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VENEZIA | 30 agosto 2012

L’applaudita serie di cortometraggi The Miu Miu Women’s Tales, è stata proiettata integralmente per la prima volta nell’ambito del programma delle Giornate degli Autori durante la Mostra del Cinema di Venezia il 30 agosto 2012.
I cortometraggi, diretti da quattro importanti registe internazionali, mostrano come Miu Miu sia riuscita a combinare interessanti temi cinematografici e forti punti di vista femminili con la moda. I quattro film della serie sono: The Powder Room, diretto da Zoe Cassavetes; Muta, per la regia di Lucrecia Martel; The Woman Dress, diretto da Giada Colagrande e It’s Getting Late, con la regia di Massy Tadjedin.
I cast di sole donne vedono la partecipazione di alcune delle star più in vista del cinema contemporaneo, tra cui Gemma Arterton, Patricia Clarkson, Aubrey Plaza, Rinko Kikuchi e Maya Sansa, mentre le colonne sonore sono di alcuni tra i migliori nuovi talenti del mondo della musica, come le Au Revoir Simone e Zola Jesus. I diversi film, ambientati a Los Angeles, Londra, in una grotta di streghe e su una barca misteriosa, esplorano i riti, i codici e i gesti femminili, e ognuno tocca il tema dell’essere donna. Ogni regista esprime il suo originale punto di vista attraverso il suo particolare stile cinematografico, con elementi tratti dal melodramma, dal surrealismo e dal film noir, riflettendo il mondo di Miu Miu in molteplici dimensioni.
Tra i protagonisti figurano anche elementi delle collezioni Miu Miu, occhiali da sole, accessori e alcuni capi di abbigliamento – tutti presentati meravigliosamente – con il ruolo di importanti dispositivi narrativi, funzionali alle storie raccontate.
Sulla scia del grande successo dei primi quattro, Miu Miu continuerà in futuro a commissionare altri film della serie. I quattro corti del primo capitolo del progetto sono ora tutti visibili in un’area dedicata del sito di Miu Miu, accompagnati da interviste esclusive e da girato fuori scena. www.miumiu.com

#1 THE POWDER ROOM
diretto da ZOE CASSAVETES

Primo della serie di cortometraggi The Miu Miu Women’s Tales realizzati da importanti registe internazionali – con formazioni intellettuali diverse – a cui è stato richiesto di esprimere la propria visione di femminilità attraverso il cinema.
Zoe Cassavetes è la regista di un corto affascinante e drammatico girato presso l’hotel Claridges di Londra. Come suggerisce il titolo, il film ci propone un contesto dove la femminilità trionfa e dove, in un dialogo di gesti tra donne, si celebra un rituale di opulenta bellezza. Cassavetes si affida ai codici romantici di questo mondo per riflettere la bellezza e il lusso dell’universo Miu Miu.

“L’idea della powder room mi affascina. Il rituale che vi si svolge è di vitale importanza per le donne”, spiega Cassavetes. “C’è un che di speciale nel prepararsi, nell’attimo che precede l’azione. Adoro l’intimità che si crea. È un luogo tutto femminile, dove confrontarsi con le altre donne e ritornare incantevoli prima di affrontare un’altra volta il mondo”.

L’obbiettivo attento di Cassavetes cattura l’essenza della femminilità in un intreccio di sguardi accennati e dettagli astratti che si susseguono in un misterioso mosaico narrativo.

“È una storia di donne nella loro intimità”, dice Cassavetes, “dove si può essere libere e sognare… e il sogno è stato la parte più divertente, oltre che glamour”.

Audrey Marnay interpreta una seducente femme fatale protagonista di un accattivante gioco nel contesto privato e raccolto della powder room. Quando altre incantevoli ragazze, interpretate dalle modelle Caroline de Maigret, Line Gost e Sophie Vlaming, varcano la soglia, vengono immediatamente iniziate ai codici autorevoli e non scritti della powder room, svelati in una narrazione onirica e sensuale.

#2 MUTA
diretto da LUCRECIA MARTEL

Secondo della serie di cortometraggi The Miu Miu Women’s Tales che esplorano la storia d’amore delle donne con Miu Miu, MUTA è un film noir in chiave contemporanea che ruota attorno a una misteriosa trasformazione. MUTA, nel duplice significato di “silenziosa” e di “trasformazione”, è un ritratto estetico ed ermetico di un mondo tutto femminile, intriso di simbolismo, significato nascosto e intrigo. Diretto dall’argentina Lucrecia Martel, tra i più acclamati registi del cinema contemporaneo, la surreale narrativa si dipana a bordo di una nave all’ancora in un mare tropicale.

