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Data/Orario
17 Lug 2017 - 21 Lug 2017
17:00 - 19:30

Luogo
Galleria San Fedele

Info
3475028766
ongaretticomunicazione@gmail.com

Questo evento è stato inserito da:
ongaretticomunicazione@gmail.com

Categoria


KOREAN WUNDERKAMMER

un festival di arte contemporanea coreana nel cuore di Milano

7-21 Luglio 2017

 

Galleria S. Fedele 17 – 21 Luglio

vernissage 17 luglio ore 17

 

artisti indipendenti della Corea del Sud presentati da Orange Bridge

 

 

Suh Jeong-hee

Juno Moon

Oh Geon-yong

Kim Seung-ho

Kim Kyu-yeon

Kim Ga-yeong

Kim Yeong-ae

Kim In-ok

 

L’esposizione raggruppa alcune delle tendenze della pratica artistica odierna del Sud Corea, in particolare dell’isola di Jeju, terra natale di Orange Bridge. Si vedranno foto, installazioni, pittura  afferenti all’indagine del tessuto sociale o all’introspezione psicologica, nel rapporto con la Natura e la Storia.

 

L’ultima tappa del festival Korean Wunderkammer sarà la prestigiosa Galleria  e Centro Culturale San Fedele, che con la sua Chiesa e il Museo annesso da decenni rappresenta a Milano un luogo di sperimentazione artistica, legata alla fede e alla spiritualità, ma aperta alle sue diverse espressioni. Dalla sua fondazione negli anni cinquanta sono stati invitati  a riflettere su temi cristiani o in generale sulla condizione dell’uomo grandi artisti contemporanei della scena internazionale come Carlo Carrà, Mario Sironi, David Simpson, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Sean Shanahan, Claudio Parmiggiani e Nicola De Maria. Nella Chiesa di San Fedele così importante per la storia di meneghina (era frequentata da Alessandro Manzoni), troviamo  ancora oggi, commissionata da padre Favaro nel 1956, la Pala del Sacro Cuore di Lucio Fontana.

 

Il Centro Culturale definito “cantiere sperimentale e laboratorio espressivo” continua oggi la sua attività grazie all’operato di Andrea dall’Asta, sacerdote gesuita direttore sia del Centro Culturale che della Raccolta Lercaro di Bologna, in prima linea nella diffusione della conoscenza dell’arte antica e contemporanea.

 

Per Korean Wunderkammer è un luogo congeniale alla presentazione gli artisti indipendenti di Orange Bridge, l’associazione che vuole essere un ponte tra la cultura artistica italiana e della Corea del Sud, perché gli artisti in mostra si inseriscono sia nel programma interdisciplinare ed internazionale del Centro che nel suo intento di affrontare temi universal legati all’uomo, al suo rapporto con la tradizione e il credo religioso.

 

La fotografia avrà un ruolo di rilievo come strumento del linguaggio contemporaneo, nei reportage di  Suh Jung hee e Moon Ji-sook.

Il lavoro di Juno Moon  offre uno sguardo sulla tradizione del lavoro femminile nell’isola di Jeju, che riflette la cultura del luogo nel suo rapporto con il mare, mentre Suh Jeong-hee  presenta un reportage realizzato durante il viaggio di otto mesi attraverso aree molto lontane dell’Asia. Qui ad essere esplorata è la tradizione sciamanica, dimostrando come la spiritualità sia una componente culturale identitaria, patrimonio dell’area di riferimento.

La pittura di Korean Wunderkammer al Centro San Fedele si declina mescolandosi a diverse tecniche per toccare temi riguardanti la storia personale degli artisti, sempre in relazione al contesto del territorio che ospita la genesi delle opere.

Oh Geon-yong cerca la poesia senza tempo dell’oceano con la sua pittura unificata alla ceramica, componendo diverse tele o pannelli dai colori organici, dove affiorano elementi plastici come crateri lunari o resti del passaggio marino.

Kim Seung-ho rielabora la tragedia del naufragio del Sewol avvenuto il 16 aprile 2014 nelle acque della Corea del Sud, con solo 172 sopravvissuti su 476 persone, uno dei peggiori disastri avvenuti nel paese in tempo di pace. L’artista si concentra sia sul concetto di perdita di vite umane che sul loro salvataggio: presenta quindi un’installazione composta da un dipinto raffigurante le onde oceaniche e la spiaggia che in pochi hanno raggiunto infine, di fronte ad esso una lampadina illumina un cumulo di abiti ripiegati e impacchettati come un cerimoniale commemorativo dei dispersi, o un ex voto per i vivi.

Anche Kim Kyu-yeon crea un’installazione, in questo caso i diversi materiali di recupero indagano e metaforizzano la natura umana nel passaggio attraverso il sentimento del dolore, mentre si i dipinti di Kim Ga-yeong, Kim Yeong-ae e Kim In-ok si riavvicinano al gusto più tradizionale coreano.

 

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