piano, Rebecca Horn, Zen der Eule (La meditazione del gufo – Zen of the Owl), 2010, piume, acciaio, ottone, motore, dispositivo elettronico, 70 x 70 x 28 cm, veduta dell’installazione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino Foto Ela Bialkowska OKNO studio © REBECCA HORN, by SIAE 2025

La mostra, che è frutto di una collaborazione con la Haus der Kunst di Monaco di Baviera, promuove in Italia il primo e più grande omaggio all’artista dopo la sua morte, se molti degli interventi di dimensione ambientale sono di grande suggestione e si disseminano nello spazio in modo armoniosamente fluido, altrettanto peculiari sono i numerosi disegni frutto di quell’incessante scrittura visiva impressa sulla carta nel susseguirsi dei decenni. Queste carte sono un vero e proprio gioiello incastonato nello spazio piemontese: qui segni dalle densità diverse, spinti e mossi da pulsioni e sentimenti, emozioni e forze, si misurano con lo sguardo e lasciano ascolano le risonanze vibranti con cui Horn ha provato a tracciare, quasi oltre il limite stesso della sua fisicità, il passaggio tra universo visibile e mondo interiore.
Spetta poi a opere come Pfauenmaschine (1982), Cutting Through the Past (1992-1993), Concert for Anarchy (2006) o Das Rad der Zeit (2016) a completare l’orizzonte delle raffinate tonalità con cui si attiva il suo complesso codice espressivo. La sua volontà rimane, nell’evoluzione evidente avuta nel corso del tempo, sempre coerente nel tenere come riferimento ultimo l’emozione umana. Con quella volontà ferrea, tipicamente teutonica, ha delineato il ritmo e la passione con cui ha identificato la ragion d’essere del suo tumultuoso e incontenibile impeto narrante. Il corpo sollecitato e modellato, gli oggetti meccanici ibridati con elementi reali, paesaggi trafitti da presenze surreali sono tutti l’esito della sua osservazione profonda spesa a seguire proprio le tracce dell’umano.

Rebecca Horn, Turm der Namenlosen (Torre dei senza nome – Tower of the Nameless), 1994, scale, violini e motori, dimensioni variabili, veduta dell’installazione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino Foto Ela Bialkowska OKNO studio © REBECCA HORN, by SIAE 2025

Ha sempre cercato, mettendole in scena attraverso paradossi, le nostre alienazioni e le nostre inquietudini; se pare quasi infierire con lavori che sono veri e propri macchinari in cui risuonano non solo le sue pulsioni ideative, è pur sempre vero che anche a noi non smette mai di raccontare la fragilità dei nostri cambiamenti e il destino di una continua trasformazione. Sono forse un campanello d’allarme che mette in guardia dal pericolo di una sempre più evidente disumanizzazione dei processi del presente che consumano lentamente, erodendola dal profondo, la nostra identità, sempre più lontana e dispersa dalla nostra consapevolezza. Horn ci averte perché quell’allontanamento non si trasformi mai in un esilio definitivo.

Rebecca Horn. Cutting Through the Past
a cura di Marcella Beccaria
progetto in cooperazione con Haus der Kunst, Monaco di Baviera

23 maggio – 21 settembre 2025

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (TO)

Orari: da mercoledì a venerdì 10.00-17.00; domenica e sabato 11.00-18.00

Info: +39 011 9565222
info@castellodirivoli.org
www.castellodirivoli.org

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