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MILANO | Ca’ di Fra | 10 maggio – 23 giugno 2012

Intervista a FABIO CIVITELLI di FRANCESCA DI GIORGIO

Fabio Civitelli disegna Tex dal 1984 (il primo era arrivato in edicola nel 1948 in formato “striscia”, nda). Scelto all’epoca da Sergio Bonelli in persona – figlio di Gian Luigi, straordinario scrittore, sceneggiatore e soggettista e… niente-popò-di-meno-che creatore di Tex Willer: il ranger senza macchia ma dal cuore tenero – Civitelli è entrato nel mondo del fumetto prima di tutto come lettore ed è rimasto fedele al suo personaggio fino ad ora. La sua mano oggi è protagonista in un ciclo di mostre in galleria – l’ultima, dopo Arezzo e Albissola è alla Galleria Ca’ di Fra’ di Milano – e in un appuntamento, a giugno in edicola, con il famoso Texone (l’albo annuale): un incarico prestigioso che annovera i più grandi autori del fumetto internazionale tra cui non si può dimenticare La valle del terrore: copertina e disegni di Magnus, testi di Claudio Nizzi…


Cosa l’ha attratta da subito del mondo in cui vive Tex e quali possibilità le ha dato per sviluppare la sua arte nel tempo?

Da bambino leggevo molti fumetti, tra cui i famosi – all’epoca – Blek e Miki ma Tex si distingueva fra tutti per il suo modo di agire più “moderno” e più “maturo”, rispetto a tutti gli altri eroi. Mi affascinava il linguaggio così innovativo, lo svolgersi serrato dell’azione e la presenza di tematiche inusuali per un fumetto western quali l’horror, il mistero, la magia.
Crescendo ho letto ed amato altri fumetti, ma non ho mai abbandonato Tex; ritrovarmi a disegnare le sue avventure è stata, ed è tuttora, una grandissima soddisfazione, che mette d’accordo il lettore che ero con l’illustratore che sono diventato.
A livello professionale essere stato chiamato a far parte dello staff del più importante e diffuso fumetto italiano, ha rappresentato una vera sfida: prima di allora (si parla del 1984) non mi ero mai cimentato con il genere western, e all’inizio ho avuto non pochi problemi.
Il western, però, è un genere che dà tanto ad un disegnatore: i paesaggi sono magnifici, le scene d’azione sempre divertenti e gli ambienti non così tecnologici come nei fumetti gialli o di fantascienza, e molto più piacevoli da disegnare.
Spesso si pensa che un eroe con una così lunga storia editoriale, ponga ad un autore così tanti limiti e paletti da soffocarne la creatività individuale, ma non è assolutamente così: la redazione lascia ampi margini di personalizzazione, fatti salvi i criteri di attinenza all’aspetto dei protagonisti e dello svolgersi della sceneggiatura, tanto che negli anni il mio stile si è via via modificato, soprattutto nel senso di un maggiore studio del chiaroscuro e di un ampliamento della “gamma tonale” con l’aggiunta negli sfondi (specie notturni) dei grigi realizzati “a puntini”. Questa tecnica è stata poi utilizzata anche nella realizzazione delle decine di illustrazioni del volume monografico Il mio Tex (Little Nemo Editore, 2011).

Cosa significa “fare fumetti” oggi? Tra tempistiche di produzione ed esigenze editoriali: un pregio e un difetto…
Per quanto riguarda la parte produttiva, devo fare un plauso alla Casa Editrice che in questi ultimi anni ha aumentato lo staff di scrittori e disegnatori. Adesso non lavoriamo più con l’acqua alla gola, come mi è capitato soprattutto negli anni ’80. Abbiamo più tempo per ogni storia e questo si riflette naturalmente nella maggiore cura che possiamo dedicare ad ogni tavola. Poi, però, quando una storia va in programmazione non ci sono santi che tengano, e le scadenze vanno rispettate.
Fare fumetti è anche oggi un mestiere in cui bisogna saper coniugare le proprie legittime aspirazioni artistiche con le esigenze editoriali, rispettare soprattutto il personaggio e cercare il più possibile la sintonia con lo sceneggiatore con cui stiamo lavorando.

L’INTERVISTA CONTINUA SU ESPOARTE #76

Il West secondo Fabio Civitelli
Dalle tavole per Tex de Il Ritorno della Tigre Nera
alle illustrazioni per Il mio Tex e Tex Willer, il romanzo della mia vita
Organizzazione: Little Nemo Gallery

Ca’ di Fra’

Via Carlo Farini 2, Milano

Info: +39 02 29002108

Orari: lunedì – venerdì 10.oo – 13.00 / 15.00 – 19.00
sabato solo su appuntamento

Inaugurazione giovedì 10 maggio 2012 ore 18.00 – 21.00
10 maggio – 23 giugno 2012

Presentazione uscita Texone
giovedì 21 giugno 2012 ore 18.00 – 21.00

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