Mentre spunta l’alba e lampadine elettriche si accendono ronzando di una luce tremolante, un elegante equipaggio di stupende creature femminili, magnificamente vestite, emerge come insetti dai portelli, il volto nascosto alla nostra vista. Gli esseri si muovono eleganti indossando abiti a maniche lunghe in corallo, nero e visone, con uccelli e motivi floreali ricamati a paillette. Le silhouette anni ‘40, che ricordano le leggendarie femme fatale di Hollywood Jane Greer e Lauren Bacall, hanno un profondo scollo sulla schiena, un colletto o la vita bassa, e si fermano pudicamente sotto al ginocchio. Le pochette con chiusura a scatto in pelliccia o suède castagna prendono vita, frementi di aspettativa. Sotto gli occhiali scuri in tartaruga, battiti di ciglia finte a rivelare un nuovo linguaggio intimo, un alfabeto Morse di scatti e vibrazioni. Rinchiuse a bordo di questa lussuosa barca modernista, le crisalidi femminili si preparano per la loro strana metamorfosi. L’originale film di Martel è una incantevole riflessione personale sul potere di trasformazione della femminilità, al centro dell’ossessione di Miu Miu.

#3 THE WOMAN DRESS
diretto da GIADA COLAGRANDE

Terzo della serie di cortometraggi per Miu Miu. L’attrice italiana Maya Sansa è la protagonista del film che si avvale di un’assillante colonna sonora, creata appositamente dal trio pop elettronico Au Revoir Simone. Dopo The Powder Room – l’onirica storia di opulenza e glamour diretta da Zoe Cassavetes – e MUTA – il film “noir” sulla metamorfosi delle dive di Lucrecia Martel – anche The Woman Dress è ambientato in un mondo tutto femminile di glamour e desiderio. Questa volta, però, l’ossessione per ciò che è fashion arriva all’estremo, attraverso un metafisico racconto sulla trascendenza e sui rituali.
Un gruppo di streghe raffinate è intento a preparare una pozione bollente, in una caverna oscura in cui sono appesi i “fantasmi” di alcuni abiti. Maya Sansa viene svestita e accompagnata a una vasca e il suo dito punto a stillare una goccia di sangue. Le streghe – interpretate da Heather D’Angelo, Erika Forster e Annie Hart delle Au Revoir Simone – in cerchio, cantano in lingue misteriose. Appena il fumo si dirada Maya Sansa ha compiuto l’estremo sacrificio, trasformandosi nell’oggetto del suo desiderio – un meraviglioso abito rosso sangue. Il cortometraggio utilizza un linguaggio cinematografico surreale, con la tenda di velluto rosso, le parole pronunciate al contrario e un’onirica messa in scena.

“Mia madre era una femminista, sono cresciuta in un ambiente di donne e faccio film sulle donne” spiega Giada Colagrande. “Quindi, quando mi hanno contattata per fare questo film, tutto sulla femminilità, mi è sembrato di essere in paradiso. Il cinema è un mezzo potente per portare la moda ad un’altra dimensione: prendendo una singola immagine, come un abito, per creare tutto un mondo intorno ad essa”.

#4 IT´S GETTING LATE
diretto da MASSY TADJEDIN

It’s Getting Late è il quarto cortometraggio della serie The Miu Miu Women’s Tales. Nel crepuscolo luminoso di Los Angeles, scopriamo quattro donne con vite molto diverse tra loro: una professionista di fama nel suo elegante ufficio a vetri, una madre che fa il bagno alla figlia, una sofisticata blogger con il suo portatile e una film editor che lavora a vecchi spezzoni cinematografici in una sala proiezione. La camera le segue alla fine della giornata di lavoro, e le loro quattro storie si intrecciano mentre si preparano per la serata. Una quinta donna, Zola Jesus, è il calmo contrappunto, seduta tranquilla nel suo camerino in un famoso club, è ironicamente l’unica delle donne che non si cambia. Sarà lei il filo che lega insieme tutte le donne, che nelle ultime scene arrivano una per volta, tutte con mezzi diversi, ad assistere alla sua elettrizzante performance. Le canzoni che ascoltiamo sono Ixode e Vessel remixate da Clint Mansell.

www.miumiu.com

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