H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa, veduta della mostra, Foto: Amedeo Benestante

A Casa Morra. Le stanze del pensiero di H. H. Lim

NAPOLI | Casa Morra | Fino al 7 febbraio 2026

di BEATRICE SALVATORE 

Un millesimo di secondo fa è la mostra personale che H. H. Lim, artista malaysiano che vive in Italia dal 1976, molto presente sulla scena dell’arte internazionale, ha pensato come progetto speciale per Casa Morra, suggestivo spazio espositivo della Fondazione omonima, situato nel Palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona, che guarda Napoli un po’ dall’alto, con il distacco malinconico di una nobile signora in ruggente decadenza.
Il titolo è veloce e luminoso e pare alludere a una sorta di continua e inappagata rincorsa, a sottolineare non solo il senso del tempo ma anche, a nominarlo, persino dell’inafferabilità del presente.

La mostra, curata da Giuseppe Morra e Antonello Tolve, raccoglie opere dal 2011 al 2025 ed è pensata come un percorso complesso e sensoriale, in cui domina persino il silenzio (apparente) in cui sono avvolte le installazioni, che si snoda in sei differenti ambienti, stanze, che raggiungiamo percorrendo la monumentale doppia scala, ampia e bianca del Palazzo: è una sorta di invito al viaggio, lento, misterioso, tra le cose, esperienze ed oggetti della vita che qui divengono strumenti per accedere e “scardinare” le dimensioni quotidiane del tempo e dello spazio e quindi del senso.

Foto di Beatrice Salvatore
H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa, veduta della mostra, Foto: Beatrice Salvatore

Tempo e pensiero infatti appaiono come il cuore invisibile di questa esposizione in cui già il nome dell’artista sembra, con un improvviso slittamento del linguaggio e del suono, rimandare al limite o al liminale e a tutto ciò che sembra depositarsi sulla macula caeca della nostra mente, ai pensieri, milioni, che accompagnano le nostre giornate in un flusso unico e a cui non facciamo più caso, per raccogliersi poi nell’archivio della nostra quotidiana esperienza.

Lim, sempre in equilibrio (in bilico) tra Occidente ed Oriente, di cui raccoglie i concetti di fluidità e armonia, ma anche di fragilità, contro il concetto tutto occidentale di azione, come rottura, sceglie di condurci mostrando in qualche modo e specularmente anche se stesso attraverso una sorta di svelamento del processo artistico, mettendo in scena, al centro, come fossero haiku, suoi brevi pensieri e riflessioni intime o apparentemente marginali, liminali appunto, che sembrano emergere dal flusso incessante e concretizzarsi in parola, creando così anche una sorta di spontaneo autoritratto, una presenza solo evocata.

H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa, veduta della mostra, Foto: Amedeo Benestante

Il percorso, concepito in stretta relazione con le stanze concatenate, dalle pareti volutamente lasciate scrostate e nude, porta lo spettatore in una piccola stanza che ora prende il nome di Mother’s Room, dove al centro campeggia un’alta struttura in ferro, circolare, che accoglie un cactus, simbolo forse di vita e forza naturale; sulle pareti il bianco di due scritte scolpite nel gesso “illumina” lo spazio come marmo: Anche i denti storti raccontano chi sei (2015) ed Emotional crisis (2015), due pensieri rivolti alla madre, intimi, carichi di affetto e rimpianto.

H.H. Lim. Anche i denti storti raccontano chi sei. Foto: Beatrice Salvatore

Dalla piccola stanza si esce solo voltando le spalle, per incontrare la grande installazione (2025) che dà il titolo alla mostra, Un millesimo di secondo fa, dove in un’atmosfera sospesa, su alti pilastri sono visibili mobili e elettrodomestici, che divengono presenze totemiche e immobili e dove il tempo è rappresentato dal lento (inesorabile) movimento delle pale di ventilatori che “entrano” negli oggetti, nella vita. Alle pareti, grandi tele in bianco e nero, sembrano calligrafie dipinte dal caso.

Più avanti è On Going, la stanza – installazione che evoca il viaggio misterioso dell’evoluzione dell’esperienza e del pensiero, che svela lentamente, nascondendo dietro codici numerici, la sua verità: Let the journey be the destination.
In Color, la stanza è ricoperta, in alto, di tele su fondo nero che riportano i pensieri dell’artista, anche i più banali e semplici, fermati nel momento del processo della creatività, punto esatto tra intuizione e fantasia, tra immaginazione e sesto senso. Al centro, la vertigine di una botola, chiusa da lucchetti in ferro, è segno che rimanda ad un’altra dimensione e al necessario segreto e mistero che avvolge l’esistenza.

H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa, veduta della mostra, Foto: Amedeo Benestante

I passi lenti accompagnati da continue sollecitazioni dello sguardo, conducono nella quinta stanza Manifesto, qui l’artista, il testardo dalla visione flessibile (è il titolo di uno dei lavori nella stanza), fa incontrare Natura e Cultura, riproducendo a carboncino le immagini di animali selvaggi e maestosi, sullo sfondo di numeri e di formule di scoperte scientifiche.

H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa, “Still Life”, veduta della mostra, Foto: Amedeo Benestante

Still Life, una esatta riproduzione di una bombola di gas ma totalmente in ceramica, materia fragile (dalla Collezione Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier), e Tigre di carta, – dove ancora l’artista sembra voler includere nella sua opera il caso che cambia le forme leggere disegnate di una tigre, che forse, ancora allude all’oriente – dialogano con opere della Collezione permanente, chiudendo idealmente la mostra.

 

H.H. Lim. Un millesimo di secondo fa
a cura di Giuseppe Morra e Antonello Tolve

7 novembre 2025 – 7 febbraio 2026

CASA MORRA – Archivi d’Arte Contemporanea
Salita San Raffale 20/c, Napoli

Orari: Martedì-Venerdì 10:00 – 18:30, Sabato – 10:00 – 14:00, Domenica e Lunedì chiusi. Festivi solo su appuntamento

Info: +39 081 564 0077
casamorra@fondazionemorra.org
https://www.casamorra.org/
https://www.fondazionemorra.org/

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