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MILANO | Triennale DesignCafé | 12 febbraio – 1 aprile 2013

Intervista a MASSIMO GIACON di Viviana Siviero

Triennale Design Museum presenta la produzione disculture in ceramica, edite da Superego editions negli ultimi 5 anni: una “famiglia” di colorati, mostruosi e grotteschi personaggi, creati nel tempo dalla celebre e dissacrante ironia di Massimo Giacon, artista poliedrico che spazia dal disegno al fumetto più aggiornato passando per moltissimi ambiti non meglio delineati per giungere fino alla musica. La Triennale lo celebra in un giusto tributo che diviene non tanto una forma di omaggio all’artista fine a se stesso, ma piuttosto una panoramica sulle possibilità generate nel tempo e nello spazio, da un POP altamente infettivo…

Ci presenti la tua “Toy Story” malata e corrotta dal POP, per nome, forma e talento?
Si tratta di una mostra storica “sui generis” che presenta tutte le ceramiche prodotte in questi ultimi 5 anni con Superego. Si tratta di piccole sculture in ceramica a tiratura limitata. Sono personaggi più o meno inquietanti ma che la brillantezza e la lucidità della ceramica rende desiderabili. Un piccolo paradosso.

Sei stato scelto dalla Triennale DesignCafè come “sguardo inedito”, per una sede prestigiosissima, che ne pensi, che ci dici a riguardo?
È stata una piacevole sorpresa. Non ho dovuto fare molto, è stata Silvana Annichiarico, direttrice del Design Museum, a chiedermi se volevo occuparmi di una mostra su queste ceramiche (che nel frattempo giravano il mondo, dal Museum Shop del Beaubourg a vari negozi di design sparsi per il globo). La sede è davvero prestigiosa, infatti la cosa buffa è che negli ambienti delle gallerie mi guardano in maniera diversa… Ma vedrai che se ne dimenticheranno presto!

È rituale, se non obbligatorio, chiederti il perché del titolo, dove HIM sostituisce IT come chiara allusione. Rispondiamo alle tue parole dicendo che “siamo pronti per giocare con questi nuovi amichetti”: ti chiediamo cosa ci fanno al mondo, nel nostro mondo, e da quale realtà sono scaturiti… insomma, come si innestano nella realtà, quale frutto rappresentano?
HIM sostituisce il più corretto IT perché non guardo al Pop come ad un’entità astratta, ma come a una specie di persona vera e propria, una persona che al momento non mi sta nemmeno molto simpatica, forse pure un po’ stupida. I miei amichetti si auto-fagocitano, dato che il Pop mangerà sé stesso, anche se chissà quando, visto che era una frase che si usava nella fine degli anni’80 e il Pop è ancora vivo oggi, anzi il Lowbrow Pop si è mangiato il Pop storico, in un costante rigenerarsi e auto-cannibalizzarsi, senza posa. Intanto il mondo va al diavolo.

Ci anticipi i tuoi progetti per il futuro cosa hai in mente?
Il mio prossimo appuntamento è a marzo ad Affordable Art Fair, dove insieme ad Ale Giorgini, Alberto Corradi e Diavù sarò presente allo stand di Repubblica XL. Non venderemo nulla, lavoreremo in diretta a un progetto collettivo per il Museion di Bolzano, progetto che vedrà la luce ai primi di maggio. Il progetto si chiama Q4attro. Poi ci sono nuovi progetti Alessi, un nuovo libro per RCS Lizard insieme a Tiziano Scarpa e, se riesco a trovare il tempo per raggruppare le idee, delle nuove lampade per Foscarini.

Massimo Giacon
The Pop Will Eat Himself
Five years of Superego ceramics for weirdos

un progetto a cura di Silvana Annicchiarico

12 febbraio – 1 aprile 2013

Triennale DesignCafé
Viale Alemagna, 6 Milano

Orari: martedì-domenica 10.30 – 20.30 | giovedì 10.30 – 23.00

Info: www.triennale.it
+39 02 89093899

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