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BOLOGNA | Ex Ospedale dei Bastardini | 14 – 16 febbraio 2014

e la volpe disse al corvo – corso di Linguistica Generale è il nuovo Romeo Castellucci, ritrattoprogetto che la città di Bologna dedica all’opera di Romeo Castellucci (1960, Cesena) regista teatrale e cofondatore della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio, di recente insignito del Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Un inedito e articolato calendario – iniziato nel gennaio con la rappresentazione del Parsifal al Teatro Comunale di Bologna diretto da Claudio Abbado e con regia, scene e costumi di Castellucci – che durerà sino a maggio 2014 e che si colloca nel solco culturale tracciato negli ultimi anni nella città emiliana, teso a innescare un contatto vivo tra l’arte contemporanea e il contesto urbano. Dopo i progetti speciali dedicati a John Cage (2012) e Gianni Celati (2013), è la volta di Castellucci, figura di spicco a livello internazionale nell’ambito del teatro di ricerca, che verrà raccontato attraverso diversi interventi: installazioni, performance, proiezioni, concerti.

Da venerdì 14 a domenica 16 febbraio la rassegna continua con Uso umano di esseri umani. 
Un esercizio in Lingua Generalissima una produzione in anteprima assoluta di Socìetas Raffaello Sanzio con la collaborazione di Xing e la coproduzione di Electrotheatre Stanislavsky/Mosca e Kunstenfestivaldesarts/Bruxelles. Il principio della decomposizione e l’ascesi della lingua che agiscono nello spettacolo alludono al potere del linguaggio di trascendere i corpi.

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L’azione – basata iconograficamente sul dipinto de La Resurrezione di Lazzaro di Giotto – utilizza la Generalissima, una lingua artificiale coniata nel 1985 dalla Socìetas a partire dalle lingue creole e dall’Ars Magna di Raimondo Lullo, concepita su basi numerologiche. Redatta accuratamente da Claudia Castellucci a partire da quattrocento termini omnicomprensivi, la Generalissima procede per livelli sempre più astratti – da quello più comune fino al più puro, composto di sole quattro parole – con ognuno dei quali è possibile comunicare. La scena pittorica che vede il Signore avanzare verso il cadavere di Lazzaro, mentre i familiari si coprono il naso per il fetore della putrefazione, viene ripetuta sulla traccia di tali principi combinatori. La luce atonale del sole che attraversa la grande volumetria dell’Ex Ospedale dei Bastardini prepara lo spettatore alla contemplazione di una trasformazione profonda.

“Al contrario delle lingue creole, che nascevano da pochissime parole per poi ramificarsi, nella Generalissima il grado più puro è quello che apparentemente rinuncia alla schiavitù del contenuto per cercare un contatto più profondo, che si apre progressivamente nel suono. Trovo che ci sia un vero potenziale scenico in questo: di fronte all’attore che muta il suo parlare attraverso i termini dei livelli più puri, dove sono disponibili sempre meno parole, lo spettatore si trova costretto a dover espandere il suo concetto di soggetto linguistico e a percepire nella ripetitività mantrica del finale, una frase inaudita e sempre presente, che il linguaggio sembra dire: tu sei mio. Così il linguaggio si mostra per quello che è, un sembiante della nostra appartenenza alla specie” [Romeo Castellucci]

Uso umano di esseri umani
Un esercizio in Lingua Generalissima

Nell’ambito della rassegna e la volpe disse al corvo – corso di Linguistica Generale

14 – 16 febbraio 2014

Ex Ospedale dei Bastardini
Via d’Azeglio 41, Bologna

Info: 051 2194664 – 051.331099
press@elavolpedissealcorvo.it
info@xing.it 
raffaella.grimaudo@comune.bologna.it
www.elavolpedissealcorvo.it
www.xing.it

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