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Intervista ad ANGELA MEMOLA di Mattia Zappile

CUBO, Centro Unipol Bologna, SPAZIO CULTURABologna, 27 marzo 2013: apre, imponente nella struttura e futuristico nella concezione degli spazi, il Centro Unipol di Bologna (CUBO), con l’obiettivo di raccontare la propria storia e la propria cultura d’impresa con gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie, dall’architettura e dall’arte, concependo le mostre d’arte come valido strumento di relazioni.
Parliamo di tutto questo con Angela Memola, curatrice insieme a Giulia Zamagni dello Spazio Arte.

Mattia Zappile: Il suo impegno nel mondo dell’arte dura oramai da diversi anni, contraddistinto dall’obiettivo della valorizzazione di giovani talenti e di una sempre maggior diffusione dell’arte nel territorio. Poi, l’inizio della avventura con Unipol per lo spazio CUBO. Qual è il suo ruolo all’interno del progetto?
Angela Memola:
Insieme a Giulia Zamagni, curatrice di CUBO, e ad un team di giovani fortemente motivati da questo nuovo progetto, curo le mostre temporanee dello Spazio Arte di CUBO, Centro Unipol Bologna e coordino la catalogazione del patrimonio artistico del Gruppo, provvedendo alle attività di conservazione, valorizzazione, prestito e tracciabilità. Tutto questo avviene sotto la supervisione dell’area Corporate Identity e del dottor Alberto Federici, Direttore di CUBO. L’obiettivo di Unipol è di raccontare la propria storia e la propria cultura d’impresa con gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie, dall’architettura e dall’arte, concependo le mostre come valido strumento di relazioni. Migliorare, quindi, i rapporti di comunicazione e le dinamiche interne nonché la corporate culture. E in un mercato dove cambiano molto velocemente i processi di apprendimento e di scambio, io ho preferito abbandonare il più tradizionale format della galleria per questa nuova avventura, considerando CUBO un nuovo attore per il territorio e per l’arte contemporanea.

CUBO, Centro Unipol Bologna, MEDIATECA

Come nasce l’idea di uno spazio artistico all’interno del complesso e con quali propositi?
CUBO, Centro Unipol Bologna si può considerare un’intera opera d’arte contemporanea: dall’architettura dei giardini pensili con barre che producono effetti di luce e suoni, al video emozionale che accoglie il visitatore nello Spazio Mediateca. Qui si respira il futuro e si ha la precisa percezione che, in questo luogo, il futuro sia in movimento. Cubo non vuole essere solo un Museo d’Impresa, ma è uno spazio di aggregazione, aperto al territorio, dove si racconta la storia ed il futuro del Gruppo Unipol, coinvolgendo i visitatori nella storia dell’impresa bolognese. Lo Spazio Arte, il luogo deputato alle mostre temporanee, è la più esplicita vetrina della creatività che appartiene a questo luogo ed è uno spazio di scambio e di confronto.

All’interno di uno spazio tanto caratteristico quanto quello di CUBO, quali criteri e obiettivi vi guidano nella scelta degli artisti e nella pianificazione degli eventi?
Le mostre temporanee si occupano di artisti contemporanei che affrontano temi di attualità e dialogano con i valori del Gruppo. Unipol investe nel patrimonio culturale anche attraverso l’attività di archiviazione, conservazione e ristrutturazione della propria collezione.
Per quanto riguarda le necessità logistiche, superate le prime esposizioni che loro malgrado hanno fatto da test di apertura, oggi gli artisti prendono contatto con lo spazio per pensare ad installazioni o allestimenti specifici.

CUBO, Centro Unipol Bologna, ALLESTIMENTO NUBE ARDENTE - FULVIO DI PIAZZA

Molti degli eventi organizzati dallo Spazio di Unipol sono spesso dedicati ai più giovani, nel segno della promozione della cultura e dell’incoraggiamento alla creatività. Ci può parlare di queste proposte organizzate da Cubo?
L’offerta culturale si amplierà anche con laboratori di scienza, arte, teatro e cinema per ragazzi.

Dopo la personale Nube Ardente di Fulvio di Piazza, quale programmazione si apre al CUBO in questo inizio d’anno?
Abbiamo in programma mostre di artisti significativi del panorama nazionale ed internazionale, che utilizzino linguaggi artistici accessibili e riconoscibili.
La prossima mostra sarà Traces di Giacomo Costa, inserita nel programma di Art City e Art City White Night in occasione di Arte Fiera. Si tratta di paesaggi attraversati da elementi architettonici che, a prima vista, possono sembrare barriere artificiali o resti delle fondamenta di una qualche costruzione, ormai distrutta. Guardando con attenzione ci si accorge che ogni elemento è una lettera dell’alfabeto e che l’insieme costruisce una frase dal senso compiuto. Quasi impossibile, per chi non conosca già la frase, riuscire a leggerla e capirne il significato, poiché destinate ad essere lette da chi potrà vederle dall’alto. Si tratta di citazioni di celebri pensieri filosofici, politici o morali, scelte per la loro importanza storica ed etica.
Giacomo Costa ha realizzato un’opera site specific per Spazio Arte: la Trilogia della rivoluzione, che è un trittico composto dalle tre parole simbolo della rivoluzione francese e poi motto della repubblica: liberté, égalité, fraternité. In esso, queste tre parole fondamentali per i diritti dell’uomo, vengono tradotte in tutte le lingue del mondo assumendo, ancor più, un valore universale.

Giacomo Costa, “Trilogia della rivoluzione”, Trace_3, 2013, cm 180x300

CUBO, Centro Unipol Bologna

Spazio Arte
Piazza Vieira de Mello 3, Bologna

www.cubounipol.it

Evento in corso:

Giacomo Costa. Traces
16 gennaio – 12 aprile 2014

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